Europa

Sei mesi in Europa – 2ndo semestre 2006

Quattro elezioni in questo semestre. Due governi tengono, altri due vengono sostituiti. L’Austria comincia a pensare al dopo Schüssel.  I socialdemocratici  di Alfred Gusenbauer hanno vinto le elezioni politiche; ma hanno dovuto formare una grande coalizione con gli sconfitti popolari dell’ex cancelliere Schussel. Bene Verdi e estrema destra. Male i liberali.

Alternanza svedese

Fredrik Reinfeldt

Anche in Svezia c’è un nuovo governo. Con il 48,1 per cento dei voti il Partito moderato di Fredrik Reinfeldt ha vinto le elezioni politiche. Il blocco delle sinistre, guidato dal Partito socialdemocratico, ha ottenuto il 46,2 per cento dei voti. “È la prima volta nella storia moderna della Svezia che la destra vince le elezioni mentre il paese non è attraversato da una crisi economica”. “I socialdemocratici hanno governato il paese per 65 degli ultimi 74 anni” e “le uniche due volte in cui c’è stata l’alternanza, nel 1976 e nel 1991, il paese era in recessione”. Reinfeldt, che guida i moderati solo da tre anni, “è riuscito a far spostare i conservatori dalla destra verso il centro grazie a una strategia ben pianificata”. Una svolta che invece non è riuscita al premier uscente, il socialdemocratico Göran Persson, “invischiato nell’alleanza con il Partito della sinistra e con i Verdi”.

Riconferma invece in Lettonia, dove ha vinto il Partito Popolare di Aigars Kalvītis, che è stato confermato Primo ministro. Le missioni dell’Osce hanno rilevato che le elezioni erano aperte e professionali, ma il fatto che una parte significativa della popolazione adulta del paese non avesse il diritto di voto indica che esiste ancora un deficit democratico.

In Olanda i cristiano-democratici (Cda) di Jan Peter Balkenende si confermano il primo partito, senza però entusiasmare, mentre il Ps (sinistra radicale) dell’ex operaio Jan Marijnissen fa il pieno di voti. Nessun partito ha la maggioranza assoluta in parlamento e d’altra parte pure la formazione di una coalizione – imposta di fatto dal sistema elettorale olandese – si presenta molto difficile, visto che non ci sono i numeri per una soluzione rapida, nè a destra nè a sinistra. Al termine della chiusura delle urne, i più contenti per il voto con il quale sono stati rinnovati i 150 seggi del parlamento sono stati i socialisti del 54enne Marijnissen, che – com’era ampiamente previsto – sono diventati il terzo partito del paese, passando da ben 9 a 25 seggi, sulla base dello scrutinio di quasi il 50% dei voti.

L'Estonia ha un nuovo presidente

Toomas Hendrik Ilves

Toomas Hendrik Ilves è il nuovo presidente dell’Estonia. Eletto da deputati e amministratori locali con 174 voti su 345, ha battuto per 12 voti il presidente uscente Arnold Ruutel, 78 anni, fermo a 162 preferenze. Ilves, psicologo di formazione, 52 anni, socialdemocratico è stato ministro degli esteri ed eurodeputato: ha promesso di portare il paese sulla scena internazionale e di mantenere stretti legami con l’Europa. In Estonia il presidente della Repubblica ha un incarico prettamente simbolico: è comandante delle forze armate, rappresenta l’Estonia all’estero e approva le leggi votate dal parlamento, potendo opporre un veto in caso di testi giudicati non costituzionali.

Amministrative in Belgio, dove il sindaco di Anversa Patrick Janssens è riuscito in quello che i sondaggi pronosticavano impossibile: fermare l’estrema destra fiamminga. I socialisti alle comunali hanno guadagnato in quattro anni il 15% riuscendo con il 35% a diventare il primo partito della città. Il Vlaams belang, partito nazionalista delle Fiandre dal programma xenofobo, si è fermato al 32%. Il segreto della vittoria socialista, sottolineano gli analisti politici, risiede nel fatto che il sindaco Janssens, un ex pubblicitario, ha impostato la campagna elettorale sulle cose fatte e da fare per la città piuttosto che sul pericolo dell’estrema destra. Alla sede del Vlaams belang la delusione è palpabile. Per giustificare questo smacco il leader del partito Philip Dewinter ha lamentato la concessione del diritto di voto agli immigrati. Ma secondo l’ufficio elettorale il voto degli extracomunitari rappresenta solo l’1,6% del corpo elettorale.

