Ambiente

Governo Prodi II: terzo mese


Governo Prodi II: terzo mese

Clemente Mastella e Romano Prodi

Con la legge 17 luglio 2006, n. 233 vengono modificate alcune denominazioni inizialmente stabilite per i ministeri: «Ministero dell’Istruzione» riassume il nome di «Ministero della Pubblica Istruzione»; «Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio» diviene «Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare»; «Ministero delle politiche agricole e forestali» diviene «Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali».

Lotta dura contro l’evasione fiscale. La promette il capo del Governo Romano Prodi, che respinge però al mittente le gravi accuse avanzate dal capo dell’opposizione Silvio Berlusconi, il quale lo ha accusato di volere uno “stato di polizia tributaria”. “Noi non abbiamo toccato le aliquote, ma abbiamo dato più giustizia nella distribuzione dei carichi fiscali – ha affermato – e proseguiremo in modo inesorabile nella lotta all’evasione fiscale”. Prodi ha quindi giurato “in modo solenne” che la Finanziaria 2007 conterrà – come promesso durante la campagna elettorale – la riduzione di cinque punti del cuneo fiscale. Un intervento che il Professore giudica “fondamentale per ridare ossigeno all’economia del nostro paese”. Sì definitivo dell’Aula della Camera al decreto Bersani-Visco, che comprendeva anche il discusso decreto sulel liberalizzazioni. I voti a favore sono stati 278, 193 quelli contrari. Due deputati si sono astenuti. Sul provvedimento, il governo ha incassato la fiducia sia alla Camera sia al Senato. Il presidente del Consiglio Romano Prodi è certo che il suo governo durerà cinque anni ma ritiene necessaria una nuova legge elettorale che garantisca sempre la continuità dei governi. Prodi è certo che tutte le forze politiche saranno d’accordo a voler modificare una legge della quale è pentito lo stesso centrodestra che l’ha approvata. “Berlusconi ha governato 5 anni. Io sono sicuro che lo potrò fare ma dobbiamo avere una legge che lo permetta sempre”, ha detto Prodi parlando con i giornalisti a Bebbio dove sta trascorrendo le vacanze secondo quanto riporta Televideo.

Nel 2011 il 25% dell’energia italiana sarà prodotta con fonti alternative. Il ministro assicura che l’impegno preso dal governo sarà mantenuto e svela la sua ambizione: «L’Italia leader mondiale del solare» Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio punta sulle rinnovabili e prepara una legge ad hoc. Questo l’impegno del governo come ha annunciato il ministro che ha fatto il punto su alcune questioni ambientali in un forum realizzato oggi dall’Ansa. «Sto facendo predisporre un disegno di legge che prevede che l’Italia si doti di una normativa organica, come ha fatto la Germania, per promuovere le fonti rinnovabili», ha detto il ministro. «Il programma del Governo di centrosinistra prevede che entro il 2011 il 25% dell’energia che noi produciamo sia da fonti rinnovabili». Un impegno che, ha ribadito Pecoraro, «c’è nel programma ufficiale con cui il governo ha vinto le elezioni e c’è la volontà espressa anche da Prodi in Consiglio dei Ministri di avere un piano per le fonti rinnovabili». Secondo il ministro il nostro Paese «deve recuperare il ritardo accumulato per esempio sul fotovoltaico. L’Italia – ha detto – è il paese del sole, dobbiamo sviluppare le migliori tecnologie, investire e in tal senso ne ho parlato anche con il ministro della Ricerca».

