Cronaca

Mosca, assassinata la giornalista Politkovskaya

Mosca, assassinata la giornalista Politkovskaya

Anna Politkovskaya

E’ stata assassinata nel suo condominio, al centro della capitale russa, con quattro colpi di pistola Makarov, la giornalista Anna Politkovskaya, nota per le sue posizioni critiche nei confronti del Cremlino. Il corpo, è stato trovato nell’ascensore da una vicina di casa, che ha dato subito l’allarme. La polizia sta cercando un giovane che sarebbe stato visto lasciare il palazzo dopo gli spari. La notizia arriva dall’Associated press riferita da un ufficiale della stazione di polizia centrale di Mosca.

Vitalij Jaroševskij, vice-direttore della Novaja Gazeta, ha dichiarato subito dopo l’omicidio: « La prima ipotesi che mi viene in mente è che Anna è stata uccisa a causa del suo lavoro. Non vedo altre motivazioni possibili per questo efferato delitto. » Jaroševskij ha poi aggiunto che potrebbe non essere facile stabilire il mandante del delitto, notando che l’omicidio della Politkovskaja potrebbe perfino essere stato ordinato da un nemico di Ramsan Kadyrov, con l’intenzione di far ricadere su di lui i sospetti.[7] Una settimana prima della sua morte, la Politkovskaja ha infatti rilasciato una intervista a Radio Free Europe/Radio Liberty in cui accusa Kadyrov di essere coinvolto personalmente in un caso di tortura, definendolo “lo Stalin dei nostri giorni”. Gli investigatori hanno inoltre dichiarato di vagliare anche una possibile “pista cecena”.

Il miliardario russo Aleksandr Lebedev, deputato alla Duma e proprietario del 90% della Novaja Gazeta, ha annunciato una ricompensa di 25 milioni di rubli (poco meno di 720mila euro) per chiunque avesse potuto dare informazioni sui responsabili della morte di Anna Politkovskaja.

La Federazione dei Giornalisti russi ha duramente commentato in un comunicato la morte della giornalista: « Oggi che dobbiamo trovare i suoi assassini e i loro mandanti, ricordiamo su quali argomenti Anna Politkovskaja ha scritto: Nord-Ost [la crisi del Teatro Dubrovka, ndr], Beslan, rapimenti e torture di civili in Cecenia, violazioni dei diritti civili, arbitrarietà e crimini operati dalle autorità. Diciamocelo francamente: non avrebbe potuto essere stata uccisa per altri motivi. »

Vladimir Putin, la cui condotta fu oggetto di dure critiche giornalistiche da parte della Politovskaja
Il giornalista Aleksandr Majorov ricorda che: « […] la Politkovskaja non era semplicemente una critica del regime, ma l’autrice russa più citata in Occidente. E proprio in Occidente, la risonanza sarà ampia e molto spiacevole. »

Lo scienziato politico Stanislav Belkovskij, pur affermando che “ovviamente non c’è alcuna connessione” fra il Cremlino e “la tragica morte” della Politkovskaja, critica fortemente “la corruzione e l’incompetenza imperante”.

Un altro scienziato politico, Kirill Frolov, considera l’assassinio della giornalista come “una dichiarazione di guerra” al Governo e alla Russia stessa “da parte di coloro che non concordano con l’intenzione del Presidente Putin di far rivivere lo Stato-nazione russo”. Frolov compie anche un parallelo con il giornalista ucraino Georgij Gongadze, il cui rapimento e assassinio causò nel 2000 forti proteste contro l’allora Presidente ucraino Leonid Kučma. Frolov teme dunque che l’omicidio possa essere strumentalizzato per ottenere una “rivoluzione di velluto” simile a quelle avvenute fra il 2004 e il 2005 in Ucraina, Georgia e Kirghizistan.

L’editorialista della Delobaja Gazeta Oleg Kašin condanna apertamente i nazionalisti che hanno festeggiato la notizia della morte della giornalista, affermando che “solo degli animali” possono gioire di una notizia del genere, ma anche i liberali che hanno sfruttato la notizia per condannare “il sanguinario regime che elimina fisicamente i suoi oppositori”.

Riguardo l’omicidio, Kašin afferma che la Politkovskaja “non era la più importante rappresentante dell’Unione dei Giornalisti russi”, che “il giornalismo nella Russia di oggi non è in grado di influenzare minimamente la situazione del Paese” e che pertanto “non esiste alcuna verità così terribile da condannare a morte un giornalista”. Kašin conclude che l’unico obbiettivo degli assassini era quello di “scioccare la società e destabilizzare il Paese” e che la speranza è che “vengano individuati presto i killer di Anna Politkovskaja”

L’ex-Presidente Michail Gorbačëv, che detiene anche una piccola quantità di azioni della Novaja Gazeta, ha dichiarato all’agenzia russa Interfax: « Si tratta di un crimine selvaggio, commesso contro una giornalista seria e professionale, una donna coraggiosa. […] È un colpo per tutta la stampa democratica ed indipendente. È un grave crimine contro lo Stato, contro tutti noi. »

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