Musica

“Io, Loredana Bertè”

Loredana Bertè

Loredana Bertè

“Ok ci vediamo a casa tua. Che me metto? Va bene ‘na camicia da notte?”. Milano, domenica pomeriggio. Fa un freddo cane. Lei, Loredana Bertè è in ottima forma. Cioè è furibonda. Perché quelli della sua casa di distribuzione non hanno ancora stampato il cofanetto speciale del suo ultimo cd, BabyBertè uscito il 9 settembre scorso. Me lo fa vedere: quattro piani di pop up che palesano palcoscenici d’argento, letti a baldacchino, buste, biglietti di concerti, gatti neri, fisarmoniche, sogni e bonazzi d’oltreoceano. Con intorno le immagini del suo mondo: Renato Zero, Mia Martini, Fabrizio de Andrè, Dori Ghezzi, Asia Argento, Rosita Celentano, i suoi vicini di casa. “Lo vedi? Non è meraviglioso. L’ho ideato, disegnato e pagato io. L’ho fatto fare in Cina. Oltre al cd c’è anche un dvd con i video di tre mie canzoni fatti da Asia Argento. Ci sono centomila copie già pronte. Dovevano essere distribuito per Natale ma quelli della Edel, la mia casa di distribuzione, non sono stati in grado di farlo. Quindi, in questo momento ‘te dico che sono nera e sto vedendo con i miei avvocati che fare. De più: me sono rotta de fare dischi perchè ogni volta me ne succede una. Me sembra de fa ‘na fatica titanica e me viene voglia de ritirarmi per sempre. Pazienza per i fans”.

I fans
“Con loro ho un rapporto di amore e odio. Loro pensano che quando non faccio dischi, come in questi ultimi quattro anni, io stia a Cuba a divertirmi. Invece sono qui a lottare contro un mondo della musica maschilista che vuole le donne tutte belle e in forma, mentre i cantanti uomini possono essere grassi, vecchi e impresentabili”.

La televisione
“Quando l’accendo vado direttamente su Sky. I tre programmi che preferisco sono David Letterman, Jay Leno e il telefilm Lost. Poi mi guardo un sacco di film. Ma non quelli italiani. Li detesto. Non si capisce perché i nostri registi prendano le sovvenzioni dallo stato con la scusa che fanno cultura, mentre chi fa musica non prende un euro. Come se si trattasse di un bene di lusso. Della televisione generalista salvo solo tre programmi. Striscia la Notizia (video), Blob e Markette. Il resto pattume puro. Il problema è che mancano gli autori, è una tv piatta fatta solo di format, popolata da una serie infinita di politicanti da strapazzo e dal cardinal Ruini che ultimamente si vede ovunque. Negli ultimi anni io ho apprezzato la prime edizione del Grande Fratello, dove i concorrenti erano veri visto che non sapevano cosa sarebbe successo, e Music farm il primo reality dedicato alla musica a cui ho partecipato anch’io l’anno scorso”.

Io e Music farm
“I primi 10 giorni li ho passati chiusa in camera a contare le pere dipinte in un quadro che avevo davanti. Dato che nel reality erano previsti corsi di ginnastica, passeggiate in bicicletta e tante altre cose prima di firmare il contratto con la casa di produzione Magnolia ho detto. ‘Aoh belli, non crediate che me muova. Io non voglio fà niente. Che significa che non me dovete rompere i …’. Passati però quei primi giorni mi sono detta: ‘Ma se devo rimanere chiusa in camera tutto il giorno me ne potevo stà a Milano a sistemare casa’. Certo, non potevo neppure scendere e chiedere a Marco Armani o Fiorellino: ‘Me dici che hai fatto in questi 20 anni che no lo so?’. Non sarebbe stato educato. Allora mi sono inventata la storia del club degli artisti anonimi, un incontro quotidiano in stile Alcolisti anonimi dove ognuno di loro doveva rispondere a una semplice domanda: ‘Sono incazzato nero per colpa di….?’ E ho fatto mettere tutti in cerchio seduti sulle sedie. Quando ad un certo punta Annalisa Minetti in lacrime ha gridato ‘sono incazzata nera perché sono cieca’, ho capito che avevo dato una svolta al reality. Grazie a questo programma mi sono prodotta il nuovo disco BabyBertè”.

Loredana Bertè
“Se dovessi definirmi direi che sono un cartone animato. Di me apprezzo la cocciutaggine e la tenacia”.

Fabrizio De Andrè
“Nel 1997 gli ho chiesto se potevo chiamare il mio cd Pettirosso da Combattimento e lui mi ha detto ‘prima voglio sentire le tue canzoni’. Dopo averle ascoltate mi telefona e mi dice: ‘Sei l’unica donna che conosco che quando scrive va direttamente al punto senza girarci intorno. Pettirosso da combattimento è tuo'”.

