Europa

Ungheria, Gyurcsany vince al ballottaggio

Ungheria, premier: mie dimissioni per sostenere riforme

Ferenc Gyurcsany

Vince e resta dunque al potere il premier socialista Ferenc Gyurcsany. Al ballottaggio per le elezioni legislative che si è tenuto ieri in Ungheria, la coalizione di centro-sinistra da lui guidata ha guadagnato 209 deputati su 386, contro i 177 ottenuti dall’ opposizione di destra. Un risultato storico per la giovane democrazia ungherese poiché, dal primo voto libero del 1990, nessun governo era mai riuscito a farsi rieleggere. Dopo la caduta del regime comunista nel 1989, nelle quattro elezioni democratiche che si sono tenute nel paese, i partiti di maggioranza erano stati tutti battuti alle urne. Al primo turno del 9 aprile scorso, lo schieramento guidato dal premier uscente Gyurcsany, 44 anni, aveva ottenuto un piccolo vantaggio rispetto all’ opposizione di destra, capeggiata dall’ ex primo ministro Viktor Orban, segretario del Fidesz. Il partito socialista Mszo, assieme all’ alleato liberale Szdsz, aveva totalizzato 113 seggi parlamentari contro i 97 del Fidesz. Due seggi erano andati al partito conservatore del Forum democratico. In serata, Ferenc Gyurcsany ha dichiarato che adesso «bisognerà rendere il paese forte e competitivo nell’ Europa comune, pur proteggendo le tasche dei cittadini». Queste elezioni hanno visto affrontarsi due forti personalità: il vincitore Gyurcsany, ex dirigente della gioventù comunista diventato poi miliardario, che ha basato la sua campagna elettorale sul libero mercato e sulle spese sociali; e lo sconfitto Orban, ex dissidente liberale passato alla destra nazionalista, che si era fatto il paladino del protezionismo denunciando privatizzazioni e «capitalismo selvaggio». Il capo dell’ opposizione ha tentato di tutto per recuperare il risultato del primo turno. In caso di vittoria, Orban si era detto pronto a rinunciare alla carica di primo ministro, nel tentativo di stringere un’ intesa con il suo ex alleato Ibolya David, presidente del Forum democratico. Invano: ieri mattina David ha rifiutato l’ offerta, giudicando troppo «demagogiche e populiste» le promesse di Orban. Nel corso della campagna elettorale, nessun dei due schieramenti ha tuttavia spiegato la ricetta con cui applicare le drastiche riforme economiche di cui il paese ha bisogno. Pur avendo un discreto tasso di crescita, per via del suo alto deficit pubblico (6,1% del Pil nel 2005) l’ Ungheria si colloca all’ultimo posto tra i dieci paesi che hanno recentemente aderito all’ Unione europea. Il che potrebbe impedirle di entrare nell’ euro nel 2010.

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