Giustizia

Amato e Mastella “tardivamente” contro l’indulto

Amato e Mastella "tardivamente" contro l'indulto

Giuliano Amato e Clemente Mastella

”Sull’indulto da Ministro dell’Interno ho dovuto prendere atto della volonta’ del Parlamento non senza sofferenza”. Lo ha detto il Ministro dell’ Interno Giuliano Amato in un’intervista che uscira’ sul prossimo numero Polizia Moderna. ”E’ chiaro -ha aggiunto- che un provvedimento del genere crea problemi a chi fa il nostro lavoro. Ma c’e’ un problema piu’ generale che va affrontato: quello della certezza della pena”. “Credo – ha aggiunto – che il Governo debba fare una riflessione seria sulle misure che si possono adottare per interrompere questo fenomeno, senza per questo ridurre le garanzie dei cittadini”. ”Oggi – prosegue – troppi delinquenti arrestati vengono scarcerati per mille motivi. Questo determina sfiducia nei cittadini e nelle forze dell’ordine”. Per questo serve un intervento del Governo, su un tema che, spiega il titolare del Viminale, ”coinvolge evidentemente anche altri ministeri”. Un tema, quello della certezza della pena, sul quale il ministro e’ intervenuto anche la settimana scorsa da Napoli, in occasione della firma del ”patto per la sicurezza” della citta’. L’incertezza della pena, ha detto in quell’occasione, e’ ”un indulto non dichiarato che sta nelle maglie larghe della nostra legge”. Un problema, ha spiegato Amato, che ha ”molte cause ma su alcune di esse bisogna intervenire da subito”, perche’ ”se c’è una cosa che sgomenta chi e’ vittima del crimine e anche chi lavora per fermarlo e’ proprio veder vanificato tutto questo lavoro”. Ed ha aggiunto che ci sono ”diversi aspetti della nostra disciplina processual-penalistica che devono essere toccati”.

”Anch’io ho partorito l’indulto con sofferenza, una sofferenza necessaria”. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella replica a distanza al titolare del Viminale sugli effetti del condono delle pene. E ai giornalisti che lo interpellano alla fine del plenum del Csm, a cui ha partecipato, dice: ”Con Amato ci siamo sentiti ieri e abbiamo stabilito che ci sono tante cose da modificare; perche’ – spiega – uno degli indulti permanenti della giustizia italiana e’ rappresentato dalle prescrizioni. Nessuno dice – ha lamentato il ministro – che vanno in prescrizione tantissimi reati e quindi tanti delinquenti, tanti da processare, finiscono latitanti o sono in attesa di un giudizio che non arriva mai”.

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