Il supercommissario ai rifiuti Roberto Jucci si è insediato. L’ex comandante generale dell’Arma guida ufficialmente il coordinamento dei commissari nelle regioni in cui c’è lo stato di emergenza: Lazio, Calabria, Puglia e ovviamente Campania. Alfonso Pecoraro Scanio gli ha affidato il compito di «accelerare il percorso per chiudere gli stati di emergenza che durano oramai da troppo tempo». Il problema, però, non è il cosa bensì il come. Pecoraro intenderebbe affrontare crisi come quella campana, segnata dal ritorno di tonnellate di immondizia per le strade, vere e proprie colline di spazzatura, con il ricorso «alla raccolta differenziata finalizzata al recupero e al riciclaggio». Anche nel Mezzogiorno – sostiene il ministro – «a cominciare dalla Campania, dobbiamo raggiungere livelli di raccolta differenziata simili a quelli delle regioni del Nord Italia. Questa è una precondizione necessaria per uscire dall’emergenza». Senza fare i disfattisti, è evidente che la suddetta «precondizione» difficilmente troverà rapida applicazione in territori difficili come quelli meridionali, con una cultura ambientalista ancora tutta da formare.   “Il modello Soru dovrebbe essere esportato in tutto il Paese, almeno in quelle aree di grande pregio che in certi periodi dell’anno vivono momenti di grande affollamento e che, invece, avrebbero bisogno di una tutela migliore”. Cosi’ il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, in una intervista sul Corriere della Sera, interviene sulle cosiddette tasse sul lusso sottolineando che “e’ una questione di buon senso chiedere di piu’ a chi inquina di piu’”. “Perche’ protestare tanto contro Soru e contro la sua tassa?“. “E’ incredibile che chi mette in mare barche ben piu’ grandi di un gozzo si rifiuti di dare un contributo pari alla misura del suo yacht”. “E’ un semplice concetto istituzionale – spiega il ministro – per cui si paga in base alle proprie possibilita’”. Il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio spera in un paese più responsabile durante la notte di San Lorenzo. ”Nella notte di San Lorenzo -afferma- il mio desiderio nel cassetto è un’Italia un po’ più ambientalista a cominciare dalle scelte del governo per arrivare ai comportamenti dei singoli cittadini, soprattutto un’Italia piena di pannelli solari” che consentano di produrre energia pulita senza inquinare l’ambiente. Ma non manca un desiderio strettamente personale: ”tanta salute e serenità per i miei cari”.

Il finanziamento per il rinnovo del contratto. L’annuncio del ministro per l’Innovazione tecnologica al Meeting di Rimini. Il governo stanzierà «quattro miliardi di euro in tre anni per il rinnovo del contratto del pubblico impiego». Lo ha annunciato il ministro per l’Innovazione tecnologica, Luigi Nicolais, nel corso di una conferenza stampa al Meeting di Cl a Rimini. Nicolais ha spiegato che per il primo anno «verrà stanziato un miliardo per poter superare questo momento di criticità», successivamente «altri tre miliardi per i successivi due anni». Secondo il ministro «questo è un punto di partenza per un avvio della concertazione con il sindacato».

