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Messico: l’aborto non è più reato

Messico: l'aborto non è più reato

Messico: l’aborto non è più reato

Un’intensa giornata di protesta è stata vissuta questo martedì nella capitale messicana dopo l’approvazione, da parte dei deputati dell’Assemblea Legislativa del Distretto Federale (ALDF), di una controversa legge che depenalizza l’aborto in questa entità federativa.

Gruppi cattolici e di altre confessioni cristiane si sono appostati fin dalle prime ore della giornata di fronte alla sede dell’Assemblea per esercitare pressioni affinché almeno un terzo dei 66 deputati si opponesse all’iniziativa promossa dalla maggioranza dei legislatori del Partito della Rivoluzione Democratica (PRD) e questa venisse analizzata dal Tribunale Superiore di Giustizia della Nazione.

Alla fine, dopo un lunghissimo dibattito, si è imposto il “sì” alla legge. L’Assemblea Legislativa del Distretto Federale ha approvato delle riforme ai codici vigenti per depenalizzare l’aborto a Città del Messico durante le prime 12 settimane di gravidanza.

Le modifiche al Codice Penale e alla Legge sulla Salute sono state approvate con 46 voti a favore e 19 contrari, con un’unica astensione, in un dibattito che è stato trasmesso su Internet e che nelle ultime settimane ha catturato l’attenzione di tutti i Messicani.

La Chiesa cattolica del Paese ha mobilitato tutte le sue risorse per impedire che la maggioranza legislativa sulla quale conta il PRD (partito di sinistra) nell’ALDF approvasse la depenalizzazione dell’aborto prima delle 12 settimane di gestazione; nonostante questo, ha trovato una resistenza ferrea nell’ala radicale che controlla la capitale del secondo Paese con il più alto numero di cattolici al mondo.

Questo martedì è trapelato che la Segreteria di Governo ha dato il via a un “procedimento amministrativo” contro il Cardinale e Arcivescovo primate di Città del Messico, monsignor Norberto Rivera Carrera, e contro il portavoce dell’Arcivescovado, Hugo Valdemar, accusati di violare la legge nel dibattito sulla depenalizzazione dell’aborto.

La dipendenza governativa – equiparabile al Ministero dell’Interno – ha già girato l’accusa all’Arcidiocesi primate di Città del Messico perché si inizi il procedimento previsto nella Legge per le Associazioni Religiose e il Culto Pubblico, dopo la denuncia del partito Alternativa Sociale, uno dei principali promotori dell’aborto in Messico.

Appena venerdì scorso, al termine dell’83ª Assemblea della Conferenza dell’Episcopato Messicano (CEM), i Vescovi di tutto il Paese avevano detto che “un dovere primario dello Stato consiste nel vegliare e nel difendere il diritto naturale di ogni essere umano alla vita e all’integrità fisica dal concepimento alla morte. Se una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che l’ordinamento civile deve loro, lo Stato nega l’uguaglianza di tutti davanti alla legge”.

“Quando lo Stato non pone il suo potere al servizio dei diritti di ogni cittadino, e soprattutto dei più deboli, si spezzano le basi stesse dello Stato di diritto”. I presuli messicani hanno sottolineato, nel loro messaggio finale dell’Assemblea, che “nessuno uomo o nessuna donna, professi o meno la religione cattolica, deve sostenere le proposte sociali o politiche che favoriscono azioni contro la vita come l’aborto o l’eutanasia”.

Lunedì scorso, durante il funerale di colui che è stato Vescovo di Aguascalientes, monsignor Ramón Godínez Flores, l’Arcivescovo di Acapulco, monsignor Felipe Aguirre Franco, aveva ricordato che la scomunica prevista dalle leggi della Chiesa si produce in modo diretto per tutti coloro che collaborano all’aborto, in primo luogo i legislatori che lo sostengono.

L’Arcivescovo di Acapulco si univa così ai reiterati interventi del Cardinale Norberto Rivera Carrera, che ha assunto in prima persona la lotta per difendere la vita nella capitale della Repubblica Messicana, lotta che ha già motivato una richiesta legale contro di lui.

Le leggi messicane in vigore in materia impediscono infatti ai sacerdoti di sostenere un’opinione in materia politica.

Si deve infine sottolineare che sia la Presidenza del Messico che istanze ecclesiali e del Partito Azione Nazionale (i cui membri si sono opposti in massa alla depenalizzazione dell’aborto nel Distretto Federale) preparano mozioni per mostrare che questa legge approvata dall’ALDF è incostituzionale.

Categorie:Mondo, Sanità

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