Economia

Governo Berlusconi III: nono mese


Governo Berlusconi III: nono mese

Giulio Tremonti

La legge 262/2005, approvata durante il Governo Berlusconi III, modificò lievemente il primo tipo di falso in bilancio (riguardava il comune falso in bilancio e lo sanzionava con l’arresto fino ad 1 anno e 6 mesi.) aumentando la pena a 2 anni di arresto e prevedendo per esso delle lievi sanzioni amministrative e l’interdizione dagli uffici da 6 mesi a 3 anni. La legge sulla tutela del risparmio(262/2005) ha esteso l’obbligo di redazione di un prospetto anche alle offerte di titoli obbligazionari da parte di istituti bancari o di prodotti assicurativi/finanziari da parte di imprese di assicurazione. L’articolo 100 TUF disciplina i casi di esenzione dall’obbligo di presentazione del prospetto.

Con un voto “istantaneo ed unanime” il consiglio dei Ministri nomina Mario Draghi governatore della Banca d’Italia, il consiglio superiore dell’Istituto approva e il presidente della Repubblica controfirma la nomina. “Tutto fatto in tempi oggettivamente ristretti”, commenta soddisfatto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Resta da vedere quando l’ex direttore generale del Tesoro si insiederà a Palazzo Koch, “dipende da lui” dice Tremonti, ma sembra che tutto avverrà fra fine gennaio e i primi di febbraio. Comunque, in base alla nuova legge sul risparmio, Draghi sarà il primo governatore “non a vita”. Resterà in carica 6 anni. Poi, il suo mandato sarà rinnovabile, ma una volta sola.

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2005 la legge finanziaria 2006 (legge n. 266 del 23 dicembre 2005). Il testo della Finanziaria 2006 è composto da un solo articolo con ben 612 commi. La Legge 266/2005 ammette in via sperimentale (è tuttora in vigore essendo stata confermata nelle Finanziarie successive) la possibilità per i contribuenti di versare il 5 per mille dell’IRPEF ad associazioni riconosciute, ad ONLUS e ad associazioni di promozione sociale. La norma prevede che siano ammesse a questa opportunità solo le organizzazioni che ne abbiano i requisiti e che si iscrivano in un apposito registro presso il Ministero dell’Economia. Le modalità di iscrizione saranno fissate con un successivo decreto.

Berlusconi l’ ha sempre definita una «priorità». A ogni riunione con i parlamentari di Forza Italia il premier non mancava mai di ricordare che la legge Pecorella andava votata. Il Senato lo ha accontentato con un paio d’ ore di dibattito, mediaticamente offuscato dal contemporaneo scontro alla Camera sull’ amnistia. Tempi d’ intervento strettissimi per l’ opposizione, qualche momento di assenze in aula, la Cdl ha marciato compatta verso il sì finale. Se Ciampi firmerà la legge del forzista Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera e avvocato del Cavaliere, cambieranno due regole storiche del processo: il pm non potrà più presentare appello se il tribunale gli ha dato torto; la Cassazione sarà chiamata a entrare nel merito qualora gli avvocati denuncino che «una prova decisiva non è stata assunta» e dovrà verificare se le motivazioni della sentenza sono «contraddittorie o manifestamente illogiche». Il sempre prudentissimo Ciampi interviene sulla legge Pecorella che taglia l’ appello al pm che ha perso il processo e amplia all’ esame dei fatti il ricorso in Cassazione. Il capo dello Stato, alla fine del tour siciliano, risponde così a chi gli chiede se firmerà il testo appena approvato al Senato: «Devo leggere questa legge che non è ancora arrivata al Quirinale, sarà il compito della prossima settimana». Una battuta ben comprensibile alla luce dell’ ampio dossier costruito sul Colle su una legge che, ancora una volta, ha messo a rumore il mondo delle toghe e dei giuristi italiani. Il primo presidente della Corte di Cassazione Marvulli l’ ha definita devastante e ha ricevuto il conforto dei colleghi delle Supreme corti europee. Il vicepresidente del Csm Rognoni ha ricordato i «dubbi di costituzionalità» messi in evidenza in un parere del Consiglio che non è arrivato in tempo al voto definitivo del plenum. In queste ore, i magistrati si stanno scambiando messaggi allarmati attraverso le mailing list e discutono la possibilità di inviare un appello a Ciampi perché blocchi la legge. Il procuratore di Bologna Di Nicola dichiara: «La legge contrasta in molti punti con la Costituzione.

