Economia

Governo Berlusconi III: ottavo mese


Governo Berlusconi III: ottavo mese

Roberto Maroni e Stefania Prestigiacomo

La Cdl vara la legge ex Cirielli (misconosciuta dal suo stesso proponente), che riduce la prescrizione per gli in-censurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).

La Legge 2 dicembre 2005, n. 248 (art. 10) prevede infatti una misura che riguarda le procedure di riconoscimento dell’invalidità civile, della cecità civile e del sordomutismo. Vengono trasferite all’INPS le funzioni di verifica attribuite precedentemente al Ministero dell’Economia. Fino a quel momento il Ministero dell’Economia verificava tutti i verbali di invalidità civile, di handicap (Legge 104/1992) e di disabilità (Legge 68/1999) attraverso proprie Commissioni Mediche di Verifica presenti su tutto il territorio nazionale. Nella sostanza tutti i verbali delle Commissioni delle Aziende USL, prima di essere consegnati al cittadino, dovevano essere approvati dalle Commissioni Mediche di Verifica del Ministero dell’Economia. La Commissione poteva convalidare i verbali, oppure richiedere approfondimenti oppure convocare a nuova visita i cittadini. Inoltre poteva effettuare controlli periodici a campione. Con la Legge citata tutte queste competenze, assieme a tutto il personale e alle risorse economiche necessarie, sono trasferite all’INPS, l’Istituto cui già è affidata l’erogazione delle provvidenze economiche agli invalidi civili, ciechi civili e sordomuti.

Nonostante le resistenze del ministro del Welfare, Roberto Maroni, Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) e soprattutto lo slittamento della normativa al 2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è una delle capofila). Intanto, nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.

Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Così il suo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvare nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare.

Le dimissioni del governatore di Bankitalia, Antonio Fazio, non bloccheranno la procedura d’infrazione contro l’Italia avviata dalla Commissione europea. Lo ha precisato Oliver Drewes, portavoce della commissione per il Mercato interno, ricordando che l’azione dell’esecutivo comunitario, lanciata lo scorso 13 dicembre, è rivolta contro l’Italia per come Bankitalia ha gestito la scalata ad Antonveneta. “La procedura legale riguarda l’Italia come stato membro – ha detto Drewes – e non è stata lanciata personalmente contro Fazio”. Passa definitivamente alla storia l’ era del governatore-sovrano a vita e diminuisce l’ importanza della sua “corte”, il Consiglio superiore della Banca d’Italia che finora era l’ unico organismo a poter decidere la revoca. D’ ora in poi il governatore sarà a termine con un mandato di sei anni rinnovabile una sola volta per altri sei e anche il direttorio sarà a tempo. «Dopo una discussione si è deciso per sei anni più sei anni e non per cinque, per non far coincidere il mandato del governatore con le legislature e quindi con il cambio del governo», ha spiegato Berlusconi dopo il consiglio dei ministri. Uscito di scena Antonio Fazio, il governo ha approvato la riforma della Banca d’ Italia che sarà presentata nel disegno di legge sul risparmio e ha deciso di porre la fiducia. Ufficialmente non c’ è ancora nessuna indicazione sul nome del prossimo governatore, che dovrebbe essere nominato dopo l’ approvazione della legge. «E’ stato deciso tutto sia sui contenuti che sul metodo, dunque tutto bene», ha commentato il presidente del consiglio al termine della riunione di governo che si è svolta a Montecitorio invece che a Palazzo Chigi. Dovrà essere il governatore della rinascita della Banca d’ Italia. Sarà scelto dalla politica, ma non potrà essere un politico. La cerchia dei candidati al dopo-Fazio si restringe così – teoricamente – a pochi nomi. Ma con tante incognite. Una su tutte: l’ atteggiamento che assumerà nei prossimi giorni il premier Silvio Berlusconi. Che, di certo, vede e teme il rischio di “consegnare” la Banca centrale al centrosinistra. A conferma che la gestione bipartisan della transizione al post-fazismo potrebbe non essere pacifica. Per questo il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha chiesto di fare in fretta, di non temporeggiare, e di indicare una personalità di indubbio prestigio, anche internazionale, per voltare pagina. E la partita sarà giocata all’ insegna degli equilibrismi perché il nuovo governatore sarà direttamente nominato dal governo e dal Parlamento, non più dagli organismi di Via Nazionale. Ma non potrà essere affatto un governatore dimezzato. Neanche un po’ . Il Colle non lo consentirebbe. I candidati “veri” sono tre: Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, Mario Draghi.

Con 479 sì e un solo voto di astensione, la Camera ha votato la legge che previene e vieta le pratiche di mutilazione genitale femminile. Il testo passerà poi al Senato in seguito all’ approvazione di un emendamento della Commissione Bilancio che ne corregge la copertura finanziaria. Per chi praticherà l’ infibulazione è prevista la reclusione da 4 a 12 anni: la pena sarà aumentata di un terzo se la mutilazione sarà compiuta su una minore e in tutti i casi in cui viene eseguita per fini di lucro. I medici scoperti a praticare l’ infibulazione, oltre la pena, rischiano anche la cancellazione dall’ ordine per un massimo di 10 anni.

La legge 21 dicembre 2005, n. 270, ha riformato i sistemi di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, introducendo il voto di lista e il premio di maggioranza in favore della coalizione di liste collegate o della lista isolata che ottenga, sul piano nazionale per la Camera, o sul piano regionale per il Senato, il più alto numero di voti. Si tratta, dunque, in entrambi i casi, di un sistema maggioritario di coalizione, con successivo riparto proporzionale dei seggi spettanti tra le liste componenti.

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