Polonia: Lech Kaczynski chiude riammissione pena di morte in Ue.

I fratelli Kaczynski

Amministrative anche in Polonia dove a un anno di distanza dalle elezioni politiche e presidenziali polacche vinte dal partito “Diritto e Giustizia”, la coalizione ultraconservatrice ed antieuropea dei gemelli Kaczynski continua a perdere consensi. A Danzica il candidato sindaco del partito d’opposizione “Piattaforma Civica” è stato eletto con oltre il 65% dei consensi e così anche a Cracovia e a Poznan. Ma i fratelli Kaczynski si fanno notare anche per altre cose. Inanzitutto il presidente polacco Lech Kaczynski ha detto che si impegnerà per una campagna per il ripristino della pena di morte nell’Unione europea. L’Ue, ha precisato il presidente, dovrebbe vedere se la pena capitale non debba essere ammessa per i casi di omicidio. Il premier Jarosław Kaczyński è stato al centro si una dichiarazione pubblica di Lech Walesa in cui ipotizzava che il primo fosse segretamente omosessuale: «I fratelli Kaczynski sono venuti a festeggiare il mio compleanno, Lech con sua moglie e Jaroslaw con suo marito». Aldilà che i fatti siano veri o no; è triste che vengono utilizzati per screditare una persona; con l’aggravante che la Polonia è un paese con tendenze omofobe e in cui si fa fatica a fare coming out, specie poi se si è dirigenti politici e se si perseguono le politiche omofobe di cui sopra. Comunque Walesa, essendo l’ex maestro dei fratelli ai tempi di Solidarnosc e da cui si sono distaccati in malo modo; non è nemmeno attendibile. Comunque le prove dell’ omosessualità di Jaroslaw sarebbero custodite negli archivi segreti della polizia, afferma Lech Walesa, facilmente reperibili ed eliminabili dal diretto interessato. Walesa è stato anche protagonista per aver lasciato il storico sindacato Solidarnosc, da lui fondata nel 1980. Alla base della decisione ci sarebbero soprattutto i difficili rapporti tra il premio nobel per la Pace e l’attuale dirigenza che è vicina al governo dei Kaczynski.

Primarie socialiste, vince la Royal

Segolene Royal

Nella primavera del 2007 si svolgeranno le presidenziali francesi e il locale partito socialista ha già fatto le primarie. Ségolène Royal batte l’ex premier Laurent Fabius (18,54 %) e l’ex ministro delle Finanze Dominique Strass-Kahn (20,84 %). Per la vittoria è bastato solo il primo turno. Il voto si è svolto ieri dalle 16 alle 22 in circa 4 mila seggi. Prima di essere eletta la Royal aveva fatto un tour in Italia e aveva ricevuto il sostegno di Piero Fassino, leader dei Ds, gli omologhi italiani del Ps

L’Italia e la Francia hanno previsto di partecipare con parecchie migliaia di soldati per rinforzare la forza provvisoria delle nazioni unite nel Libano (Finul), di cui i contanti aumenteranno fino ai 15.000 soldati, secondo previsione la risoluzione 1.701, che venerdì ha adottato all’unanimità il Consiglio di sicurezza. Di rinforzo, il Finul dovrà appoggiare l’esercito libanese nel sud del paese, anche se il calendario non ancora è stato deciso. Dal momento che, 1.990 soldati di otto paesi compongono il Finul. Queste sono le aspettative di partecipazione alla nuova forza internazionale.