La Camera dei deputati ha approvato l’indulto. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. L’assemblea di Montecitorio ha raggiunto la maggioranza dei due terzi necessaria all’approvazione del provvedimento di clemenza. I voti favorevoli sono stati 460, i contrari 94, 18 gli astenuti. La maggioranza di governo ha registrato, a sorpresa, l’astensione dei Comunisti italiani motivata cosi’ dal segretario del Pdci Oliviero Diliberto: “non ci sentiamo di votare contro l’indulto perchè siamo a favore di un provvedimento di clemenza”, ma l’inclusione del voto di scambio mafioso nei reati che potranno beneficiare dell’indulto rappresenta “un limite che non doveva essere superato”. L’approvazione dell’indulto alla Camera “è merito dell’intero Parlamento, ora spero che il Senato sia all’altezza della Camera e possa dare una risposta ugualmente dignitosa”, ha detto il guardasigilli, Clemente Mastella. Ha aggiunto di avere rispetto delle posizioni, anche contrarie all’indulto, che si sono manifestate e ha ribadito che “l’unica posizione che non era accettabile una discriminazione morale” tra i favorevoli all’indulto e i contrari “depositari di un’etica moralistica che non mi appartiene”. Soddisfatto il presidente di ForzaItalia, Silvio Berlusconi: “Non facciamo una opposizione muro contro muro, quando le tesi della maggioranza ci convincono e riteniamo che siano nell’interesse del Paese, non abbiamo nessuna difficoltà ad aggiungere il nostro voto al loro”. Non si arrende il ministro Di Pietro che promette battaglia in Senato. Quello con il quale la Camera ha approvato il provvedimento di indulto “è stato un voto di scambio politico-parlamentare nel quale l’Unione ha svenduto la propria dignità politica cedendo al ricatto di Forza Italia”, ha commentato il leader dell’Italia dei Valori. A chi poi invoca, dal centrodestra, le sue dimissioni dopo la battaglia ingaggiata contro lo stesso centrosinistra Di Pietro fa osservare che “questo provvedimento è stato fatto dal Parlamento con una maggioranza inedita e voluta dalla Costituzione”. Il Senato approva in via definitiva (con 245 sì, 56 no e 6 astenuti) l’indulto Buemi-Mastella. Salutato dal tripudio delle carceri, dall’applauso trasversale dell’aula e dai fischi della piazza davanti al portone di Palazzo Madama, l’indulto di Mastella diventa legge al termine di un cammino a tappe forzate al Senato. Maggioranza dei due terzi ampiamente superata anche lì: l’insolito asse Italia dei valori—An—Lega, gli sparuti dissidenti dell’Ulivo e del Pdci, non sono bastati impedire il varo definitivo: poco dopo le 18 il pallottoliere segnerà 245 sì (ne sarebbero bastati 216), 36 no e 6 astensioni. Hanno votato compatti l’Ulivo, con poche eccezioni, Forza Italia e Udc. Entro un paio di giorni la pubblicazione in Gazzetta, grazie alla firma a tamburo battente del presidente Napolitano, e già dall’indomani l’entrata in vigore. Con il voto del Senato, il 29 luglio 2006 è stato definitivamente approvato il disegno di legge che – raccogliendo consensi trasversali nella maggioranza e nell’opposizione – ha introdotto un provvedimento di indulto. Si tratta, nella fattispecie, di uno sconto di pena di tre anni per chi ha commesso reati fino al 2 maggio 2006. Sono state stabilite peraltro molte esclusioni: l’indulto non è applicabile ai reati di terrorismo (compresa l’associazione eversiva), strage, banda armata, schiavitù, prostituzione minorile, pedo-pornografia, tratta di persone, violenza sessuale, sequestro, riciclaggio, produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, usura. La legge ha stabilito anche che l’indulto non possa essere applicato alle pene accessorie temporanee, come l’interdizione dai pubblici uffici. Nessuno sconto di pena nemmeno per chi è stato condannato per mafia, salva l’ eccezione per chi ha violato l’articolo 416-ter del Codice penale sul voto di scambio (che punisce chi chiede i voti alla mafia in cambio di denaro). Lo sconto di pena sarà comunque anche condizionato alla buona condotta fuori dalla cella: in caso di commissione di nuovi reati nei cinque anni successivi alla concessione dell’indulto, il beneficio sarà revocato. Il voto dei deputati è pubblico e quindi, per definizione, tutti hanno diritto di sapere come hanno votato i singoli parlamentari. Chi ha votato l’indulto?

