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Bruci la città, la canzone regina dell’estate 2007

Bruci la città, la canzone regina dell'estate 2007

Bruci la città, la canzone regina dell’estate 2007

Da rockettara aggressiva a donna dolce e sensuale. E’ questa la trasformazione di Irene Grandi, la regina incontrastata di bandiera italica dell’estate 2007. Oggi c’è l’eleganza, la dolcezza e quel tocco di felina femminilità che non ha mai perduto, nemmeno nelle sue canzoni, che per quanto possano parlar d’amore, non trasudano mai mielata banalità. “Bruci la città” è non solo uno dei pezzi più trasmessi dalle radio, ma anche una delle canzoni che in giro per la città si sentono cantare di più dai bambini (insieme a “Raffaella è mia” di Tiziano Ferro), e se la cantano anche i pargoli, vuol dire che l’obiettivo è centrato e la canzone colpisce davvero tutti, trasversalmente.

Come è possibile notare in un’intervista di qualche settimana fa per il Corriere della sera, il suo percorso artistico non è caratterizzato solo da un’evoluzione stilistica, ma anche da influenze musicali scaturite da incontri e collaborazioni celebri, che Irene racconta con grande tenerezza. Dopo il Festival di Sanremo del ’93 con “Un motivo maledetto” è stata contattata da Jovanotti sfociata poi in una collaborazione nella scrittura del brano “T.v.b” del ’94 (“Per me era inarrivabile, poi mi ha telefonato, dicendomi che al festival faceva il tifo per me. E’ l’unico rapper italiano che vale la pena di ascoltare”) e da Eros Ramazzotti che ha scritto per lei il brano “Cose da grandi” (“Tenero, lavorava in una stanza grande come uno sgabuzzino”). L’anno successivo, nel ’95, una nuova collaborazione di rilievo per il nuovo album “Bum Bum” che vede un duetto e quattro canzoni scritte da Pino Daniele (“Mi ha aperto la strada per il sud”) fino a Vasco Rossi nel 2000 con la prima canzone scritta per Irene da Vasco Rossi (“L’ho sempre amato e ci siamo persino ubriacati insieme, ma niente droga: quella è autodistruzione”).

L’incontro con Vasco è stato croce e una delizia per la cantante fiorentina, un’amicizia “devastante” che ha influenzato molto il suo sound, portandola alle sonorità più dure del rock, vesti musicali di successo da cui sembra essersi radicalmente allontanata. L’inedito del “Greatest.hits” è una delle suonerie più scaricate per i cellulari e il video “Bruci la città”, realizzato da Matteo De Nicolò e ambientato nel mondo virtuale di “Second Life” è stato premiato al Giffoni Film Festival come miglior clip d’animazione. I concerti del tour estivo stanno raccogliendo quote di pubblico incredibili, e la nuove vesti vicine al grande pubblico di tutte le età la stanno consacrando come una delle rappresentati più importanti del panorama musicale italiano. Irene Grandi è uno dei pochi esempi di successo strutturato sulla musica vera, sui dischi, non su progetti di costruita strategia commerciale. Ed è bellissima, perché incanta e sa emozionare come 14 anni fa.

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