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Primarie Unione

I dodici punti «non negoziabili»

Primarie Unione

Genova. E’ Marta Vincenzi la vincitrice delle primarie dell’Unione per la carica di sindaco di Genova. La candidata dell’Ulivo ha ottenuto il 60% dei voti, seguita dall’ex presidente di Assindustria Stefano Zara con il 25.1 e dall’intellettuale Edoardo Sanguineti di Unione a Sinistra con il 14.3%. Molto alta anche l’affluenza ai seggi, definita “oltre le aspettative”, con 35.424 mila voti. Telefonate di complimenti per il risultato ottenuto sono arrivate alla Vincenzi anche dal leader dei Ds Piero Fassino e dal sindaco di Genova Beppe Pericu. “Ringrazio i genovesi – ha detto la Vincenzi – E’ stata una partecipazione altissima e Genovadimostra di avere un cuore democratico. E questo è uno stimolo in più per mettere a punto insieme un programma dell’Unione per vincere la sfida più importante che è quella contro il centrodestra a maggio”.

Carrara. A parte la sorpesa di assistere all’affermazione di un candidato sostenuto da un partito tutto sommato piccolo come quello dei socialisti, per comprendere le dimensioni e la portata politica di quanto è accaduto ieri, si deve necessariamente guardare al nome e alla coalizione che sosteneva lo sconfitto: Gian Maria Nardi, segretario provinciale dei Ds, appoggiato oltre che dal suo partito, da Margherita e Rifondazione Comunista. Una formazione questa contro la quale in pochi avrebbero scommesso e che godeva di tutti i favori del pronostico. Le cose però sono andate diversamente ed è difficile spiegare l’accaduto scaricando semplicemente le colpe su Elena Beisso, che con la sua buona prestazione potrebbe essere tacciata di aver “sottratto” a Nardi 1.164 voti. I motivi sono altri, in primis la capacità dei simpatizzanti socialisti, che nel corso degli ultimi anni si erano sparsi tra i vari partiti in una sorta di diaspora politica, di ritrovarsi e fare quadrato attorno a Zubbani. L’assessore all’assetto del territorio ha avuto poi anche il merito di riuscire a portare dalla sua qualche elettore del centro destra: diffile dire se abbia contato di più la mossa di Michela Pinelli, consigliera provinciale di Forza Italia che a pochi giorni dal voto ha annunciato il suo sostegno a Zubbani o l’iniziativa di Mirko Giromella, imprenditore vicino al centro destra che si è preso la briga di inviare un centinaio di lettere per sollecitare il suo entourage a votare l’esponente dello Sdi, preoccupandosi di includere nella busta l’euro necessario a sostenere le spese organizzative delle Primarie. Ed è ancora più difficile prevedere la fedeltà di questi elettori, che in occasione del voto di aprile, quando ormai l’esperimento delle primarie sarà un lontano ricordo, potrebbero fare marcia indietro e optare per uno dei candidati del centro destra. Fattori questi che si sono andati a innestare su un terreno per così dire politicamente sconnesso, reso instabile dalle divisioni che negli ultimi mesi hanno allentato le maglie dei democratici di sinistra: non bisogna dimenticare infatti che fin dalla sua presentazione la candidatura di Nardi aveva sollevato non poche discussioni, all’interno dello schieramento diessino.  Non è difficile quindi comprendere lo scompiglio in cui è piombato il centro sinista carrarese all’indomani della vittoria di Zubbani. I primi a battersi il petto sono proprio i Ds che per spiegare la debacle elettorale hanno scomodato il segretario regionale. Andrea Manciulli. Subito dopo aver chiarito che il partito da oggi sosterrà all’unisono Angelo Zubbani, il dirigente diessino ha spiegato che “a Carrara c’era un clima complicato” aggiungendo poi che “aver cambiato a ogni scadenza il candidato sindaco ha creato dei problemi di rapporto con la città”. E se i ds piangono, gli altri partiti della coalizione certo non ridono.

