Musica

“Sono Mika e un pò Grace Kelly”

Mika

Mika è l’ultimo fenomeno piovuto dal pianeta Myspace. Mica Penniman, 23 anni, libanese è cresciuto fra Beirut, Parigi e Londra, l’esilio durante la guerra civile e il rapimento del padre, gli studi nell’esclusivo Lycée Francais Charles de Gaulle, la Westminster School (quella della donna politica del momento Ruth Kelly) e il RoyaJ College of Music. E l’ultima grande cosa della scena londinese, al primo posto delle charts con il singolo «Grace Kelly», mentre il suo album d’esordio «Life in Cartoon Motion» (Universal) diventa un caso. E lui viene subito paragonato a Freddie Mercury. Ma declina: lasciate perdere… Pippo Baudò l’ha ascoltato: sarà una delle stelle della serata finale di Sanremo. (Mentre si aggiunge il nome di Franco Battiate alla serata dei superospiti italiani). Cliccatissimo dai navigatori, esaltato dai dj di Bbc radio 1, è stato subito premiato come principiante assoluto. Ceno il fascino di una Kelly sofisticata quanto una borsetta di Hermes aiuta anche se il testo non è esattamente il remake hollywoodiano o monegasco di «Bette Davis Eyes» della cavernosa Kim Karnes. «Ho cercato di essere come Grace Kelly ma tutto di lei sembrava troppo triste (così ho cercato di essere un Piccolo Freddie ma mi sono ritrovato pazzo)». Il lesto suona più o meno così, mentre lui firma una dedica per «tutti quelli che lavoravano con me e avevano una visione musicale diversa dalla mia». Segnato dal rapimento del padre (poi consegnato all’ambasciata americana in Kuwait), Mica-Mika si rinchiude in se stesso e a nove anni si apre alla musica, fa mille lavore’.ti per pagarsi le lezioni con un’insegnante russa. Ovviamente inflessibile. Collabora con la Royal Opera House e scrive jinglc pubblicitari. Fra le influenze cita «Joan Eaez, Bob Dylan e Serge óainbsbourg, il flamenco. Poi i grandi. Prince, Harry Nillson, Elton John e Michael Jackson». Anche se lo associano a Mercury, George Michael, Scissor’s Sisters. Coldplay. Forse per ecletticità geniale del suo slile, per la sta capacità di scrivere fin da subito grandi canzoni come «Grace Kelly» e «My Interpretation», «Any Other World», «Big Girl» di giocare in falsetto con «Lollipop» e «Love Today», mentre Rafia Kobeisi racconta la sua storia. Beatlesiano (grafica alla Sottomarino Giallo), disco e «polisex» come la sua identità sessuale. Sulla quale non ha mai fatto outing completo. Anche se in «Billy Brown» parla di un uomo che scopre di essere gay e scappa verso «un’isola del Messico». STRESSATO dal suo primo rapporto con la discografia («volevano farmi fare un album alla Craig David, mi sono demoralizzato»), Mika a 19 anni porta i suoi provini a cinque case discografiche senza successo. Sono i 700mila contatti su Myspace in sei mesi ad aprirgli le pone di due mitiche label, Casablanca e Island, firmando con la Universal. Bel ragazzo, colto, elegante, ha sconvolto tutti presentandosi al cronista del «Times» con un cardigan di cashmire rosa (e tornando a casa con il Tube, il metrò, come un ragazzo qualsiasi). Il mitico produttore italoamericano Tommy Mottola ha già scommesso sul suo futuro negli Usa. In Italia «Grace Kelly» è balzata nella Top 5 radiofonica in sole tre settimane. Il singolo (in uscita il 23 febbraio) ha già registrato cifre prenotazione altissime, mentre on-line il brano è fra i più scaricati. Il 12 aprile sarà ai Magazzini Generali di Milano per l’unica tappa italiana del suo tour.

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