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Franca Valeri: Il family day è assurdo. Ognuno viva come vuole

Franca Valeri: Il family day è assurdo. Ognuno viva come vuole

Franca Valeri

Lo scontro Family Day-Dico? Mi sembra talmente assurdo che non mi interessa. Si sa che il mondo e l’uomo sono sempre uguali, però ci sono cambiamenti legati al progresso che sono dei dati di fatto. Trovo che nessuno voglia contrastare l’esistenza della famiglia, ma ognuno ha il diritto di viverla come vuole». Controcorrente e ancora una volta lontana dai soliti cliché, Franca Valeri, lo è sempre stata. Sin da quando, negli anni Cinquanta, sbeffeggiava le ipocrisie della borghesia milanese con la sua “signorina snob”. O ancora quando, poco dopo, con le telefonate della signora Cecioni ironizzava sulle ossessioni del popolo capitolino. Proprio adesso, mentre in Italia è polemica sul riconoscimento dei diritti ai conviventi etero e gay, e la piazza è appena stata occupata dalla massiccia invasione per il Family Day a sostegno della famiglia tradizionale e contro ogni progetto di legge che tuteli le coppie di fatto, l’attrice milanese porta in scena con Annamaria Guarnieri e Patrizia Zappa Mulas il testo di uno degli scrittori omosessuali più discussi della Francia del Novecento: Les bonnes di Jean Genet, in scena al Teatro Argentina a Roma sino a domani per la regia di Giuseppe Marini. La storia di due domestiche che, dopo aver a lungo immaginato di uccidere la loro ricca padrona borghese, realizzano il loro sogno e si abbandonano al triste epilogo di un suicidio-omicidio. Ma anche, spiega il regista dello spettacolo, «un Genet di cui ho scelto di non accentuare i riferimenti politici e (omo)erotici della sua poetica per indagarne con meno “ingombri” le inquietudini metateatrali, nel tentativo di sdoganare un’avventura drammaturgica bersagliata da troppe canonizzazioni e di far luce sul mistero di un teatro che si dissipa nel suo farsi».

Che cosa l’ha affascinata di questo allestimento Gli anni passano ma è rimasto il contenuto di un’opera che alla sua uscita, negli anni Quaranta, aveva destato scandalo. Resta la profondità del linguaggio poetico di Genet e il mondo in cui si identificava. E poi è uno spettacolo che trasmette l’ammirazione per un fatto teatrale serio. Oggi in palcoscenico si fanno testi improbabili tratti dal cinema, eterne versioni registiche di classici. Les bonnes, invece, è un allestimento unico. Autore, regista e cast sono una garanzia per il pubblico. Con Annamaria Guarnieri (premio Ugo Betti alla carriera nel 2001, ndr) abbiamo fatto la storia del palcoscenico italiano».

Cosa ha rappresentato il teatro nella sua carriera?È stata la mia aspirazione di sempre, da quando sono nata. E sono riuscita a realizzarla. Quando non recito, non sto benissimo. Ho bisogno del palcoscenico. Ogni nuovo spettacolo mi da nuove energie. Certo gli inizi si ricordano come qualcosa di magico.

Magici come i tanti fllm con Sordi. Ricordo Alberto con grande simpatia e felicità. Con lui si recitava tranquillamente. Ognuno usava i propri mezzi, il proprio tipo di comicità. Ma una volta messi insieme, poiché eravamo gli opposti, venivano fuori cose divertenti. Erano pellicole aderenti alla realtà del Paese, all’evoluzione del costume degli italiani.

Si rivede ogni tanto? Non seguo molto la tv, ma di recente hanno restaurato II segno di Venere (film del 1955 di Dino Risi con Franca Valeria e Sofia Loren, ndr) e durante la serata di presentazione ho visto il pubblico divertirsi. La gente apprezzava tutto quello che gli dava occasione di comicità ma anche di riflessione.

Sul set di quel fllm si era parlato di una rivalità con la Loren. Sofia era giovanissima. Faceva la parte di una ragazza normale, affascinata da questa cugina un po’ più evoluta ma anche più sfortunata. È stato un rapporto molto simpatico. Nella mia carriera di comica ho avuto più antagonisti maschi.

Com’è cambiata la comicità? È deteriorata. La tv obbliga ad una produzione continua e ciò ha reso la comicità aggressiva, semipolitica. Vogliono una satira facile, inutile.

Zellg, trasmissione cult della comicità In tv, non le piace? A me non fa ridere. Preferisco Benigni e Fiorello, ma perché sono più raffinati.

Come il grande Glno Bramlerl con II quale ha lavorato nella sitcom tv Norma e Felice. Bramieri era bravissimo, simpatico. Vederlo sparire è stato un dolore. Lo rimpiango molto.

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