Aumenta giorno dopo giorno il numero degli immigrati che raggiungono con imbarcazioni di fortuna le coste dell’isola di Lampedusa. Questa mattina un barcone con a bordo 103 persone è arrivato a soli 500 mentri dalla spiaggia di Punta Tabacchiera prima che le motovedette della Capitaneria di porto riuscissero a intercettarlo. Un gruppo di 64 immigrati aveva già guadagnato la riva a nuoto ed è stato fermato a terra. Gli altri 39 erano ancora a bordo del natante che è stato rimorchiato fino al porto dalle motovedette della Guardia Costiera. Ecco in cosa consiste il decreto sui flussi immigratori presentato dai ministri Amato (Interno) e Ferrero (Solidarietà Sociale). Il Governo ha deciso di avvalersi della possibilità – prevista dal Testo unico in materia di immigrazione e previa acquisizione dei pareri della Conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari – di riaprire le quote dei flussi d´ingresso per lavoratori extra-comunitari per l´anno 2006, allo scopo di soddisfare le domande presentate dai datori di lavoro per l´impiego di cittadini extra-comunitari. La quota precedente di 170.000 persone si è infatti rivelata insoddisfacente. Si apre quindi la possibilità di impiegare ulteriori 350.000 lavoratori extra-comunitari. Secondo quanto previsto dalla legge, nell´ambito di questo contingente verrà data una preferenza ai Paesi con i quali l´Italia ha concluso accordi in materia di immigrazione. Il Consiglio dei ministri ha varato il 31 agosto un disegno di legge che dimezza i tempi necessari per la concessione della carta di cittadinanza agli immigrati, portando da dieci a cinque anni il periodo di residenza «regolare e ininterrotta» richiesto nel nostro Paese. Il provvedimento stabilisce che la cittadinanza spetta anche ai figli di stranieri nati in Italia, con almeno uno dei genitori che risiede nel nostro Paese da almeno cinque anni. La disposizione vuole favorire, spiega la relazione al provvedimento, l’integrazione degli immigrati di terza generazione, come previsto in altri Stati dell’Unione come Francia, Spagna e Olanda. Cittadinanza possibile, su istanza dei genitori, anche per i figli non nati in Italia ma con almeno uno dei genitori residente da almeno cinque anni. Previste anche regole per contrastare i matrimoni di comodo. La cittadinanza per naturalizzazione sarà concessa con decreto del ministro dell’Interno e non più con decreto del presidente della Repubblica, per favorire uno snellimento delle procedure. «Per ottenere la cittadinanza – precisa il ministro dell’Interno Giuliano Amato – sarà necessario conoscere la lingua e la cultura italiana», insomma la cittadinanza sarà ottenuta previa verifica della conoscenza della cultura e delle tradizioni del nostro Paese. Il nostro ordinamento deve affrontare il problema dello status giuridico della minoranza rom e delle altre minoranze nomadi che, comunque, restano fuori dal provvedimento di legge legato alla cittadinanza agli extracomunitari. A sostenerlo è il Ministro dell’Interno Giuliano Amato.

Il Senato approva il rifinanziamento delle missioni militari all’estero. Necessaria la fiducia per avere il sì di alcuni senatori dissidenti, in particolare della “sinistra radicale”. «Numero legale 160, senatori presenti 162, senatori votanti 161, favorevoli 161… va bene così?». Franco Marini, il presidente del Senato, recita i numeri della fiducia sull’ Afghanistan e il ritiro dall’ Iraq, e imperturbabile, dopo la gazzarra della Casa delle libertà sul quorum, assicura che si atterrà alla formula esatta: «Se mi danno un consiglio tecnico ed è ragionevole, lo accetto sempre», dice rivolto al centrodestra che, al momento del voto, ha lasciato l’ aula. La pratica afgana è archiviata, per ora. Palazzo Madama dà il via libera definitivo al disegno di legge sulle missioni militari ponendo la fiducia anche sul provvedimento complessivo, proprio per bloccare la fronda dei “dissidenti” pacifisti dell’ Unione. Ma la Cdl non si arrende: i capigruppo di Forza Italia e di An, Schifani e Matteoli, tornano all’ attacco sin dall’ inizio dei lavori d’ aula e annunciano battaglia. In autunno, promette Matteoli, «l’ opposizione chiederà l’ intervento del capo dello Stato, Napolitano». Già tirato per la giacca sulla contestazione del numero legale (la Cdl gli ha rivolto un appello) il Quirinale fa sapere che il presidente non si pronuncia, e come già ha avuto occasione di chiarire nel giugno scorso quando ricevette una sollecitazione analoga, non interviene «su materie che sono di esclusiva competenza dei presidenti delle Assemblee».

