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Matrix non andrà in onda. La delusione di Mentana

Matrix non andrà in onda. La delusione di Mentana

Matrix non andrà in onda. La delusione di Mentana

“Sono amareggiato per il fatto che questo programma, un programma fantasma, non andrà in onda”. Enrico Mentana non ci sta e seppur con modi garbati, esprime la sua sorpresa e il suo stupore per la piega che ha preso la vicenda della mancata messa in onda della puntata di Matrix con Piero Fassino, Francesco Rutelli, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini.

Il direttore editoriale di Mediaset non attribuisce colpe ma, davanti ad un nutrito drappello di giornalisti convocati per un’improvvisata conferenza stampa, la mette giù così: “E’ come se fosse saltata una cena perché due degli invitati non volevano vedere altri due invitati per colpa di un quinto che non c’era”. L’ex direttore del Tg5 assicura che ci sarà una breve puntata di ricostruzione “ma nessuna sostituzione”. Lo stesso Mentana non nasconde che per quanto di sua informazione “non c’era alcuna trasmissione di ‘Terra’ in palinsesto”.

Mentana non ha problemi a mettere sotto accusa, per spiegare “la protesta” che ha alla fine condotto Fassino e Rutelli a disertare Matrix, “la rancorosità”, “il clima troppo surriscaldato” e il “convincimento da parte di tutti che la televisione possa essere la pietra angolare di questa campagna elettorale”. I due faranno una dichiarazione congiunta per spiegare la loro decisione. Il giornalista Mediaset racconta anche di aver tentato uno sforzo di convincimento presso il segretario dei Ds e il presidente della Margherita affinché tornassero sulla loro idea di non partecipare ma di aver avuto un rifiuto e di aver replicato che si trattava “di uno sgarbo immotivato verso una trasmissione che li aveva ospitati tre giorni prima”.

Nel frattempo Fini e Casini “hanno aspettato 45 minuti per poi comunicarmi che non avevno più intenzione di aspettare perché ‘abbiamo altre cose da fare'”. Per Mentana “si conferma ancora una volta di più una cosa terribile e cioè che questa campagna elettorale è scandita dal pro o contro Silvio Berlusconi e che questa trasmissione non si fa per protesta nei confronti del premier. Per me – aggiunge – è insensato nei confronti dei cittadini-telespettatori-elettori”. Mentana spiega anche che di fronte ad un sì alla trasmissione da parte di Fini e Casini, “per evidenti ragioni di par condicio, mi sarei limitato ad una breve esposizione dei fatti e, per rispetto a chi è intervenuto, avrei dato loro la possibilità di un breve commento”.

Da buon milanese e, citando Fedele Confalonieri, capo di Mediaset, Mentana si rivolge ai colleghi in modo perentorio chiarendo che “non voglio fare quello che a Milano si chiama il ‘piangina’ (il lamentoso, ndr) perché sarei stato più contento di fare la trasmissione nel rispetto di voi e del pubblico a casa”. A chi gli domanda e tuttavia l’ipotesi di mandare in onda uno speciale di ‘Terra’ lo abbia in qualche modo danneggiato, dato che Matrix non andrà in onda, Mentana risponde di non voler fare “né l’eroe né la vittima. Certo mi scoccia ma forse la protesta di Rutelli e Fassino è stata prematura e magari invece di chiamare me per comunicarmi che non sarebbero venuti, Rutelli avrebbe potuto chiamare direttamente Fini e Casini e mettersi d’accordo”.

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