Centrodestra

Cesa: ”Per noi come per An e Lega l’esperienza della Cdl è conclusa”

Cesa: «La Cdl non esiste più»

Lorenzo Cesa

”Noi consideriamo conclusa l’esperienza della Casa delle libertà, così come la considerano conclusa gli amici della Lega e di Alleanza nazionale. Siamo alternativi assolutamente alla sinistra e ci consideriamo come il principale riferimento dell’ala moderata del Paese”. E’ uno dei passaggi centrali della relazione del segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, approvata nella direzione tenutasi oggi all’hotel Minerva, cui segue un analisi dei rapporti interni al centrodestra.

Il leader del partito di via Due Macelli ha sottolineato che ”il centrodestra non è finito, ma va rifondato” e in tale logica ”dobbiamo ridiscutere tutto, dal programma alla leadership, senza pregiudiziali. Perché sarebbe inaccettabile se ci venisse detto che l’alleanza di centrodestra è immutabile ed esiste solo se a guidarla è l’on. Berlusconi. Quello legato a un uomo solo non è mai un progetto politico. E il risultato delle elezioni in Molise lo conferma”.

Infatti, ha rimarcato Cesa, l’affermazione del centrodestra in Molise è in primo luogo un ”chiaro segnale per il centrosinistra di quanto sia minoritario nel Paese” mentre per ”l’Udc è la conferma di un trend di crescita che premia una linea politica coerente e coraggiosa”

Il segretario centrista ha poi rivendicato ”l’opposizione responsabile” condotta dall’Udc e centrata sull”’interdizione parlamentare”, mentre ”i nostri alleati preferiscono toni sopra le righe e un uso strumentale della protesta di piazza che non appartengono alle nostre corde e in cui non ci riconosciamo… Il populismo non ci appartiene, noi siamo semmai per il popolarismo”.

Cesa ha messo in rilievo che il governo dell’Unione e Romano Prodi ”si aspettano un’opposizione urlata, a testa bassa”, ossia un’opposizione che ”rafforza il centrosinistra, perché nasconde dietro la cortina fumogena dello scontro tutte le contraddizioni della maggioranza, fa emergere l’istinto di conservazione del centrosinistra e soprattutto offre alibi a Prodi”.

Secondo Cesa, invece, risulta più utile l’opposizione condotta dentro il Parlamento, senza per questo negare il ricorso alla piazza: non quella del 2 dicembre, però, che ”noi non condanniamo certo” ma ”non riteniamo utile”; bensì con le manifestazioni mirate su tempi specifici, come la direzione centrista poi approverà.

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