L’Aquila. L’affluenza alle urne e’ stata positiva, al di sopra delle aspettative degli stessi candidati: all urne si sono recati 8745 elettori a fronte dei 6.300 che scelsero Prodi alle primarie per le politiche. Per il centrosinistra è un ottimo risultato e si rafforzano le speranze per scalzare l’amministrazione di centrodestra presieduta dal sindaco Biagio Tempesta.  Sette i candidati che si sono sfidati. Massimo Cialente (Ds, ma sostenuto anche da Rosa nel Pugno, Udeur, Comunisti italiani e Sdi) ha ottenuto il 33,4% dei voti, pari a 2887 preferenze. Il candidato ufficiale della Margherita, Vittorio Sconci, si e’ fermato al 21,5% (1857 voti) mentre gli altri due candidati anch’essi espressione della Margherita, Vito Albano e Pierluigi Pezzopane per i quali e’ in corso un procedimento di fronte ai probiviri del partito – hanno preso, rispettivamente, il 16,4% (1422 voti) e il 5,7% (496 voti). Buone le performance di due candidati scesi in campo con proprie aggregazioni civiche: Gian Paol De Rubeis ha ottenuto l’11,7% (1014 voti) mentre a Franco Colonna sono andati 610 voti, pari al 7,1%. Deludente, per sua stessa ammissione, la prestazione di Giulio Petrilli, segretario provinciale di Rifondazione Comunista che non e’ andato oltre il 4,2% totalizzando solo 359 preferenze. Il centrodestra intanto rimane a guardare mentre si continua la scelta del successore di Tempesta giunto al suo secondo mandato.

La Spezia. Alla fine hanno avuto ragione i pronostici. Lo spoglio delle 15.700 schede raccolte nei 64 seggi di voto, 18 dei quali nel capoluogo spezzino, ha incoronato come candidato a sindaco Massimo Federici, espressione dei Ds, e come candidato alla presidenza della Provincia Marino Fiasella, nome ufficiale uscito dalla Margherita. La percentuale dei votanti è arrivata oltre il 55%, rispetto alle primarie del 2005, relative al nominativo di Prodi, che avevano portato alle urne 28.200 spezzini. Federici ,contro il candidato ambientalista, il professor Ferdinando Giorgieri, ha sfiorato il 90% delle preferenze. Ben più dura la corsa di Marino Fiasella. Non ha dovuto vedersela solo contro il candidato di Rifondazione Comunista, il medico Maurizio Graziano, che ha ottenuto oltre 3000 consensi, ma anche contro due schegge impazzite del suo stesso partito. Marcello Schiaffino, ex sindaco di Levanto, si è fermato ad un paio di migliaia di voti. Non così il vicesindaco di Sarzana, avvocato Gino Ambrosini, che ha ingaggiato un testa a testa durato fin quasi all’una di notte, quando Fiasella lo ha battuto per meno di 200 voti. Diverso l’orientamento fra Spezia città e Val di Magra: in città Fiasella ha ottenuto 2.493 voti e Ambrosini solo 909, a Sarzana 2.206 voti sono andati ad Ambrosini, e solo 140 a Fiasella. Il dato politico condizionerà non poco la formazione delle liste ufficiali per le votazioni di maggio.