Venticinque anni fa il Train a grande vitesse (tgv), il treno ad altà velocità francese, compiva il suo primo viaggio collegando Parigi a Lione in due ore. “All’epoca erano in pochi a scommettere sull’alta velocità ferroviaria”. “Le autostrade e il trasporto aereo erano in crescita e solo i ferrovieri pensavano che l’alta velocità avrebbe salvato il trasporto su rotaia”. E non si sbagliavano; oggi gli aerei garantiscono solo il 22% degli spostamenti, mentre il tgv ha strasportato 1,2 mld di persone in un quarto di secolo. Con 1.540 km di lunghezzala rete dell’alta velocità francese è lapiù estesa d’Europa. L’accorciamento delle distanze ha modificato la mappa del paese: oggi Parigi è a tre ore di distanza da città un tempolontanissime, come Marsiglia o Brest. Ci sono stati anche effetti sociologici imprevisti, come i nutriti gruppi di pendolari che vivono a centinaia di chilometri da Parigi ma si recano ogni giorno nella capitale per lavorare. Il tgv, inoltre, ha rianimato le zone del paese arretrate. E intanto, per attirare nuovi clienti, la società ferroviaria lancia offerte low cost. L’altà velocità, però, ha danneggiato le linee locali, mentre i macchinisti dei tgv sono ormai una corporazione potente e intoccabile.

In Italia si è votata una legge sull’indulto per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006 nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive. E’ quanto previsto dalla legge n. 241 del 31 luglio 2006 recante “Concessione di indulto“. Il provvedimento di clemenza non troverà applicazione in presenza di alcuni reati, fra i quali si segnalano l’associazione sovversiva, terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, strage, sequestro di persona, banda armata, tratta di persone, associazione di tipo mafioso, prostituzione minorile, violenza sessuale, usura e riciclaggio, alla produzione, traffico e detenzione di stupefacenti o sostanze psicotrope.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha eletto a grande maggioranza l’Italia membro non permanente del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2007-2008 durante una seduta caratterizzata dal braccio di ferro fra Venezuela e Guatemala sul seggio latinoamericano. L’Italia era, assieme al Belgio, uno dei due Paesi candidati dal gruppo regionale dell’Europa Occidentale ed è stata nominata con un’ampia maggioranza (186 voti su 189 votanti con 3 astenuti) che ha sottolineato la solidità del consenso. «È stata una votazione plebiscitaria» ha commentato da Madrid il presidente del Consiglio, Romano Prodi, sottolineando la «grande soddisfazione per un riconoscimento globale alla politica italiana non solo come membro del Consiglio di Sicurezza ma in quanto Paese che svolge una politica internazionale positiva».

Bulgaria e Romania entreranno a far parte dell’Unione Europea a partire dal primo gennaio 2007. La commissione Europea ha infatti dato il via libera al loro ingresso ma rimarranno sotto osservazione e a rischio esclusione da alcuni settori cruciali delle politiche europee. Se i due paesi non supereranno alcuni ritardi in settori decisivi al momento dell’ingresso, l’Unione appronterà misure di salvaguardia. Il rischio è particolarmente elevato nel settore della giustizia, della lotta alla corruzione, della gestione dei fondi europei e della sicurezza aerea. Il governo britannico ha annunciato una serie di restrizioni per i bulgari e i rumeni che, dopo l’ingresso dei loro Paesi nell’Unione europea, vorranno entrare nel Regno Unito. Le limitazioni riguardano soprattutto i lavoratori meno qualificati. Il ministro dell’Interno, John Reid, ha precisato che queste misure saranno operative per un periodo transitorio. «Riconosciamo comunque tutti i benefici che derivano dall’immigrazione e dall’allargamento dell’Unione europea» ha precisato un portavoce del premier, Tony Blair. Intanto, da Roma, fonti della Farnesina hanno sottolineato che quello del flusso di lavoratori provenienti da Romania e Bulgaria «è un tema molto complicato che non riguarda solo l’Italia, ma che viene trattato a livello comunitario». In questo contesto, riferiscono ancora alla Farnesina, «è in corso una riflessione interministeriale nell’ambito del coordinamento delle posizioni comunitarie» dei diversi dicasteri per trattare la questione a Bruxelles.

Blair evita la fine della Thatcher

Margaret Tatcher e Tony Blair

Tony Blair ha comunicato di lasciare Downing Street il 4 maggio 2007. Nonostante sia in corso il suo terzo mandato ha deciso di parsi fa parte anticipatamente a causa del pesante calo di popolarità dovuto alla partecipazione del Regno Unito alla missione di guerra in Iraq, nel tentativo di non far perdere ai laburisti le prossime elezioni. Il suo successore è già stato scelto in Gordon Brown. Evita così la fine di Margaret Tatcher, che si era rifiutata di farsi da parte di sua volontà e che era finita silurata da una congiura di palazzo.

