Giustizia

Governo Berlusconi III: undicesimo mese

Governo Berlusconi III: undicesimo mese

Roberto Calderoli e Francesco Storace

Non c’è alcun modo di costruire un futuro se non conoscendosi a vicenda. Solo così si può capire come il fondamento di tutti noi è un fondamento di bontà, di moderazione, di aspirazione all’amicizia e alla comprensione tra i popoli”. Per lanciare questo messaggio di distensione verso l’islam Silvio Berlusconi ha scelto la tv al Jazeera, la più diffusa nel mondo arabo. Dopo il caso Calderoli, il premier ha insistito a lungo sulla necessità di un dialogo tra i cristiani e l’islam. “La satira non deve essere irrispettosa”, ha spiegato. I quattro eurodeputati della Lega Nord sono stati cacciati dal Gruppo Indipendenza e Democrazia. La misura, sebbene non ci siano conferme ufficiali, sarebbe dovuta allo scandalo provocato da Roberto Calderoli: l’ex ministro che ha esibito in tv una sua maglietta con le caricature di Maometto, scatenando gravi incidenti nei paesi islamici. Ad essere formalmente sospesi sono Umberto Bossi, Mario Borghezio, Francesco Speroni e Matteo Salvini. Da oggi fanno parte del gruppo dei non iscritti, anche se la vera espulsione è rimandata a dopo il voto del 9 aprile.

“Certo se questo governo, invece di spingere per la nomina di Buttiglione a commissario, avesse difeso la poltrona di Mario Monti dalla concorrenza europea contro i veti interessati di Francia e Germania, probabilmente oggi non saremmo ridotti così”. E’ durissimo Romano Prodi nell’esaminare gli effetti del grande Risiko che i nazionalismi economici stanno giocando sul tavolo europeo e il cui ultimo episodio è lo stop del governo francese alla scalata di Suez da parte di Enel. “La situazione è drammatica – dice – siamo ancora una volta il ventre molle dell’Europa. Questo governo ci ha regalato un sistema economico nazionale a sovranità limitata”.

“Ho molti amici omosessuali. Sono fiero dell’amicizia di alcuni di loro, ma cio’ non toglie che la mia concezione della famiglia e’ diversa, e’ quella concepita dalla Costituzione”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini replicando alla “provocazione” del giornalista Diaco, che su Canale Italia gli aveva rivelato che su alcuni siti internet il presidente della Camera è considerato una icona gay. “Non mi imbarazza essere una icona gay, lo apprendo solo ora”, ha sorriso. “Il punto della politica non e’ piacere a tutti”.

Con la Legge 1 marzo 2006, n. 67 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni) si assumono anche per le persone con disabilità strumenti di procedura giudiziaria già adottati per altri aspetti discriminatori. La norma trae origine e ispirazione da direttive dell’Unione Europea sulla parità di trattamento fra le persone. L’articolo 2 della Legge 67/2006 illustra quali siano i comportamenti da considerare discriminatori distinguendo fra discriminazione diretta e indiretta. La discriminazione è diretta quando, per motivi connessi alla disabilità, una persona è trattata meno favorevolmente di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata una non disabile in una situazione analoga. La discriminazione è indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone. Rappresentano poi discriminazione tutti quei comportamenti indesiderati che creano nei confronti dei disabili un clima di intimidazione ostile e degradante, il cosiddetto mobbing, oltre che a ledere la loro dignità e libertà.

