Economia

Banca d’Italia: nuove regole per nomina governatore

Banca d'Italia: nuove regole per nomina governatore

Banca d’Italia: nuove regole per nomina governatore

Passa definitivamente alla storia l’ era del governatore-sovrano a vita e diminuisce l’ importanza della sua “corte”, il Consiglio superiore della Banca d’Italia che finora era l’ unico organismo a poter decidere la revoca. D’ ora in poi il governatore sarà a termine con un mandato di sei anni rinnovabile una sola volta per altri sei e anche il direttorio sarà a tempo. «Dopo una discussione si è deciso per sei anni più sei anni e non per cinque, per non far coincidere il mandato del governatore con le legislature e quindi con il cambio del governo», ha spiegato Berlusconi dopo il consiglio dei ministri. Uscito di scena Antonio Fazio, il governo ha approvato la riforma della Banca d’ Italia che sarà presentata nel disegno di legge sul risparmio e ha deciso di porre la fiducia. Ufficialmente non c’ è ancora nessuna indicazione sul nome del prossimo governatore, che dovrebbe essere nominato dopo l’ approvazione della legge. «E’ stato deciso tutto sia sui contenuti che sul metodo, dunque tutto bene», ha commentato il presidente del consiglio al termine della riunione di governo che si è svolta a Montecitorio invece che a Palazzo Chigi. In consiglio dei ministri «abbiamo cominciato ad individuare la figura del prossimo governatore della Banca d’ Italia». Con la fiducia il premier è certo che «prima di Natale la legge potrebbe esserci». Ma secondo la Lega si tratta di una previsione troppo ottimistica. Il ministro Roberto Calderoli ha definito «errore gravissimo» la scelta di non annunciare subito alle Camere la fiducia, limitandosi al preannuncio politico. «Qualcuno – attacca Calderoli – sta facendo le pentole senza aver fatto anche i coperchi. Se ne assumerà la responsabilità. Noi sentiamo una brutta aria di inciucio». Il ricorso al voto di fiducia per stringere i tempi esclude in ogni caso l’ accordo bipartisan sulla legge, anche se Berlusconi ha assicurato che sentirà Prodi e l’ opposizione sulla scelta del successore di Fazio. Il nuovo governatore sarà nominato con le nuove regole, se la legge dovesse essere approvata entro venerdì. Ma se il governo non farà in tempo esiste un’ altra ipotesi: la nomina potrebbe essere fatta con la vecchia legge ma «con una clausola inserita nel decreto nel quale si spiega che il mandato non è a vita». In sintesi, con la riforma di Bankitalia, aumenta il potere dell’ esecutivo nella nomina del governatore che con la nuova legge sarà designato dal capo dello Stato, su proposta del governo, sentito il Consiglio superiore di Palazzo Koch. Non cambia niente invece per la scelta degli altri componenti del direttorio. Per tutti il mandato sarà a termine di sei anni. «Il criterio di nomina del governatore di Bankitalia non cambia», ha detto il presidente del consiglio. «Resta invariato il sistema di nomina che prevede la proposta del governo su indicazione del Consiglio superiore di Bankitalia e il decreto del presidente della Repubblica». Ma Tremonti ha precisato che «è stata ribaltata la sequenza del criterio di nomina». La nuova regola è che la nomina avvenga «per decreto del capo dello Stato, su proposta del governo, sentito il Consiglio superiore della Banca d’ Italia». I vecchi criteri prevedevano invece l’ indicazione da parte del Consiglio, un decreto del capo del governo, sentito il Tesoro, per poi passare alla firma del presidente della Repubblica. Novità anche per quanto riguarda la concorrenza: l’ esame di fusioni e acquisizioni viene affidato congiuntamente a Banca d’ Italia e Antitrust. Gli atti di Via Nazionale dovranno essere collegiali e trasparenti: niente più governatore monocratico. Con la nuova riforma, ha spiegato Tremonti, il controllo sulla concorrenza «è un atto fatto congiuntamente da Bankitalia e la stessa Antitrust, ottemperando così alla richiesta della Commissione Ue». Ma sulla questione c’ è un dubbio di ammissibilità che la Camera sta esaminando: i poteri di controllo sulla concorrenza bancaria sono infatti stati già oggetto di emendamenti alla riforma del risparmio bocciati da Camera e Senato. Il disegno di legge prevede infine una moratoria di tre anni per il passaggio in mano pubblica della proprietà di Bankitalia.

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