E’ proprio la missione in Iraq è uno degli ultimi crucci di Blair, che è deciso ha lasciare il contingente sino a quando il lavoro non sarà ultimato. Ma proprio la popolazione che ha contentato l’invio delle truppe ora vuole con oltre il  60% che le truppe del Paese siano ritirate entro l’anno dall’Iraq. La ricerca condotta da Icm per il Guardian ha riscontrato che il 45% degli elettori ritengono che i soldati dovrebbero andarsene ora, mentre il 16% vuole che se ne vadano entro l’anno, anche se gli Stati Uniti, più stretti alleati della Gran Bretagna, hanno chiesto che le truppe rimangano. Il feeling tra Blair è il popolo britannico è proprio finito.

I leader delle due parti di Cipro si sono incontrati.

I leader delle due parti di Cipro si sono incontrati.

Il presidente greco-cipriota Tassos Papadopoulos e il turco-cipriota Mehmet Ali Talat non si stringevano la mano dall’aprile 2004, quando i greco-ciprioti hanno respinto in un referendum il piano Annan per la riunificazione. Il riavvicinamento potrebbe contribuire ad allentare le tensioni sul processo d’adesione della Turchia all’Unione europea. Ankara continua a rifiutarsi di aprire i propri porti e aeroporti alla parte sud dell’isola. Il presidente della commissione europea José Manuel Durao Barroso ha insistito: “Noi manteniamo tutti i nostri impegni e chiediamo alla Turchia di fare lo stesso. I negoziati sono in corso. Ma se non sarà applicato il protocollo aggiuntivo all’accordo di Ankara ci saranno naturalmente gravi conseguenze”. Alla fine, però non si è riuscito ad organizzare nessun incontro, nonostante la Finlandia si era fatta avanti come intermediario. Il portavoce finlandese ha messo in chiaro che il vertice con i turchi e ciprioti sulla questione di Cipro non è rinviato, ma annullato, senza peraltro argomentare sulle cause. Secondo una fonte europea, a far saltare il progetto di tavolo negoziale diretto è stata la parte turca. Cipro ha lanciato un avvertimento nei confronti degli altri membri dell’Unione europea, mentre gli ambasciatori dei 25 si riunivano per discutere la proposta turca di una parziale apertura dei suoi porti al commercio con le navi greche cipriote. Il ministro degli Esteri George Lillikas ha sottolineato che Nicosia continuerà a bloccare qualsiasi discussione sulla candidatura di Ankara nell’Ue, così come sta facendo dal settembre scorso, nel caso in cui qualche partner europeo si mostrasse intenzionato a prendere per buona l’offerta della Turchia di aprire uno dei suoi porti alle navi cipriote. Il primo ministro finlandese Matti Vanhanen, presidente di turno della Ue, ha detto oggi che l’offerta turca è insufficiente a soddisfare gli impegni in materia doganale assunti con l’Unione europea, ma ha aggiunto: “Penso anche che sia un segnale positivo verso l’Ue”.

Non si abbassa di intensità la polemica tra Danimarca e Iran sulle vignette anti islam. Teheran annuncia una protesta formale dopo le immagini diffuse dalla tv danese che mostrano gli esponenti di un partito di destra mentre si fanno beffe del Profeta. Coinvolta anche la Finlandia, presidente di turno dell’Unione Europea. L’ambasciata iraniana a Copenaghen ha intanto stigmatizzato il governo danese per aver ”mostrato sugli schermi video clip blasfemi contro l’Islam e il profeta Maometto”. ”E’ increscioso che certi partiti politici in Danimarca ripetano le stesse stupide pratiche sacrileghe”.

Portogallo: deciso referendum per legalizzare aborto

Portogallo: deciso referendum per legalizzare aborto

Il parlamento ha approvato l’organizzazione di un referendum all’inizio del 2007 per legalizzare l’aborto e abrogare una delle leggi più restrittive d’Europa. In caso di vittoria del si, l’aborto sarà ammesso solo nelle prime dieci settimane di gravidanza in strutture organizzate e su richiesta della donna. Secondo un sondaggio il 47,9% della popolazione è favorevole alla legalizzazione; mentre il 39,9% è contrario.