Il Corriere della Sera auspica la vittoria del centrosinistra”. Fa rumore la decisione di Paolo Mieli, direttore del quotidiano di Via Solferino, di annunciare in un editoriale la scelta elettorale del quotidiano milanese. Una decisione, spiegata stamattina in un editoriale, che Mieli giustifica con “l’esito deludente del governo Berlusconi” e con la convinzione che un governo guidato da Romano Prodi “abbia i titoli per governare bene”. Poi arriva un plauso a Rutelli, Fassino, i radicalsocialisti e a Bertinotti. Ma Mieli va oltre, auspicando un rafforzamento elettorale di Udc e An. Neanche una parola su Forza Italia e Berlusconi. Il primo è Diliberto, che sfrutta meno dei due minuti a sua disposizione per dire: “Mi sono accorto che i miei genitori mi hanno fatto un grande regalo. Che le cose sono importanti ce ne accorgiamo solo quando sono in pericolo. Il regalo che mi hanno fatto è stato quello di nascere, crescere e diventare adulto in una società fondata sui diritti e sulle libertà, sulla Costituzione repubblicana. La mia generazione ha il dovere di battersi per fare ai propri figli lo stesso regalo: una società di libertà e diritti, che valgono per tutti, altrimenti si chiamano privilegi. Il 9 aprile – chiude Diliberto – per favore, mandiamoli a casa“. Scontro tra Silvio Berlusconi e Lucia Annunziata durante la registrazione della trasmissione di Rai3 “Mezz’ora”. Il premier interrompe la registrazione dicendo alla giornalista: “Lei ha dei pregiudizi nei miei confronti, per questo vado via. Dovrebbe provare un po’ di vergogna… E poi dicono che la Rai è controllata da me!” L’intera registrazione della trasmissione è andata in onda su Rai3 alle 14.30. Tanti i commenti da parte degli esponenti dell’Unione alla decisione di Silvio Berlusconi di lasciare gli studi dove era in corso la registrazione della trasmissione «In mezz’ora». «L’importante è che non se ne vada martedì sera» ha detto il portavoce di Romano Prodi, Silvio Sircana riferendosi al controverso duello tv tra il Cavaliere e il Professore. «Mi auguro sentitamente che martedì Berlusconi non fugga anche dal confronto televisivo con Prodi – ha aggiunto il capogruppo Ds al Senato, Gavino Angius-, al di là della maleducazione dimostrata nei confronti di Lucia Annunziata e dei telespettatori italiani, ci chiediamo che cosa stia succedendo a Silvio Berlusconi». Un giorno si paragona a Napoleone e il giorno dopo a Gesù Cristo: l’irrefrenabile Silvio Berlusconi è in piena campagna elettorale. Nonostante il record di figuracce, i disastrosi risultati economici e una politica estera impopolare, l’uomo più ricco e più rifatto d’Italia potrebbe farcela. I sondaggi danno Romano Prodi in vantaggio di quattro punti, ma gli analisti, che conoscono la capacità di Berlusconi di manipolare i mezzi d’informazione, non si sbilanciano. Dopo aver avuto l’onore di parlare di fronte al congresso degli Stati Uniti, due settimane fa, il Cavaliere ha anche incassato il sostegno del presidente George W. Bush. Molti italiani alzano gli occhi al cielo e prendono in giro il loro premier, ma sotto sotto ne ammirano il successo. «Ha tagliato la corda!»: è il primo commento di Enzo Biagi di fronte al comportamento di Berlusconi, che ha interrotto l’intervista con la giornalista Lucia Annunziata, ex presidente della Rai. E poi Biagi aggiunge: «Mai vista una cosa simile. E dire che faccio il giornalista da quando avevo 17 anni…». Il presidente di An Gianfranco Fini ed il leader dell’Udc Pierferdinando Casini ribadiscono le loro critiche al modo con il quale Silvio Berlusconi ha condotto il faccia a faccia televisivo con Romano Prodi di martedì sera. Fini ha invitato nuovamente il premier a dare una immagine meno autocelebrativa del governo, condizione per poter vincere le elezioni. Il presidente della Camera ha invece ribadito “parola per parola” quanto detto ieri (“un dibattito del passato sul passato”) dicendo che l’irritazione mostrata da parte del premier a queste sue parole dimostrano “una concezione monarchica della coalizione”.  “Spero che il consiglio che ho rivolto a Berlusconi, che non è una critica, di dare una immagine meno autocelebrativa venga accolto. Se lo facciamo, vinciamo”, ha detto Fini nel corso del filo diretto con i navigatori del sito corriere.it.

Il Parlamento torna sulla materia della semplificazione amministrativa nei procedimenti relativi alle minorazioni civili con la Legge 80/2006, in modo più determinato della precedente e inapplicata Legge 326/2003. Un articolo specifico prevede che alle Regioni sia data facoltà di adottare disposizioni per semplificare le procedure di accertamento delle minorazioni civili e dell’handicap. Con questa indicazione il Legislatore ha voluto promuovere un superamento di alcuni ostacoli burocratici, primo fra tutti quello delle ripetizioni delle valutazioni medico-legali. La nuova norma suggerisce l’unificazione delle diverse visite di accertamento in modo da evitare un sovraccarico per la pubblica amministrazione ed un disagio per il cittadino. La disposizione sarebbe stata più completa se avesse incluso anche le valutazioni connesse all’accertamento relativo alla Legge 68/1999, cioè quelle necessarie ai fini del collocamento mirato.

