Centrodestra

Diliberto – Berlusconi: 1-0

Diliberto - Berlusconi: 1-0

Silvio Berlusconi, Enrico Mentana e Oliviero Diliberto

Il primo è Diliberto, che sfrutta meno dei due minuti a sua disposizione per dire: “Mi sono accorto che i miei genitori mi hanno fatto un grande regalo. Che le cose sono importanti ce ne accorgiamo solo quando sono in pericolo. Il regalo che mi hanno fatto è stato quello di nascere, crescere e diventare adulto in una società fondata sui diritti e sulle libertà, sulla Costituzione repubblicana. La mia generazione ha il dovere di battersi per fare ai propri figli lo stesso regalo: una società di libertà e diritti, che valgono per tutti, altrimenti si chiamano privilegi. Il 9 aprile – chiude Diliberto – per favore, mandiamoli a casa“.

Più lungo l’appello di Berlusconi che parte dall’ultima frase del suo avversario: “Questa di mandarci a casa è l’unica cosa che tiene insieme il caos della sinistra. Ma il 9 aprile non si decide tra Berlusconi e Prodi, o D’Alema se sarà lui a sostituirlo. Si decide tra due diverse concezioni della società, della vita dei cittadini. Da un lato la sinistra che vuole uno Stato forte che decide per tutti, e che per farlo deve organizzarsi in un mare di organismi, che costano, e quindi fa pagare un mare di tasse. Dall’altro lato c’è la nostra idea di società: uno Stato che non deve intromettersi nella vita dei cittadini, che si basi sul principio di sussidiarietà. Il 9 aprile dobbiamo far sì che la porta della speranza possa rimanere aperta per tutti”.

“Ma quale modernizzazione? Ma se ci sono le pulci nei treni..”. Oliviero Diliberto interrompe così Silvio Berlusconi che a ‘Matrix’ affermava che il suo governo ha modernizzato l’Italia. Il Premier risponde: “I treni li abbiamo ereditati da voi” e poi, con una battuta, “per non dire che le pulci erano le vostre”. Controreplica del leader di Pdci: “Ecco, come al solito la colpa è sempre degli altri“.

Ci sono state toghe rosse in Italia? La risposta è sì, ma rosse perché macchiate dal loro sangue versato per il Paese. E sono quelle dei Borsellino, dei Falcone, dei Chinnici”. Oliviero Diliberto replica così, in un acceso scambio sulla magistratura, al presidente del Consiglio che è tornato a parlare di magistrati “organici a sinistra”. Un’affermazione che però il premier non ha lasciato cadere precisando subito che “guarda caso quelle toghe citate da Diliberto non erano rosse perché non erano di sinistra ma dell’altra parte politica”.

La lunga parentesi dedicata alla magistratura è stata aperta dal presidente del Consiglio ricordando come nei cinque anni dei governi di centrosinistra della passata legislatura “la vostra coalizione in cui regna il caos si trovata d’accordo solo quando qualcuno ha tentato l’eliminazione del leader di opposizione tramite la magistratura“. Definendola una “totale falsità” Diliberto ha comunque osservato che “se un’istituzione qual è il presidente del Consiglio si permette di dire certe cose di un organo, la magistratura, che è autonomo significa che c’è una totale mancanza del senso dello Stato“.

Il segretario del Pdci prova a portare il confronto su un terreno più concreto, e racconta: “Mi sono arrivate in questi giorni decine di email, e anche decine di buste paga. Ne ho scelta una: è un lavoratore mio coetaneo, di 50 anni, padre di famiglia, che guadagna 400,77 euro al mese. A 50 anni – ribadisce Di liberto – 400 euro al mese di fronte a queste cose io mi indigno”.

Replica Berlusconi: “E’ vero ci sono stipendi bassi, ma quanto guadagnavano i co.co.co. inventati dalla sinistra? Anche loro prendevano poco e non avevano neanche le ferie e la maternità. Ora i co.co.pro. ce l’hanno, e per il 47% dopo 18 mesi il contratto a termine diventa a tempo indeterminato. E poi rispetto a quando hanno governato loro un 1 milione e 560 mila italiani in più hanno un lavoro”. Dato contestato da Diliberto, “Berlusconi dà letteralmente i numeri. Secondo l’Istat i nuovi posti di lavoro sono 831 mila, e di questi 600 mila sono immigrati che già vivevano in Italia e che sono stati regolarizzati”. Anche il pubblico in studio, diviso tra sostenitori di Berlusconi e sostenitori di Diliberto, non resta neutrale: “Berlusconi sostiene di provenire da una famiglia povera” provocando mormorii di disapprovazione nello studio, cui risponde: “Negate anche la storia?”. Si inserisce Diliberto: “Scusi presidente ma suo padre non era direttore di banca?“. E guardando il drappello di sostenitori di Diliberto, Berlusconi osserva: “Praticamente gli elettori di Diliberto sono tutti qui”.

Alla fine della trasmissione, gli umori dei partecipanti sembrano diversi, soddisfatto Diliberto: “Mi hanno descritto come un mostro, evidentemente non è così“. Mentre Berlusconi, prima di entrare in macchina si rivolge ai giornalisti per dire: “Ora avrò altre due riunioni, si lavora troppo. Non si ha mai tempo di prepararsi abbastanza“.

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