Governo

Cdm approva Ddl Bindi Pollastrini su coppie di fatto


Il Consiglio dei ministri approva il ddl sulle coppie di fatto firmato dalle ministre Rosy Bindi e Barbara Pollastrini. Non partecipano alla votazione il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il ministro della Giustizia Clemente Mastella.

DiCo si ai diritti

DiCo si ai diritti

Un mega-vertice stamani a Palazzo Chigi dovrebbe dare il via libera al testo definitivo sulle unioni civili. È stato convocato dopo una giornata di tensione nella Margherita e di fibrillazione nella coalizione di governo. Le due ministre, Barbara Pollastrini e Rosy Bindi, incaricate di scrivere il disegno di legge sui Pacs, avevano tentato il blitz, di portare cioè il testo già nel consiglio dei ministri straordinario di ieri. Riunioni-fiume. In tre ore la legge sui Pacs è stata riscritta cinque volte.

Ma se oggi – nell’ incontro a cui oltre al premier Prodi e a Pollastrini e Bindi parteciperanno anche i vice premier Rutelli e D’ Alema e i ministri Mastella, Amato e Padoa Schioppa – l’ intesa sarà raggiunta, allora già domani un nuovo consiglio dei ministri sarà convocato per varare il provvedimento. Così da evitare lo slittamento dei Pacs a metà febbraio, ovvero al ritorno del presidente del Consiglio dall’ India. La svolta arriva con l’ ok di Rutelli alla legge sulle unioni civili, a patto però che «non siano mai un simil matrimonio». Il leader della Margherita e vice premier convoca un ufficio di presidenza del partito dedicato ai Pacs e su cui pesano il “non possumus” apparso sul quotidiano dei vescovi “Avvenire” martedì, ma anche il documento per «la laicità del nostro impegno politico» sottoscritto da settanta parlamentari di Dl. Sono gli ex Popolari e i prodiani a mettere alle strette il vice premier, appellandosi alla tradizione del cattolicesimo democratico e alla «fatica di una mediazione» sulle coppie di fatto. Appoggiano la Bindi. È il segno dell’ insofferenza in un partito che non vuole ridurre la propria identità cattolica ai teodem (Carra, Binetti, Bobba, Baio, Calgaro, Mosella) che, dal canto loro, hanno convocato una conferenza stampa e posto le condizioni anti Pacs: «Non voteremo la legge se resta questa bozza». Il fuoco di sbarramento dei teodem è particolarmente apprezzato dal Vaticano. I Dl sono a un passo dallo scontro interno. Lo smina lo stesso Rutelli, che sa bene come a ispirare il documento per la laicità sia stato, tra gli altri, Franco Marini, il presidente del Senato. Ha centellinato le parole in mattinata la seconda carica dello Stato per dire che «la Margherita è unita», procede verso il Partito democratico e che «la legge sui diritti dei conviventi» va fatta. Tra i promotori dell’ appello alla laicità ci sono Dario Franceschini, Antonello Soro, Pierluigi Castagnetti, Arturo Parisi, Beppe Fioroni (anche se le loro firme non risultano in calce) mentre a scriverlo materialmente sono Francesco Garofani e Giorgio Merlo. «Difendiamo la libertà della Chiesa e la sua missione», si legge nell’ appello, ma proprio «nel rispetto di quella missione chiediamo che non si metta in dubbio la laicità delle istituzioni e la nostra responsabilità di legislatori». Il vice premier contrattacca: «Sostengo io per primo lo sforzo della Bindi: la legge sarà fatta, io mi sono impegnato per raggiungere nel programma quella sintesi». Una sorta di correzione di rotta rispetto ai dubbi fatti trapelare negli ultimi giorni e al tam-tam per il pressing del cardinale Ruini su Rutelli. Che però intende ancora dare battaglia sull’ articolo 1: chiede scompaia la frase «dichiarazione congiunta». C’ è bisogno di una dichiarazione anagrafica per accertare i diritti dei conviventi? Non è necessario, osserva, sia pilastro della legge. È questo l’ alt che manda il tilt la trattativa tra Pollastrini e Bindi. La ministra della Famiglia, Bindi media; la responsabile delle Pari opportunità, Pollastrini ha il suo partito, i Ds compatto a sostenerla. La sinistra radicale però dà segni di insofferenza e avverte: «Niente compromessi al ribasso».

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