Oggi dalle colonne del Corriere della Sera la notizia di 16 arresti effettuati su ordine della Procura di Milano. L’accusa è di aver compiuto spionaggio politico per condizionare le elezioni acquisendo elementi contro gli avversari di Storace, in particolare Marrazzo e Alessandra Mussolini. I reati ipotizzati in 300 pagine di ordinanza sono: associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso, rivelazione aggravata di segreti d’ufficio, violazione di sistemi informatici e “illecite interferenze nella vita privata” anche attraverso intercettazioni ambientali abusive. In manette sono finiti 11 investigatori privati, 2 marescialli della Guardia di Finanza, un ispettore di polizia e due dipendenti della Tim. Il ministro della Salute, Francesco Storace, ha annunciato a Gianfranco Fini la sua intenzione di dimettersi per evitare strumentalizzazioni della sinistra sulla vicenda intercettazioniSilvio Berlusconi: «Un gesto di grande moralità, ma anche di assoluta generosità del ministro della Salute che ha il solo intento di evitare ulteriori strumentalizzazioni a danno del governo. Esprimo a Storace tutta la mia solidarietà e la mia sincera stima». Si dice «sconcertata» Giovanna Melandri di fronte alle notizie che includono anche il suo nome fra quelli dei politici spiati alle ultime elezioni regionali del Lazio. «Sconcertata come cittadina, prima ancora che come esponente politico». I detective privati che preparavano dossier per screditare i rivali di Francesco Storace, avevano preso di mira anche lei. Almeno per tutta l’Estate 2005, periodo nel quale l’ex ministro della Cultura era considerata la principale aspirante alla candidatura dell’Unione. Dopo aver definito «schizzi di fango» le accuse piovutegli addosso in seguito allo scandalo «Laziogate», l’ ex ministro della Salute Francesco Storace passa al contrattacco. Come annunciato nei giorni scorsi, l’esponente di Alleanza Nazionale ha presentato la prima di una serie di querele per diffamazione. Il quotidiano «La Stampa» è il primo ad essere al centro delle azioni penali dell’ ex ministro. La querela è stata presentata oggi alla procura di Roma, ma sarà trasmessa per competenza territoriale alla magistratura di Torino, città dove si stampa il giornale. Nei prossimi giorni Storace tornerà nuovamente alla procura di Roma per depositare un’ analoga querela, questa volta nei confronti della «Repubblica».  La leader di Alternativa sociale, Alessandra Mussolini, è stata ascoltata, come persona informata sui fatti, dai pubblici ministeri romani e milanesi che conducono l’inchiesta sul presunto spionaggio politico avvenuto nella capitale a ridosso delle elezioni regionali dello scorso anno. Al termine dell’audizione, durata circa due ore, la leader di Alternativa Sociale è uscita sorridente, accompagnata fino alla sua auto dal comandante del nucleo operativo dei carabinieri colonnello Giovanni Arcangioli. Le indagini su Piero Marrazzo e Alessandra Mussolini? «Una mia iniziativa». Risponde così Pierpaolo Pasqua, l’investigatore privato arrestato per lo scandalo «Laziogate», quando il 10 marzo scorso i magistrati di Milano e Roma lo interrogano nel carcere di Regina Coeli. Alla fine saranno cinque pagine di verbale dal sapore surreale, dove lo 007 «de noantri» tenta di accreditarsi come unico responsabile di una vicenda che invece punta dritto agli ex vertici della Regione Lazio e ha già causato le dimissioni del ministro Francesco Storace.

 