Intesa raggiunta tra Ministero della Salute e Federfarma, e dunque domani farmacie regolarmente aperte. Soddisfazione e’ stata espressa dal ministro Livia Turco, che ha parlato di “accordo sulla base di un chiarimento su un punto importante, e cioe’ la normativa contenuta nel decreto Bersani non stravolgera’ il ruolo delle farmacie”. Soddisfazione anche del presidente di Federfarma, Giorgio Siri, per il quale la riunione ha ribadito che “il binomio farmacie-farmacisti non ha alternative, e’ binomio con caratteristiche specifiche e proprie”. Parte dopo Ferragosto la vendita dei farmaci da banco al supermercato. Il primo ‘corner della salute’ alla Coop ‘Le Mura’. Carpi e Bari le altre due città campione. Arriveranno dopo ferragosto i primi ‘corner della salute’ negli ipermercati Coop, spazi per la vendita di farmaci da banco e senza obbligo di prescrizione, identificati da un’insegna luminosa con la croce e di color verde-turchese fluorescente. Dietro al banchetto ci sarà il farmacista, come prevede il decreto Bersani convertito ieri in legge dalla Camera. Lo sconto minimo sarà del 20%, considerando che il provvedimento ha abolito il tetto massimo di riduzione del prezzo fissato dall’accordo fra il precedente Governo e Federfarma: in media i cittadini spenderanno per i farmaci di automedicazione il 25% in meno. Grazie al decreto Bersani, che ha fatto cadere la barriera della vendita dei medicinali da banco (senza obbligo di ricetta medica) solo in farmacia, la spesa alla Coop si potrà fare anche così. Sono infatti aperti in tre supermercati gestiti da Coop Estense (‘Le Murà a Ferrara, Borgogioioso a Carpi e Santa Caterina a Bari) altrettanti corner per la vendita di farmaci da banco di automedicazione. In tutti e tre i centri commerciali, il primo giorno di vendita dei farmaci è stato accolto con grandissima curiosità dai clienti. Fin dall’apertura centinaia di persone hanno fatto la fila con i carrelli, preso il numerino e acquistato i prodotti in vendita, allettati anche dagli sconti (fra il 20 e il 30 per cento) con cui Coop Estense ha deciso di aggredire il mercato dopo la rottura del monopolio delle farmacie. Ad attendere i clienti, in ognuno dei punti vendita, tre giovani farmacisti che hanno consigliato e dato indicazioni proprio come avviene nelle tradizionali farmacie. Unico neo, per i frequentatori Coop, tutti entusiasti della novità, la mancata possibilità di accumulare ‘punti fedelta« con l’acquisto dei farmaci.

Sulla procreazione assistita è di nuovo scontro frontale. A fare da detonatore è la scelta del ministro della Salute Livia Turco di affidare a Maura Cossutta (ex parlamentare Pdci e figlia di Armando) il compito di rivedere le «linee guida» della legge 40. Una nomina che accende la miccia della polemica non solo tra Cdl e Unione, ma anche all’interno del centrosinistra, dove il conflitto carsico tra laici e cattolici riaffiora in superficie. L’incarico viene letto da molti nel centrodestra come una provocazione, un tentativo di svuotare di contenuto la legge 40, attraverso il cavallo di Troia dello «stravolgimento delle linee guida». Per questo 17 senatori dell’opposizione, primo firmatario Alfredo Mantovano (An), hanno presentato un’interpellanza in cui contestano la scelta della Cossutta e ricordano che l’ex parlamentare nella scorsa legislatura è stata una strenua avversaria della legge 40. «La principale oppositrice – specifica Mantovano – dal momento che Cossutta fu la relatrice di minoranza di quella legge». Una norma che il centrosinistra (ad eccezione di Udeur e Margherita) ha tentato inutilmente di abrogare l’anno scorso con il referendum naufragato per il mancato quorum. E che il centrodestra ha paura ora di vedere messa in discussione «in maniera surrettizia». Tanto che Isabella Bertolini (Fi) definisce l’incarico alla Cossutta «un insulto nei confronti della maggioranza degli italiani che hanno bocciato il referendum». Le critiche sulla decisione del ministro della salute Livia Turco hanno colpito nel segno, ma dimostrano anche la ministra è persona ragionevole. Per le nomine dei direttori scientifici degli IRCCS (istituti di ricerca, ricovero e cura), presenterà a settembre “un disegno di legge che istituirà un bando pubblico nazionale, per titoli e requisiti scientifici chiari e trasparenti. Le nomine verranno fatte in base alle graduatorie, vagliate da una commissione che potrà comprendere esperti di chiara fama internazionale, come accade negli altri Paesi”. L’istituenda commissione, udite udite, ri-esaminerà anche la contestatissima nomina all’Istituto Regina Elena di Roma, che ha visto trombato il prof. Cognetti a vantaggio di una personalità con un palmarès non particolarmente ricco, e comunque di gran lunga più corto del curriculum di Cognetti.

