Centrosinistra

Governo Prodi II: undicesimo mese


Governo Prodi II: undicesimo mese

Romano Prodi e Giuliano Amato

Migliaia di persone hanno manifestato sabato a Roma per i diritti delle coppie di fatto. Nella cornice di piazza Farnese circa cinquantamila persone, tra cui molti rappresentanti di associazioni per i diritti dei gay, hanno chiesto l’introduzione del matrimonio per le coppie omosessuali. Alcune settimane fa il governo guidato da Romano Prodi ha presentato in parlamento un disegno di legge sulle unioni di fatto, molto osteggiato dal Vaticano. Come nel 1978, ai tempi della legge per la legalizzazione dell’aborto, il governo italiano e il Vaticano sono ai ferri corti. Due giorni fa, alla celebrazione dell’anniversario della firma del concordato che regola i rapporti tra stato e chiesa, i rappresentatni dei due poteri si sono scambiati diplomatici sorrisi e strette di mano davanti alle telecamere. Ma la tensione è alle stelle. Il motivo della discordia sono i Dico, cioè un moderato progetto di legge sui diritti e i doveri dei conviventi che legalizza le coppie di fatto, comprese quelle omosessuali. «Se ne parla poco in questo tempo, ma l’Inferno esiste per quanti chiudono il proprio cuore all’amore di Dio». Benedetto XVI lo ha ricordato nell’omelia della messa. Gay, ancora a quel punto Caro signor Fruttero, il sukkKo di quel ragazzo dell’istituto Sommeiller mi ha non solo addolorato, ma mi ha anche sconvolta nelle mie idee, lo credevo che la difficoltà di essere gay fosse ormai praticamente superata. Invece c’è stato quel suicidio e poi il vostro giornale ha pubblicato quelle quattro testimonianze di vìttime del pregiudizio antigay. Possibile che dopo tanto parlare siamo ancora a quel punto lì?

Cinquant’anni fa a Roma veniva istituita l’Unione europea. Il turno di presidenza dell’Unione è tedesco, perciò le celebrazioni dell’anniversario del trattato di Roma si  svolgeranno soprattutto a Berlino. Ma l’Italia cerca di sottolineare il suo ruolo nel processo di unificazione: come gesto di cortesia, la cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata con un viaggio lampo nella capitale italiana per un rapido incontro con il premier Romano Prodi. Entrambi hanno auspicato il rilancio dell’Unione europea. “Non si tratta solo di celebrare il passato, ma di un contribuire alla realizzazione dell’Unione”, ha detto Prodi. Si è concluso a Bari il vertice Italia-Russia, nel corso del quale il premier italiano Romano Prodi e il presidente russo Vladimir Putin hanno discusso una serie di importanti accordi economici nel campo dell’energia, dell’industria aerospaziale e del trasporto ferroviario. Prodi ha dichiarato che Roma e Mosca condividono la stessa visione di un approccio multilaterale alle crisi mondiali, in particolare in Medio Oriente, in Afghanistan e in Iraq, e ha precisato di aver discusso con Putin anche il delicato tema delle presunte violazioni dei diritti umani in Russia. José Luis Rodriguez Zapatero e Romano Prodi s’impegnano  affinché l’Unione europea superi lo stallo in cui si trova dopo la paralisi del processo di ratificazione della costituzione e affinché si passi “dalla riflessione all’azione”. I due capi di governo lo hanno annunciato ieri a Ibiza dopo il vertice italo-spagnolo, precisando che lavoreranno insieme in particolare per difendere i prodotti mediterranei nel mondo. È insolito che un settore d’interesse comune come l’agricoltura, che è stata spesso un tema di scontro tra Spagna e Italia, abbia tanto rilievo in un vertice internazionale. celebrata ieri mattina alla parrocchia di «Santa Felicita e figli martiri» alla Borgata Fidene di Roma.

È possibile conciliare la vita familiare con la politica? E come si vive accanto a un uomo pubblico che ha importanti responsabilità di governo? Sono alcuni dei temi trattati nella “Politique du coeur”, il libro di Romano e Flavia Prodi, pubblicato alla fine del 2005 in Italia con il titolo “Insieme”, e ora in uscita in Francia. Più che una guida pratica per “coppie politiche” il libro è la testimonianza di un’esperienza di vita: 50 anni di storia italiana raccontati attraverso le esperienze personali del Professore e della moglie Flavia.