Nel diluvio di presenze televisive del Presidente del Consiglio, merita di non essere trascurato quanto è avvenuto stamattina sulla radio del servizio pubblico. Subito dopo la presenza in tv ad “Uno Mattina”, l’onorevole Berlusconi è stato protagonista di un lungo intervento su Isoradio, il canale radiofonico Rai che si occupa di informazioni sulla viabilità e che si usa definire ‘di pubblica utilità’”. E’ quanto afferma il segretario del sindacato dei giornalisti Usigrai Roberto Natale osservando che il premier è stato “ventiquattro minuti in onda, intervistato nell’orario di massimo traffico e dunque di massimo ascolto da Riccardo Berti, ex-conduttore di ‘Batti e ribatti’”.  Vi siete persi ieri Ballarò. Dovete sapere che ieri ha telefonato Berlusconi facendoci una ben magra figura. Con tutto gusto di Follini che era li presente in diretta e che dovrebbe essere suo alleato. “Ho sentito ieri sera Berlusconi a Ballarò, so che stamattina ha già parlato. Spero che almeno abbia dormito”. Pier Ferdinando Casini, ospite de La 7 a Omnibus, non nasconde differenze e contrasti con berlusconi:”Non ha consultato gli alleati. Ma non posso biasimarlo, il proporzionale funziona così”. Ma nella vicenda Unipol- Bnl, puntualizza Casini, ci sono stati “tifosi” anche tra quanti sostenevano il Banco di Bilbao. “Non mi è piaciuto . Ci sono stati sponsor dall’una e dall’altra parte”.  Quando il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi ha fatto riferimento alla necessità di garantire la par condicio in televisione, non si riferiva a Silvio Berlusconi. E, allo stesso modo, quando il presidente della Repubblica ha chiesto di moderare i toni del dibattito elettorale, bocciando senza esitazioni la ‘discordia spinta all’estremo’, in alcun modo pensava al Cavaliere e alle sue recenti accuse all’opposizione. Questo il concetto espresso ieri sera dal presidente del Consiglio, ancora una volta in tv, questa volta sulla prima rete Rai, in orario di massimo ascolto (subito dopo il Tg1). “Non vedo come quel monito possa essere rivolto a me – ha affermato il premier – io sono colui che ha partecipato meno alle trasmissioni tv rispetto ai leader della sinistra”.

Ecco un invito ad abbassare i toni. Lo voglio postare sul mio blog, perchè credo che magari sarebbe meglio iniziare a parlare di programmi. “I cittadini ci chiedono di lavorare in modo responsabile per il bene dell’Italia e non campagne di denigrazione reciproca”, dice Casini. Il presidente della Camera lo ha detto a una cerimonia per i 20 anni della morte del sindaco di Gaggio Montano, Arnaldo Brasa. Casini ha ribadito che la “fine delle ideologie non vuol dire la fine delle idee e dei valori: non bisogna mai rassegnarsi a una politica che non abbia un’anima, che sia solo uno scambio di veleni e accuse”.

Non bastandogli le trasmissioni tv, il padrone di Mediaset e presidente del Consiglio pro-tempore, Silvio Berlusconi, si è pagato il palazzetto dello sport di Firenze pieno della sua claque per poter parlare sicuro che nessuno lo possa contraddire. L’esibizione è quella di sempre, con una piccola variante al copione: si inizia con l’inno nazionale anziché con quello di Forza Italia, in tempi difficili meglio chiamare a raccolta i patrioti e i fedelissimi. Come un inedito Maurizio Agliana, il mercenario italiano sequestrato in Iraq, e adesso a capo del servizio d’ordine forzista alla kermesse berlusconiana. D’altronde il Berlusca non ama le Procure. Parole sue, dette in un’intervista ad un’emittente regionale toscana. «Io che non ho nessuna simpatia per la Procura ho dovuto farmi violenza ed andare dai magistrati» per deporre sul caso Unipol, ha spiegato, aggiungendo anche che i magistrato non gli hanno neppure fatto un sorriso. Dunque, che volete che ne sappia di inchieste e indagini sulla gente che gli gira attorno.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.