Adriano Celentano
“E’ un grande. Quando sono andata ospite a Rockpolitik mi ha detto che ero rock perché non avevo le calze. Bene, ora non solo devo stà a dieta per non ingrassà ‘ma me devo fà anche un lettino abbronzante ogni settimana…”.

Mia Martini
“Con la morte di Mimì faccio i conti tutti i giorni: è un graffio quotidiano che non mi dà pace. E come la solitudine. Te lo porti addosso per sempre. Il suo ricordo è vivo più che mai, penso e lei che non c’è più quotidianamente e non mi perdono di non esserle stata vicino in tante occasioni. Ecco se dovessi pensare a qualcosa che non rifarei più ti risponderei alcuni viaggi: così potrei usare questo tempo per passarlo con lei. Sai perché io sono probabilmente l’unica italiana che non ha il cellulare? Perché prima che Mimì morisse me lo voleva regalare e io le dissi che se me lo avesse dato glielo avrei tirato dietro. Questa cosa non me la sono mai perdonata: forse se avessi avuto il cellulare avrei potuto parlare con lei più spesso e, magari, le cose non sarebbero andate a finire così.”

Renato Zero
“Mio fratello nell’arte e nella vita. Io, lui e Mimì eravamo un microcosmo. Ci bastavamo e non avevamo bisogno di nessun altro”.

I Ricchi e Poveri
“Durante Music Farm ho voluto fare la quarta povera e ho cantato con loro Sarà perché ti amo. Sono’nà bommba. Meglio dei fratelli Marx. Fanno morire dal ridere. E poi grandi artisti con una professionalità da fare invidia”.

Fondazione Mimì
“Vorrei creare una fondazione, e usare i ricavi dei miei dischi per aiutare ragazzi e ragazze che non possono permettersi di coltivare una passione perché non hanno soldi. L’importante e non finire come Mimì che è stata massacrata da tutti questi cd che sono usciti in questi 10 anni pieni di canzoni e cover che quando lei era in vita non ha voluto pubblicare. E questo grazie al padre che purtroppo ci ritroviamo. E’ lui che sta sfruttando il nome di Mimì in questo modo schifoso. Ricordati che io valgo di più da morta che da viva. Ed è per questo che voglio creare una fondazione”.

Futuro
“Mi piacerebbe doppiare un cartone animato di Tim Burton. Il regista che più amo al mondo. E poi vorrei duettare con Mimì virtualmente. Nella realtà l’abbiamo già fatto a Sanremo con Stiamo come Stiamo ma per me è un brutto ricordo: avevo cantato da schifo, mentre lei è stata grandissima. Mi piacerebbe fare qualcosa anche con Renato Zero. Maurizio Fabrizio aveva già scritto per noi i Migliori anni della nostra vita, ma Mimì era appena morta e non me la sono sentita: l’ho lasciata a Renato”.

E la luna bussò
“Nel 1978 mi trovavo in Jamaica per una vacanza. Ad un certo punto vedo una massa di persone che si stanno dirigendo verso lo stadio. Penso: ‘Famme vedè che succede’. Quando arrivo c’è sul palco un tizio, un certo Bob Marley che balla, canta e suona davanti a una folla in visibilio. Alla fine del concerto compro tutti i suoi dischi e quando ritorno in Italia dico a Mario Lavezzi. ‘Scriveme un pezzo così’. E nasce E la luna bussò la prima canzone reggae cantata in italiano. La stessa cosa è successa quando sono stata in Brasile. Al ritorno ho portato i dischi di Djavan, chiedendo ad Ivano Fossati di adattare in italiano le canzoni di questo mito della musica brasiliana”.

Amori
“Credo che nella vita l’amore passi una sola volta. Se ti va bene è per sempre. Se ti va male se ne va. E stai sicuro che non ritorna. Il mio è già passato. In più oggi come oggi trovo gli uomini noiosi. non mi entusiasmano, so già cosa dicono, quale sarà la loro prossima mossa e non mi sorprendono più. Sono ‘na palla’”.

Solidarietà
“Ho dedicato il mio cd BabyBertè a padre Clemente un frate della Fondazione fratelli di San Francesco di Milano (via Moscova 9, tel 02/6254591). Persone che pur di strappare una vita dalla strada farebbero di tutto. Sono quelli che si occupano dei disperati, quelli che non hanno soldi per mangiare, che vivono alla stazione centrale, che non hanno posto dove stare. extracomunitari, italiani, uomini, donne, ragazzi, persone di ogni età e razza. E questa fondazione li prende, gli da da mangiare, da dormire un posto dove stare e assistenza medica. Si occupa di loro. Sono pazzeschi. Sai chi è un’altra persona che io apprezzo moltissimo? Laura Pausini è una ragazza meravigliosa che fa tantissima beneficenza”.

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