Centrodestra

La sfida di Fini: «An nel Ppe ma senza le lacrime di Fiuggi»

Fini, no al mediatore Verdini

Gianfranco Fini

A tutta l’opposizione, ma in particolare ad An, si socchiudono prospettive che due mesi fa nemmeno lui avrebbe potuto immaginare. «C’è l’occasione di tentare un salto di qualità», suona la carica ai suoi il presidente del partito. Obiettivo strategico è scavalcare il «recinto» tradizionale della destra per rivolgersi d’ora in avanti all’intero elettorato che non sta a sinistra, ai centristi e perfino ai prodiani pentiti. Il futuro di An (da misurare col metro degli anni, non dei mesi) si chiama Partito popolare europeo, e presuppone a sua volta la nascita del famoso partito unico con Forza Italia. Fini ha ottenuto ieri dall’Assemblea nazionale un via libera quasi plebiscitario alla svolta presentata il 18 luglio e ribattezzata «Fiuggi due» (la numero uno fu quella che mise in soffitta il vecchio Msi), con la solitaria eccezione Francesco Storace. Ma ad eccitare gli animi di An è soprattutto il presente.

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