La Slovenia ha approvato una legge sulle unioni civili; ma c’è poco da festeggiare poichè questa legge è così burocratica da rendere umiliante la funzione. Per le coppie che decideranno di unirsi c’è la contentezza di vedersi riconosciuti diritti di coppia in materie come proprietà, eredità e pensionamento assimilabili a quelli delle coppie sposate. Dall’altro però la delusione per le modalità quasi da rito semiclandestino che le autorità hanno previsto per questo tipo d’unione: assolutamente nessun testimone ammesso nella stanza, ne parenti ne tantomeno amici. Inoltre c’è da notare che i componenti della coppia devono presentare documenti che attestino il loro stato di salute per poter formalizzare l’unione, una pesante violazione della privacy che oltretutto parrebbe impedire a una persona sieropositiva o con altra patologia di potersi “sposare” con la persona con la quale ha una relazione magari da anni.

Zapatero: processo di pace con Eta continua

Jose Luis Zapatero

Il premier spagnolo Jose Luis Rodirguez Zapatero ha confermato che il processo di pace basco continua, malgrado le richieste dell’opposizione affinché fosse annullato dopo il furto di armi in Francia interpretato come “un riarmo” che violerebbe la tregua. Zapatero ha avvertito l’ETA che se il furto di 350 pistole e migliaia di munizioni è una prova di forza col governo si tratta di un tentativo sterile. Il premier ha detto di mantenere il suo “moderato ottimismo”.  Zapatero è anche riuscito a concordare con la Chiesa Cattolica la modifica del sistema di finanziamento che abolisce il contributo diretto da parte dello Stato ma assicura un aumento della quota di versamenti volontari da parte dei cittadini come chiesto dai vescovi. La riforma, che prevede altresì l’applicazione dell’Iva sulle operazioni mobiliari e immobiliari come chiesto dall Unione Europea, va, nelle intenzioni dì Madrid, in direzione dell’«autofìnanziamento» auspicato dal governo di José Luis Rodriguez Zapatero e previsto dagli stessi accordi con la chiesa.

Ha fatto eco in tutta spagna la campagna elettorale spagnola per un avvenimento preciso. Il partito di Albert Rivera pubblicizza il suo candidato completamente nudo. Perchè “non importa come ti vesti. Quello che conta sei tu!”. Rivera è un giovane avvocato ventisettenne e per la sua prima campagna elettorale ha deciso di posare come mamma l’ha fatto! Emblematiche le frasi che campeggiano al suo fianco: “Per noi contano solo le persone. Non ci importa dove sei nato, non ci importa che lingua parli, non ci importa come ti vesti. Quello che conta sei tu!”. La nudità vorrebbe sottolineare – perlomeno nelle intenzioni – il fatto che il candidato non ha niente da nascondere e che si presenta semplicemente per quello che è. L’idea è carina e non è da escludere che farà un certo effetto sulla non proprio irrilevante comunità gay locale (alla quale – tra le righe – sembrerebbe anche ammiccare). D’altra parte, nelle interviste che ha affrontato, il candidato Rivera si è sempre dichiarato a favore dei diritti degli omosessuali e delle minoranze in generale, sottolineando che il suo partito è nato proprio per combattere ogni tipo di discriminazione e nazionalismo (compreso quello che serpeggia in Catalogna).

Attentato fallito in Germania. Le bombe inesplose trovate il 31 luglio scorso in due treni in Germania facevano parte di un piano terroristico fallito. Le immagini girate dalle telecamere di sorveglianza alla stazione di Colonia mostrano due giovani che sistemano gli ordigni su convogli diretti a Dortmund e a Coblenza. Ed è in queste ultime stazioni che le bombe sono state trovate. Composte da bombole di gas propano, detonatori elettrici e timer, dovevano esplodere contemporaneamente. Gli effetti sarebbero stati devastanti. Gli inquirenti affermano di aver trovato, vicino a un ordigno, degli appunti scritti in arabo con numeri di telefono libanesi.

Vacilla il trono di Angela Merkel. A meno di un anno dalla sua conquista della cancelleria alla guida di una Grosse Koalition, a Berlino sono incominciate le grandi manovre alla ricerca di nuove alleanze e nuove maggioranze di governo. I socialdemoxcratici hanno a lungo minacciato di rovesciare il governo della Merkel per governare con Verdi e liberali. Ma non sono riusciti nell’intento e la Merkel ha mantenuto ben salda la sua posizione.

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