Lavoro

Cisl, Bonanni eletto segretario

Cisl, Bonanni eletto segretario
Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni è stato eletto nuovo segretario generale della Cisl dal consiglio generale dell’organizzazione, con 200 voti favorevoli su 243 votanti. Succede a Savino Pezzotta.

Una politica di concertazione per affrontare le emergenze sociali ed economiche, una condivisa politica dei redditi per rafforzare l’equità fiscale e iniziative mirate al sostegno della famiglia e degli anziani. Sono queste le richieste individuate dal neo segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni nel suo intervento al consiglio generale dell’organizzazione. «Al nuovo governo chiediamo di assumere da subito una politica di concertazione con le forze sociali, forte negli obiettivi da condividere e nelle responsabilità da assumere ciascuno nella propria autonomia, per mobilitare tutte le energie sulla complessa e difficile situazione economica e sociale del paese».

«La Cgil è partita con il piede sbagliato, dalla cancellazione della legge Biagi per non parlare della chiusura sulla riforma contrattuale e sulla rappresentanza. Un errore incredibile». Lo ha detto il neo segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni per il quale il leader della Cgil «mentre si propone cone il custode di Prodi rischia di essere la pietra al collo che lo fa affogare». Per Bonanni la richiesta di cancellare la legge Biagi avanzata dalla Cgil «marca una rottura preventiva con Cisl e Uil».

«Lascio il mio incarico con animo sereno, anche se con qualche punta di amarezza»: così il segretario generale uscente della Cisl, Savino Pezzotta, si è congedato dalla sua organizzazione intervenendo davanti al consiglio generale. «Come ho più volte detto – ha spiegato Pezzotta – avrei preferito che la mia esperienza si concludesse all’ assemblea organizzativa della Cisl, che dovrebbe, secondo le nostre consuetudini, tenersi tra circa un anno. Ma ci sono stati fatti interni che mi hanno consigliato per il bene della Cisl di anticipare questa decisione». Pezzotta ha quindi aggiunto che la decisione di accelerare i tempi è stata presa «con l’ obiettivo di evitare una rottura», «dopo certe espressioni e giudizi che mi avevano profondamente ferito. Nella discussione che abbiamo avuto al nostro interno, infatti, avevo intravisto il rischio che l’ organizzazione si bloccasse o, peggio, si rompesse».

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