Palermo. Secondo stime degli organizzatori, hanno votato per la scelta del candidato 19 mila e 445 elettori. Dei tre candidati in corsa (Alessandra Siragusa, insegnante ex assessore comunale di giunte del centrosinistra, appoggiata dai Ds, Giusto Catania, professore, europarlamentare, presentato da Prc e Leoluca Orlando, deputato Idv, ex sindaco della città. Ha stravinto con il 72% dei consensi Leoluca Orlando, di Italia dei Valori, sostenuto anche da Margherita, Udeur e Sdi, che ha raccolto 11.919 voti con un’investitura molto ampia che lo lancia nella corsa per cercare di riconquistare Palazzo delle Aquile, dov’è stato già sindaco per un totale di 11 anni, dal 1985 al 1990 e dal 1993 al 2000. «È un’affermazione importante per il rilancio economico e sociale di Palermo – dice il ministro e leader dell’Idv, Antonio Di Pietro – Leoluca Orlando sarà il simbolo di una nuova stagione per una città che ha bisogno di ritrovare un dialogo nazionale e internazionale», sottolineando che «la consistente partecipazione dei cittadini al voto omogenea in città e provincia, come nelle altre città d’Italia in cui si è votato, è l’ennesima prova di quanto i cittadini vogliano scegliere i propri candidati. Si apra, quindi, una seria e approfondita discussione sulla disciplina, per legge, dell’istituto delle primarie».

Reggio Calabria. Eduardo Lamberti Castronuovo è il candidato dell’Unione a sindaco di Reggio Calabria. Lamberti Castronuovo ha vinto le primarie ottenendo 3.524 voti, pari al 53 per cento. Gli altri candidati, Nuccio Barillà, sostenuto da Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Laboratorio sociale e Reti del nuovo municipio, e Giuliano Quattrone, appoggiato dai movimenti Uniti per la città e Cittadinanza comunitaria, hanno ottenuto, rispettivamente, 2.439 (36 per cento) e 727 voti (11 per cento). Lamberti Castronuovo, 57 anni, è presidente di Sviluppo Italia Calabria e imprenditore nel settore della sanità privata. È anche editore dell’emittente Reggio Tv ed è stato assessore alla Polizia urbana nel 2001 nella seconda Giunta comunale presieduta dallo scomparso Italo Falcomatà. “È un risultato soddisfacente – ha detto Lamberti Castronuovo all’Ansa – soprattutto perché segna il ritorno dell’amore per la politica da parte della popolazione reggina. L’affluenza ha superato quella delle primarie per le politiche del 2005. È stata, comunque, una partita amichevole condotta con grande serenità e responsabilità. Tutti e tre i candidati dell’Unione venivamo dalla scuola di Italo Falcomatà, scippato, con la sua morte prematura, alla buona politica calabrese”. “Con la vittoria di stasera – ha concluso Lamberti Castronuovo – è stata anche onorata la memoria di Franco Fortugno, che fu ucciso proprio nel giorno delle primarie dell’Unione per le elezioni politiche che si conclusero con la vittoria di Romano Prodi”.

Lucca. Il candidato sindaco sarà Andrea Tagliasacchi, ulivista, ex presidente della Provincia, che si è affermato con il 50,59%, con soli 400 voti di scarto da Alessandro Tambellini, indipendente dell’Ulivo. Netto, invece, il distacco da Bruno Rossi, candidato dell’Italia dei Valori (4,55%) e da Elisa Del Chierico (società civile, movimento per i diritti lesbiche e gay), ultima tra i quattro candidati con il 2,33%.

Como. Cronaca di una vittoria annunciata. Da tempo. Luca Gaffuri, consigliere regionale dell’Ulivo, uomo della Margherita gradito ai Ds è stato individuato dagli elettori delle primarie come sfidante di Stefano Bruni alle prossime elezioni amministrative per la poltrona di primo cittadino lariano. 2078 i votanti. 1439 i voti per Gaffuri pari al 69.72%. Donato Supino, di Rifondazione Comunista, ha ottenuto 384 preferenze, pari al 16.8%. Ultimo della lista Alberto Bracchi, dell’associazione città possibile, con l’11.8% dei voti pari a 244 schede. Obiettivo raggiunto anche sul fronte dell’affluenza. Il centrosinistra puntava al 50% delle persone presentatesi per le primarie che designarono Romano Prodi in vista delle politiche 2006 e così è stato. Nel 2006 furono 4548 gli elettori ieri la quota è stata 2078.

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