«Raccapricciante» è l´aggettivo usato dall´Unione Europea per definire la strage di Cana. «La Commissione», ha dichiarato la portavoce Katharina von Schnurbein, «ha ripetutamente chiesto che ambedue le parti accettino un cessate-il-fuoco il più presto possibile, e che in qualsiasi circostanza entrambe debbano comunque attenersi alle norme umanitarie e al diritto internazionale». Un concetto ribadito anche da Javier Solana, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell´Unione: «Niente può giustificare» l’attacco di Cana. Un concetto che Massimo D´Alema, in visita a Gerusalemme a poche ore dal bombardamento, ha ripetuto con fermezza alla sua collega israeliana, Tzipi Livni. Il ministro degli Esteri italiani è arrivato in Israele in cerca di una mediazione che possa portare rapidamente al cessate il fuoco, ma è arrivato quando la situazione si era gravemente deteriorata per l´ingiustificato attacco degli aerei con la stella di David contro civili inermi. È durata più del previsto l’audizione di Massimo D’Alema nella Sala del mappamondo alla Camera: due ore e mezzo per spiegare la posizione italiana sulla guerra in Libano, ma soprattutto per lanciare l’allarme: «La situazione si aggrava di ora in ora. L’Europa vuole l’invio di una forza internazionale, ma solo se cesseranno le ostilità». E a un certo punto racconta l’elemento che più lo ha fatto preoccupare: «II governo egiziano ha scritto una lettera in cui mette in guardia la comunità internazionale: se il conflitto non si arresta subito i Paesi moderati non riusciranno più a fermare l’ondata di solidarietà che si sta creando attorno a Hezbollah». Sì, perché secondo il responsabile della Farnesina, chiamato a riferire davanti alla commissione Esteri di Camera e Senato, ora è possibile un contagio, una regionalizzazione del conflitto. E che la situazione in Medio Oriente preoccupi il governo è testimoniato anche dal fatto che a tarda sera, nonostante la dibattito sulla fiducia, Romano Prodi ha ricevuto a Palazzo Chigi l’ambasciatore Usa Ronald Spogli.  L’Italia e la Francia hanno previsto di partecipare con parecchie migliaia di soldati per rinforzare la forza provvisoria delle nazioni unite nel Libano (FINUL), di cui i contanti aumenteranno fino ai 15.000 soldati, secondo previsione la risoluzione 1.701, che venerdì ha adottato all’unanimità il Consiglio di sicurezza. Di rinforzo, il FINUL dovrà appoggiare l’esercito libanese nel sud del paese, anche se il calendario non ancora è stato deciso. Dal momento che, 1.990 soldati di otto paesi compongono il FINUL. Queste sono le aspettative di partecipazione alla nuova forza internazionale.

Finanziaria più leggera. Sgravi più consistenti alle famiglie. Riduzione del cuneo fiscale un po’ meno selettiva. Tagli alla spesa pubblica più diluiti nel tempo. Il governo ha scoperto un piccolo tesoro: le entrate fiscali di quest’anno stanno crescendo a un ritmo sorprendente, molto meglio del previsto. Ma se ancora nessuno sa con precisione quanto valga davvero, come lo chiamano a Palazzo Chigi, il “bonus Visco” (curiosa riedizione del “bonus” fiscale della Finanziaria 2001, l’ultima del centrosinistra), il dibattito nel governo su come utilizzarlo è già iniziato. Con un primo assaggio, ieri a Palazzo Chigi, nel corso di una colazione tra Romano Prodi e i suoi due vice, Massimo D’Alema e Francesco Rutelli, e i ministri dello Sviluppo e dell’Economia, Pierluigi Bersani e Tommaso Padoa-Schioppa. Ci vorranno otto anni per battere l’evasione”, dice il presidente del Consiglio Romano Prodi, in vacanza in Toscana. E spiega: “Serviranno tempo e pazienza, ma questa è la priorità assoluta di ogni giorno della nostra attività. Se tutti verseranno il dovuto, le imposte potranno scendere. Incroceremo le fatturazioni, basta contanti e possibilità di pagamenti in nero. Purtroppo l’evasione è ancora alta, bisogna introdurre regole che garantiscano giustizia per tutti. Giustizia: questo è il nostro obiettivo”. “Attenti però – insiste Prodi nel suo affondo sul fisco -, noi non stiamo mettendo in piedi uno Stato di polizia, ma stiamo cercando di ricostruire un senso dello Stato”.

