Ambiente

Camera approva in via definitiva il decreto rifiuti.

A Livorno rifiuti per le strade

A Livorno rifiuti per le strade

La Camera approva in via definitiva (con 266 sì e 219 no) il decreto rifiuti. La nuova legge sui rifiuti è una linea di confine. Separa tredici anni di errori e sperperi dalla grande sfida. Il Parlamento l’ affida a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. Fino al 31 dicembre 2007 avrà poteri straordinari ma limitati. Dovrà cancellare dalla strade quei cumuli di immondizia che resistono alle sue promesse, agli allarmi delle Asl, allo sdegno dei cittadini. Non solo: imporre la raccolta differenziata, varare il piano regionale, bandire la gara per impianti e gestione del ciclo di smaltimento. Ma dovrà anche moralizzare: via chi non lavora, meno auto blu, basta scandali. Ora che finalmente si muovono magistratura penale e contabile.

Coerenti con il tema, i deputati leghisti cedono al più sgradevole folklore: tre sacchetti neri a Montecitorio, con ritratti di Bassolino e Iervolino. Dedica: “Monnezza siete voi”. Una polemica senza eco: giusto, finisce tra i rifiuti di una giornata che segna invece «una svolta per la Campania», come sottolinea il ministro dell’ Ambiente, Pecoraro Scanio. In un anno Bertolaso dovrà rimuovere non solo i cumuli, ma infiniti ostacoli. Qualcuno l’ ha piazzato il Senato, la Camera purtroppo lo ha lasciato. Tanto per complicare la sua missione. Il decreto gli dava poteri più ampi sul piano, che vuol dire anche affidamento dei lavori, un bel giro di appalti. Bertolaso poteva decidere “sentita la Regione” e “sentito il ministero dell’ Ambiente”. Decideva lui, alla fine. La dizione cambia: “d’ intesa con…” vuol dire ingabbiare Bertolaso, occorre adesso il consenso di Regione e ministero. Sarebbe nulla, se governatore e ministro fossero d’ accordo. Bassolino infatti diffonde in serata poche righe ben studiate: «Noi saremo in prima fila accanto al commissario Bertolaso». Ma infila tra le righe: «Potenziando la raccolta differenziata e completando il ciclo con i termovalorizzatori». Ecco, i tre termovalorizzatori. Acerra sarà pronto nell’ estate 2007, Salerno con il sindaco De Luca vuol costruirne uno, e poi? Manca il secondo dei tre. è quello di Santa Maria La Fossa. Un retroscena c’ è: Pecoraro Scanio non è d’ accordo sui termovalorizzatori. Il progetto torna alla Regione “per ulteriori chiarimenti”. La grazia dei burocrati per rinviare la firma del ministro. Come può Bertolaso varare il piano con un centrosinistra strabico? La Regione che si batte per gli inceneritori, il ministero che non li condivide. Questa dissonanza può bloccare Bertolaso, ma può essere anche un punto di forza. Se ha coraggio e sostegno politico, supera l’ antitesi. Decide lui. Vara un piano che superi le diversità e i veti. Necessità e urgenza: chi potrà bloccarlo? La legge conferma tre poltrone di subcommissario. Bertolaso ne ha già assegnata una, all’ ex generale dei carabinieri Carlo Alfiero, nel ruolo che fu del prefetto di ferro, Catenacci. Gli altri due posti rischiano di rimanere vuoti: la Regione propone Ciro Turiello, che è la mente tecnica dell’ emergenza, lavora da tempo e non riuscirà a fuggire, anche se spesso ci prova. Il ministero deve indicare l’ altro subcommissario per la raccolta differenziata. Uno che però non oscuri Turiello, che gli tolga lavoro e non potere. Finora nessun nome sembra giusto. Né vi sono segnali di ripresa dopo l’ istituzione della cabina di regia diretta dall’ ex generale Roberto Iucci. Le cifre sono desolanti. La Campania è al 12,9 per cento. Napoli registra l’ 8,5, posto 317 tra i 551 Comuni campani, di questi solo 95 superano il 35 per cento, soglia minima per risparmiare. Consente di pagare 78 euro a tonnellata e non 106. Una penalità di 28 euro che permette al Commissariato di stipendiare i diciotto consorzi accusati di non lavorare. I Comuni li tollerano, pagando la penalità finanziano l’ ozio dei 2316 addetti. Alcuni preferiscono poi affidarla a una società. Falliscono l’ obiettivo e pagano due volte. Privati e consorzi. La Corte dei Conti sembra allungare le sue antenne. «La differenziata è la madre di tutte le battaglie», dice Bertolaso. Minaccia di tagliare lo stipendio ai 360 ex Lsu di Napoli, con risparmio di 700 mila euro al mese. La legge consente di commissariare i consorzi inattivi. A un alto magistrato della Corte dei Conti, assistito da tre funzionari del Tesoro, Bertolaso affiderà la supervisione di debiti e crediti. La gestione Catenacci era in pareggio, a quella precedente sono da ricondurre i 520 milioni di debiti; 270 per conto terzi, 250 da restituire ad altri commissariati come quello della Bonifica acque. Si sono aggiunti 80 milioni della Jacorossi. Bertolaso intanto riduce le spese: programma un risparmio di 500 mila euro mensili sui 5 milioni di spesa del Commissariato. Dallo straordinario ai dipendenti pubblici applicati, fino alle auto blu: incombe una scure. «A Bertolaso si chiede però di cambiare passo: dia un calcio a Fibe che incassa una media di cento milioni l’ anno e siano commissariati i Comuni che non fanno differenziata. Il discorso vale per l’ Asìa di Napoli. Impossibile che Napoli stia sotto il 9 per cento», interviene il senatore Tommaso Sodano, presidente della Commissione Ambiente. Più pessimista Paolo Russo, schierato con gli altri deputati Cesaro e Laurini di Forza Italia: «Bertolaso è messo nelle condizioni di non fare. Ma c’ è un rischio che con stile tartufesco viene nascosto per evitare la reazione dei deputati del Nord. Riguarda le tasse. Il costo aumenterà, ma non ricadrà subito sulla Tarsu per evitare una rivolta sociale. Salirà il prezzo per i Comuni: da 106 euro a 180 per spese destinate ad aumentare. La decisione a maggio 2007, sarà iscritta a ruolo dai Comuni da gennaio 2008 con incasso nel 2009. Scoppierà il problema del contrasto fra cassa e di competenza. Porterà al dissesto gran parte dei Comuni campani». La nuova legge non esclude il divieto di ingresso nella regione dei rifiuti speciali leciti trattati dalle aziende ufficiali. Gli effetti sono tre: parte va altrove, meno lavoro per gli impianti ufficiali e sicuri, più affari per il circuito clandestino gestito dalla malavita. Ultima nube: Villaricca fra quattro mesi chiude la discarica. è quasi piena. Rimangono gli impianti di Tufino e Ariano sotto sequestro. A Bertolaso è già tutto facile, mancava solo il rischio di scontrarsi con due Procure.

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