Prodi: “Contento per il rispetto. Battaglia ad armi pari” “Io ho avuto molto rispetto per lui e alla fine, dopo la mia battuta, lui ha avuto rispetto per me”. Il leader dell’Unione, Romano Prodi, al termine del confronto tv con Silvio Berlusconi, sottolinea che durante i faccia a faccia “ci vuole molto rispetto”. “Come è andata lo dovete dire voi. Io sono molto contento perché è stata una battaglia ad armi pari”, ha aggiunto il leader dell’ Unione uscendo dagli studi di via Teulada. Berlusconi: Io vincitore, perchè Prodi ha ribaltato la realtà.”Sono il vincitore, sui dati e sui numeri” perche’ ”Prodi ha ribaltato la realta”’. E’ il primo commento a caldo del premier Silvio Berlusconi sul duello in tv con Romano Prodi, appena concluso. Rientrando in via del Plebiscito, il presidente del Consiglio ha detto: ”Prodi e’ staccato dalla realta’ ed e’ staccato dalla sua coalizione”. Dai leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, e della Margherita, Francesco Rutelli, stasera e’ arrivato un segnale di discontinuita’ nell’infuocata campagna elettorale. Al termine di un faccia a faccia tv serrato, ma dominato da toni pacati il presidente della Camera uscente e il numero uno di DL si sono detti pronti a trovare punti di accordo sulle grandi questioni nazionali dopo il voto del 9 e 10 aprile. “Sono pronto a tendervi la mano sulla sicurezza, sulla politica internazionale, sulla pace, sulle riforme della Costituzione e della legge elettorale”, ha detto Rutelli. “Questo Paese – gli ha fatto eco Casini – ha bisogno di unita’ su alcune cose. Finita la campagna elettorale il senso di responsabilita’ prevarrà”. Nuova fiammata dell’infuocata campagna elettorale. A gettare benzina sul fuoco le parole pronunciate stamattina da Luciano Violante che hanno scatenato l’ira di Forza Italia. Il capogruppo diessino a Montecitorio, commentando la rabbia del premier contro un manifestante ieri sera a Genova, ha detto: «Mangano era lo stalliere mafioso del Presidente del Consiglio…c’è un giro di mafia vicino a lui…e il ragazzo ha quindi toccato i nervi scoperti di Berlusconi». Successivamente Violante ha precisato di aver voluto dire che «c’era un giro di mafia vicino al premier e non c’e»: «Il giro c’era – ha affermato – e non so se c’è ancora».

“Una porcata”. Non usa eufemismi Roberto Calderoli per descrivere la legge elettorale fatta dalle sue mani per cancellare il maggioritario e riportare l’Italia in balia del proporzionale. Anzi, dalle telecamere di Matrix, l’ex ministro per le Riforme confessa di aver creato di suo pugno una norma sbagliata. E facendo un bilancio con Mentana sulle cose fatte, inizia soddisfatto: “Sono orgoglioso delle leggi sui reati d’opinione e sulla legittima difesa”. Ma poi, cambia espressione: “Un po’ meno orgoglioso sono della legge elettorale che si dovrà riscrivere”. Anzi, a dirla tutta, aggiunge il lumbard, “l’ho scritta io, ma è una porcata fatta volutamente per mettere in difficoltà la destra e la sinistra che devono fare i conti con il popolo che vota”. Altro show. Dopo un mese dall’esibizione della t-shirt con le vignette islamiche su Rai uno, che gli ha comportato le dimissioni da ministro delle Riforme, arriva un’altra cannonata di Calderoli. E nella Casa delle libertà cade il gelo. Interrotto solo dalla difficoltà di Marco Follini, che prende le distanza da quello scomodo alleato con il quale ha duellato troppe volte: “Provo imbarazzo per Celderoli, per la sua dichiarazione, per il fatto che è stato ministro”.

“Scandaloso” ed “inaccettabile”: così il primo ministro olandese Jan Peter Balkenende ha definito oggi il fatto che il ministro italiano Carlo Giovanardi abbia paragonato la legge dei Paesi Bassi sull’eutanasia alla legislazione nazista ed alle idee di Adolf Hitler. Secondo una fonte olandese, Balkenende intende anche affrontare l’argomento con il collega Silvio Berlusconi in occasione del vertice europeo della prossima settimana a Bruxelles. Il ministro degli esteri dei Paesi Bassi Ben Bot ha, intanto, convocato l’ambasciatore italiano all’Aja, “per chiedere spiegazioni”.  “È scandaloso e inaccettabile. È fuori luogo. Non è un modo di stare in Europa”, ha detto il premier al termine di una riunione del consiglio dei ministri.

Fine della diplomazia? Da giorni il postino della Farnesina consegna cattive notizie al ministro Gianfranco Fini. Arrivano, praticamente da ogni dove, gli allarmi disperati delle nostre feluche che fissano, più o meno tutte, una data oltre la quale non sarà più possibile garantire il normale funzionamento dell’ufficio: giugno. La minaccia ricorrente è quella di chiudere i consolati. Lo ha fatto, ad esempio, Antonio Puri Purini, ambasciatore a Berlino, già consigliere diplomatico di Ciampi. In quella data, in Germania, ci saranno i mondiali di calcio, con conseguente presenza massiccia di italiani e l’ovvia necessità di garantire loro assistenza.

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