Estendere i divieti di pubblicazione di intercettazioni e introdurre sanzioni pecuniarie per i giornalisti che infrangeranno le regole. Lo stabilisce il ddl sulle intercettazioni approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Tutte le intercettazioni telefoniche non acquisite da parte del giudice, prevede il disegno di legge, rimangono sempre coperte da segreto e sono custodite in un archivio riservato, sotto la responsabilità del Procuratore della Repubblica. Al fascicolo del procedimento possono essere acquisite solo le conversazioni che il giudice ritiene attinenti ai fatti per cui si procede, cioe’ rilevanti a fini di prova. Il divieto di pubblicazione, dunque, riguardera’ le conversazioni non acquisite agli atti, cosi’ come quelle contenute in indagini poi archiviate. Le intercettazioni non coperte da segreto non potranno essere pubblicate fino alla conclusione delle indagini preliminari. Per i giornalisti, poi, sono previste sanzioni pecuniarie: con la modifica del codice della privacy, il Garante potra’ irrogare sanzioni da 3 mila a 18 mila euro o, nei casi piu’ gravi, fino a 60 mila, a carico dell’autore della pubblicazione e/o del direttore responsabile in caso di diffusione o comunicazione di dati in violazione del codice stesso o del codice deontologico relativo all’attività giornalistica. Non si prevedono, invece, sanzioni agli editori: con esse, infatti, secondo quanto affermato dal Guardasigilli Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi, “si sarebbe messo un limite alla liberta’ di stampa”. Per quanto riguarda la disciplina sanzionatoria, il ddl approvato oggi prevede anche la modifica dell’articolo 379bis del codice penale, che dovra’ quindi sanzionare con la reclusione da 6 mesi a 3 anni la condotta di !chiunque rivela indebitamente notizie inerenti atti del procedimento penale coperti da segreto dei quali e’ venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza”. Una norma di nuova introduzione (art.617 septies), inoltre, sanziona con la reclusione da uno a 3 anni la condotta di ‘chiunque’ illecitamente prenda diretta cognizione di atti delle indagini preliminari coperti da segreto.

Ministro Melandri, ha letto le dichiarazioni di Matarrese, neo-presidente di Lega? «Quelle in cui sostiene di non essere a conoscenza del mio disegno di legge delega sul calcio». «Sono un po’ stupita, in ogni caso questa mattina gli ho inviato una copia del testo». «Certamente a Matarrese, che è un ex navigato parlamentare, non sfuggirà che la legge delega rappresenta lo strumento del dialogo, altrimenti saremmo ricorsi al decreto. Spero che sotto la sua presidenza la Lega collabori. Perché noi le riforme le vogliamo fare insieme, ma soprattutto le vogliamo fare».

Più lenti ma solo in alcuni tratti e in alcune ore della giornata. Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti, parla a Radio anch’io della scelta di ridurre la velocità in autostrada. E annuncia: “Cercheremo di attuare i provvedimenti nel giro di qualche mese; direi entro dicembre”. Da 130 a 120 chilometri orari: la scelta di ridurre la velocità massima sulle autostrade sembra cosa certa. “Già in Belgio, Gran Bretagna, Spagna, Irlanda e nel Portogallo il limite è 120. Dobbiamo uniformarci agli altri paesi europei”, ha detto il ministro. “Anche se gli scontri sono diminuiti per effetto della patente a punti, la velocità resta ancora un fattore di rischio. Per ridurre gli incidenti, servono altri interventi”.

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