Centrosinistra

Nasce il Partito Socialista

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Nasce il Partito Socialista

Il 5 e 6 ottobre si svolge a Roma la conferenza programmatica dal titolo (ironicamente riferito alle vicende del Partito Democratico) “Le primarie delle idee”.

Al progetto, promosso dai Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli, aderiscono I Socialisti Italiani di Bobo Craxi, la componente del Nuovo PSI facente capo a Gianni De Michelis e Mauro Del Bue, l’associazione Democrazia e Socialismo di Gavino Angius e Valdo Spini, di cui facevano parte anche Franco Grillini, Fabio Baratella e Alberto Nigra, alcuni fuoriusciti da Sinistra Democratica, l’associazione Socialismo è Libertà di Rino Formica, l’Associazione Nazionale per la Rosa nel Pugno guidata da Lanfranco Turci, la Costituente Laica Liberal-Socialista, alcuni dissidenti di altri partiti, come la ex DL Cinzia Dato e l’ex DS Roberto Barbieri.

Alla conferenza partecipano anche personalità del mondo accademico, tra cui Luciano Pellicani, Pietro Ichino ed altri docenti universitari. Vi sono anche rappresentanti del mondo sindacale (su tutti il segretario della UIL Luigi Angeletti), il presidente del Partito del Socialismo Europeo, Poul Rasmussen e delegazioni di altri partiti socialisti come l’SPD e il PSOE.

L’intento di tutti i partecipanti è quello di ricomporre la diaspora socialista, conseguenza dello scioglimento del PSI storico, per dotare l’Italia di un partito della sinistra riformista che abbia nel socialismo europeo il proprio riferimento[40] e che faccia vivere i principi del socialismo democratico liberale, realizzando una politica di allargamento dei diritti civili e sociali.

In questa occasione vengono indicate tre personalità del passato come riferimento per i programmi del nuovo partito: Marco Biagi, Loris Fortuna e Giuseppe Di Vittorio.


C’è il simbolo: una rosa bianca stilizzata su uno sfondo rosso, con la scritta Pse. E c’è anche la data del congresso che eleggerà i dirigenti nazionali del partito: gennaio. È il partito socialista rinato dalla costituente voluta a Roma dal segretario dello Sdi Enrico Boselli. Il nuovo partito socialista, che farà riferimento al Partito socialista europeo, confluiscono lo Sdi, il nuovo Psi di Gianni De Michelis, i Socialisti italiani di Bobo Craxi e altre personalità socialiste come Rino Formica, con il suo Movimento Socialista è libertà, ex Ds come Gavino Angius e Roberto Barbieri e rappresentanti del mondo democratico liberale come Cinzia Dato.

Nel futuro l’aspirazione è «un partito che raggiunga gli obiettivi che da sempre hanno costituito i punti cardini dei socialisti liberali e riformisti. riforme, difesa della laicità, diritti sociali (unioni di fatto, sia per etero che omosessuali, diritto all’aborto, divorzi più brevi), welfare, sistema fiscale moderno ed efficace per la crescita economica, garanzie per i giovani».

Il Partito socialista nascerà ufficialmente al congresso di gennaio. La Conferenza programmatica della Costituente socialista ha proposto il nome ed il simbolo (un quadrato rosso: nella metà superiore su due righe la scritta in grande Partito Socialista, nella metà inferiore la rosa socialista europea bianca e la scritta più piccola Pse). Enrico Boselli conta di raccogliere 100mila aderenti. «Una parte di questi – garantisce Gavino Angius – saranno elettori Ds, che non vogliono iscriversi al Pd neocentrista».

Per l’immediato Boselli propone a Prodi di formare un nuovo governo. Se invece si scegliesse la strada del dimagrimento della compagine ministeriale, «spetta al Pd far dimettere la metà dei ministri, visto che ne ha 18 su 25».

Oggi a Palazzo Madama il Partito socialista può contare su 3 senatori di estrazione Ds: Angius, Barbieri, Montalbano. «Non faremo ricatti – assicura Boselli – ma faremo valere le nostre idee». I temi più caldi saranno il welfare e la legge elettorale. «Sul welfare – dice Boselli – se Prc avrà le mani libere, anche i socialisti faranno le loro proposte». Sulla legge elettorale Angius pensa che si debba trovare «un accordo con tutto il centrosinistra ed anche con l’opposizione», ma Boselli avverte: «Attenzione perchè il referendum è un tentativo di dare una spallata all’intero sistema politico. Il Pd non riesce ad esprimere una posizione chiara perchè è profondamente diviso tra chi guarda con favore ad una crisi del sistema e chi invece lo vuole difendere».

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