Una terza grande società elettrica punta a Endesa, il primo operatore spagnolo nel settore dell’elettricità. Dopo Gas Natural, che si è ritirato, e dopo la tedesca E.On, che ha lanciato un’offerta di riacquisto a 38,75 euro per azione, l’italiana Enel ha ordinato l’acquisto del 9,99 per cento del capitale di Endesa al prezzo di 39 euro ad azione, per un totale di 4,126 miliardi di euro. Poco prima dell’ufficializazione dell’offerta, che era già trapelata sulla stampa spagnola, la Commissione nazionale del mercato dei valori (Cmnv), l’autorità di borsa spagnola, aveva deciso di sospendere il titolo Endesa. Con il 10 per cento di azioni Enel potrebbe seriamente compromettere l’offerta di E.On.

Il Getty Museum di Los Angeles ha confermato la volontà di restituire all’Italia la proprietà di uno dei suoi pezzi più pregiati, una statua di Afrodite, che secondo il governo di Roma è arrivata al museo statunitense dopo essere stata trafugata illegalmente. Il Getty, però, ha aggiunto che prima formerà una commissione di esperti incaricata di realizzare uno studio storico e artistico sulla statua. Da mesi il museo californiano è in trattative con Roma per la restituzione di 52 opere.

La Camera approva (con 426 sì, 2 no e 14 astenuti) il decreto stadi. L’ Unione club azzurri ha già deciso: via dalla curva Maratona di Empoli la bandiere rosse con l’ effigie del Che Guevara. Cosa faranno i livornesi, domenica col Catania, ancora non si sa. Preferiscono tenere segrete le loro decisioni. Si sa invece che dal 30 marzo cambia tutto negli stadi italiani: il Viminale ha messo al bando tamburi e megafoni, gli striscioni saranno consentiti solo con autorizzazione della polizia, e la bandiere potranno riportare «solo i colori sociali della propria squadra e quelle degli Stati rappresentati in campo». Niente da fare quindi col Che Guevara.  Il Senato approva in via definitiva (con 244 sì, 1 no e 20 astenuti) il decreto stadi.

Il Senato approva (con 180 sì, 2 no e 132 astenuti) il decreto legge che rifinanzia le missioni italiane all’estero. Hanno votato a favore la maggioranza e l’Udc mentre si sono astenuti Forza Italia, AN e Lega Nord. Esprimono voto contrario il senatore Franco Turigliatto (Sinistra Critica) e il senatore Gianfranco Rotondi (Democrazia Cristiana per le Autonomie). Per risolvere il conflitto tra Israele e Palestina c’e’ bisogno di “sollecitare un salto di qualita’ nel cosiddetto processo di pace”. Oggi occorre mettere da parte “il graduale processo” tentato dalle varie diplomazie ed “occorre il coraggio di arrivare ad un negoziato che affronti le grandi questioni irrisolte della pace e i nodi rimasti aperti”. E’ questa la posizione espressa dal ministro degli Esteri Massimo D’Alema nel corso della lezione tenuta all’Universita’ di Firenze, dove ha affrontato la questione mediorientale sia da un punto di vista storico che politico. D’Alema ha parlato davanti ad una platea di circa duemila studenti che a piu’ riprese hanno applaudito il suo intervento.

Se il leader della Quercia Piero Fassino assicura che il Partito Democratico potrà nascere entro un anno, il diessino Fabio Mussi alza le barricate e arriva a minacciare la scissione. “Nel momento in cui si aprirà la costituente del Partito Democratico – ha chiarito – sarà formato un movimento politico organizzato e autonomo per una costituente dell’unità della sinistra”.
Fassino ha nel frattempo auspicato un ripensamento da parte di Mussi. “I Democratici di sinistra sono stati in questi anni un partito pluralista – ha ricordato – ho fatto il segretario sempre con una minoranza interna rispettata e riconosciuta. Spero che Fabio venga a fare la minoranza nel partito democratico come lo ha fatto nei Ds”.

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