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Meocci «direttore incompatibile». Multa alla Rai.

Meocci «direttore incompatibile». Multa alla Rai.

Alfredo Meocci

Incompatibilità del direttore generale e multa milionaria a carico di Viale Mazzini che manda in fumo l’attivo di bilancio da 14 milioni appena approvato dal consiglio d’amministrazione: doppia tegola sulla Rai dall’Autorità per le comunicazioni, presieduta da Antonio Catricalà; Alfredo Meocci, in quota Udc, non può quindi conservare la carica di direttore generale della Rai e deve lasciare l’incarico, ma con modalità ancora imprecisate, l’incarico che attualmente ricopre a viale Mazzini.

Il consiglio dell’Authority si è espresso a scrutinio palese con cinque voti a favore dell’incompatibilità di Meocci (il presidente e i quattro commissari del centrosinistra) mentre un commissario (Enzo Savarese è uscito) e gli altri tre hanno votato contro l’incompatibilità.

La polemica tra i Poli. Tra centro-destra e centro-sinistra è subito scoppiata una nuova polemica. Secondo il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi, «anche la decisione odierna dell’autorità garante per le comunicazioni si inserisce in un clima che puzza di regime. È un altro brutto segnale, dopo tanti altri di questi primi giorni». Perplesso dalla tempistica il ministro per le Comunicazioni, Mario Landolfi (An), mentre il consigliere Rai Carlo Rognoni ha fatto notare come «la Rai con questa decisione rischia di dover navigare in un mare di incertezze». Fa rabbia pensare, ha aggiunto Rognoni, che un governo, in carica ancora per qualche giorno, abbia fatto nove mesi fa una scelta che oggi si è dimostrata irresponsabile». E secondo l’esponente diessino Giuseppe Giulietti il responsabile di questa vicenda sarebbe il ministro Tremonti, «che ha fatto finta di non sapere», ma anche «chi nel governo ha coperto questa decisione».

Minoli in “pole” per la successione. Per la successione, il premier in pectore Romano Prodi punta sul Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational. Il leader dell’Unione ha maturato già da tempo la scelta, ora deve farla “digerire” a tutti i partiti della coalizione, Ds e Margherita in primis, sui quali il pressing negli ultimi giorni è stato più forte del solito.

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