Governo

Cdm a Caserta

Cdm a Caserta

Romano Prodi

Per la prima volta nella storia della Repubblica, il Consiglio dei ministri si riunisce fuori Roma, a Caserta.

«Sono stato piacevolmente colpito dalla vostra forte unità. Il governo non potrà non tenerne conto». Sono passate da poco le 15 quando Romano Prodi rende omaggio alla classe dirigente casertana, riunita nella sede della Provincia, e contrae un impegno con il territorio. é il frutto di un colloquio di una mezz’ ora circa, ad un tavolo a cui siedono anche il presidente della Provincia Sandro De Franciscis, il sindaco Nicodemo Petteruti, il presidente della Regione Antonio Bassolino, il questore Carmelo Casabona, il prefetto Maria Elena Stasi e i vertici locali dei sindacati e degli imprenditori. Fuori c’ è una città che mette in campo problemi e folklore. Impazza dalla mattina in giro Giuseppe Cirillo, il popolare “Doctor Seduction”, a distribuire preservativi gratis. Davanti alla sede del conclave governativo una pattuglia di Legambiente dispiega i suoi striscioni, invocando il basta allo smog e il rispetto del trattato di Kyoto. Piccoli attimi anche di caos davanti alla Scuola superiore di pubblica amministrazione: Prodi non ha voluto che la città si chiudesse, sicché sulla strada la normale circolazione automobilistica incrocia pericolosamente i capannelli di addetti ai lavori che vanno e vengono da un marciapiede all’ altro. Sotto alla sede della Provincia invece una decina di rappresentanti della Rsu della Finmek portano allo scoperto il risaputo dramma delle industrie in crisi (oggi una delegazione potrebbe incontrare il ministro Bersani). é il vero punto dolente che arriva fin su, nelle stanze del colloquio dove Prodi è salito, scortato anche dai ministri Francesco Rutelli e Alfonso Pecoraro Scanio. é De Franciscis a introdurre il tema dopo che al tavolo si è parlato anche della prossima apertura del “Polo della qualità” a Marcianise, dell’ aeroporto di Grazzanise, del circuito turistico (Reggia – San Leucio – Caserta Vecchia) su cui Rutelli si è impegnato a presentare oggi un piano. C’ è anche Bassolino che chiede la possibilità di ricavare una pista di atterraggio al Cira, per evitare che gli aerei debbano arrivarvi smontati. Ma quando si arriva a Ixfin e dintorni Prodi sbotta in un «possibile che non abbia investito nessuno?». Il premier si informa anche sull’ andamento della criminalità. «C’ è un lieve miglioramento», riferisce il comandante provinciale dei carabinieri Carmelo Burgio. «Se non sconfiggiamo la criminalità, il Sud non potrà migliorare», chiosa il premier. Fatto lo screening non resta a Prodi che affrontare gli amministratori locali riuniti nel salone del Consiglio. Lo accoglie un applauso calorosissimo quando lui ricorda che «è la prima volta nella storia repubblicana che un Consiglio del ministri si riunisce fuori Roma. Mi fa piacere che avvenga a Caserta». Poi torna sulla crisi industriale: «Mi piacerebbe rivedere anche l’ industria innovativa, riannodare la tecnologia avanzata». é un rilancio della strategia della ricerca e della tecnologia avanzata. «Ma la cooperazione dimostrata da sindacato e Confindustria», aggiunge il premier, «riaccende la fiaccola. Qui ho avuto un messaggio unitario il governo ha l’ obbligo di coglierlo e di venire incontro alla comunità casertana così unanime». Le soluzioni non sono facilissime ma dall’ incontro è scaturita anche la proposta di un tavolo di confronto presso Palazzo Chigi, modello Napoli. Proposta avanzata dai sindacati che chiedono anche il coinvolgimento di soggetti pubblici, ad esempio Finmeccanica sulla Finmek. A loro volta gli industriali mettono a disposizione una loro proposta di impegno sul settore e un documento. Si vedrà già oggi, quando le parti contano di riaffrontare la questione col ministro Pierluigi Bersani. E proprio oggi nel Consiglio dei ministri che si terrà a Caserta sarà varato un piano strategico per il Sud: «è un impegno generale e un impegno per voi che ci avete accolto qui oggi con tanto affetto», annuncia il premier. Per intanto De Franciscis incassa un impegno a sgombrare il campo da quello che, senza peli sulla lingua, definisce «banditismo industriale del prendi i soldi e scappa», con riferimento al passato di queste aziende in crisi, che allineano ormai 2400 cassintegrati su 4500 addetti totali.

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