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“Wild West”, la triste fine di un reality

"Wild West", la triste fine di un reality

“Wild West”, la triste fine di un reality

La Parietti non c’è più. Cancellata. «Wild West» ha perso la sua cavalla più famosa. La puntata serale del reality di Raidue è stata definitivamente cancellata. Al suo posto restano – dal lunedì al venerdì – due strisce quotidiane: una alle 15,50 e la seconda alle 18,50. Il sabato puntata unica alle 19,35. A condurre quel che resta dello show sono Milo Infante e Monica Leofreddi, che per ora sono riusciti a salvare perlomeno l’onore, visto che raggiungono un dignitosissimo ascolto del 13% (mentre il programma di prima serata era precipitato al 6%). Infante, era prevedibile questo crollo dei reality in generale e di «Wild West» in particolare «No. L’idea era buona, anzi ottima. E’ un “adventure game” in cui dei ragazzi si mettono in gioco in maniera diversa. Credo che la causa sia nell’eccesso di offerta. Gli spettatori, dovendo scegliere a chi affezionarsi, hanno scelto i programmi già noti. Forse la trasmissione ha pagato anche un avvio lento. Perché un conto è mandare della gente su un’isola deserta a patire la fame, un altro insegnare a dei ragazzi a cavalcare e a condurre una mandria».

Dopo la cancellazione della puntata settimanale, come proseguite nel cammino quotidiano/ «Si tratta di un programma diverso. Noi puntiamo molto sulle immagini, con filmati molto lunghi. Segue il commento in studio che però non è mai molto esteso. Abbiamo una cifra particolare, che è quella dell’ironia. Siamo scanzonati sempre rispettando i concorrenti. Siamo meno drammatici rispetto agli altri reality». Come vede il futuro del reali. «Oggi i concorrenti arrivano in trasmissione preparati, con accorte strategie studiate a tavolino, e questo è un male. All’Isola dei famosi le uniche che non l’avevano capito erano Kris & Kris. E d’altronde Massimo Ceccherini stesso l’ha detto più volte, all’Isola dei Famosi, che lui si comporta pensando alla gente che lo guarda. La vera spontaneità c’era nella prima edizione dell’Isola, così come nella prima del Grande Fratello. Poi si è persa. Oggi è tutto poco sincero, e il pubblico se ne accorge. Credo che il futuro sia cercare di cogliere di sorpresa non lo spettatore, ma il concorrente. Spiazzarlo. In modo da provocare reazioni sincere. E’ come quando si fa un’intervista: se poni le domande che uno si aspetta, viene fuori un’intervista noiosa. Se invece fai la domanda a sorpresa, l’intervistato si svela. Spesso da una domanda buttata un po’ a caso nasce un putiferio… La stessa cosa dovrebbe succedere nei reality, e non mi riferisco alla palafitta. Magari bisognerebbe cambiare anche i meccanismi di voto». Lei è stato protagonista, a «Ballando con le stelle», di una lite con Sgarbi. Lo stesso Sgarbi che ha replicato di recente a «La pupa e il secchione». «Tengo a dire che è stato Sgarbi a litigare con me. I professionisti sanno che in prima serata su Raiuno non si possono lasciare andare a insulti e contumelie. Comunque, un secondo dopo la fine della trasmissione Sgarbi è venuto da me, mi ha abbracciato e mi ha detto sorridendo: abbiamo fatto grandi ascolti! Lui dice che fa il vero reality. Ma ho apprezzato il fatto che sia subito intervenuta Milly Carlucci, che gli ha detto: grandi ascolti non equivalgono sempre a gradimento».

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