Economia

Governo Berlusconi III: sesto mese


Governo Berlusconi III: sesto mese

Roberto Castelli e Beppe Pidsanu

Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, fornirà alla Camera i dati sulla legge ex Cirielli, detta anche “Salva-Previti” perché taglia drasticamente i tempi di prescrizione di molti reati. In calendario per domani a Montecitorio, la ex Cirielli potrebbe tuttavia slittare a fine mese per permettere alla maggioranza di approfondire meglio la questione. La notizia che Castelli è intenzionato a fornire i dati arriva nel pomeriggio, dopo l’ennesima richiesta avanzata dal presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, che con una lettera aveva chiesto al guardasigilli che il ministero facesse avere anche a Montecitorio lo studio sull’impatto dell’ex Cirielli sui processi pendenti.

«E’ come se ci fossimo tutti tolti un peso, sia io sia quelli che mi tolleravano… «. Marco Follini non aggiunge nulla di più al termine di una lunghissima giornata iniziata alle 9.30 da segretario del partito e terminata da ex. In molti lo hanno cercato dopo lo strappo in direzione, ma il segretario – a parte due telefonate con Letta e Tremonti per fornire spiegazioni di prima mano – si è negato a tutti. Del resto quel che aveva da dire lo aveva già illustrato con una chiarezza quasi brutale davanti ai dirigenti dell’ Udc, riuniti al piano interrato dell’ Hotel Minerva. Una relazione durissima, contro tutti e tutto. Follini parte dalla legge elettorale e ricorda di aver avanzato obiezioni di merito (per la mancanza delle preferenze) e di metodo, per aver voluto approvarla a maggioranza: «Ritenevo che si dovesse fare di più per coinvolgere l’ opposizione». Quella che desiderava Follini era insomma «una legge in cui la furbizia e la virtù si tenessero in equilibrio, non una situazione in cui l’ una schiacciasse l’ altra». Ma è Silvio Berlusconi il cuore del problema. E’ Follini stesso a riassumerlo più tardi per i giornalisti: «Ho chiesto un altro leader e un modo democratico per sceglierlo. Tutto questo oggi non c’ è e mi è sembrato giusto trarne le conseguenze».

E’ rivolta contro il decreto legge sul trasporto aereo varato dal consiglio dei ministri. Un documento che mette a rischio il futuro degli aeroporti lombardi, è l’ accusa di addetti ai lavori e politici. E che prevede pesanti tagli alle entrate delle società che li gestiscono: solo per Linate e Malpensa, si prevede che potrebbero arrivare almeno 60 milioni di euro di ricavi in meno. Ogni anno. Meno soldi, quindi. E meno posti di lavoro, temono i sindacati: 300 per il sistema milanese; 500 in Lombardia. Ma anche meno investimenti, dice il presidente di Sea Giuseppe Bencini, per sicurezza e infrastrutture: «Non c’ è dubbio che la prima voce dei bilanci sulla quale inciderà il decreto, saranno gli investimenti per lo sviluppo». Proprio ora che Palazzo Marino ha dato il via libera alla privatizzazione del 33 per cento di Sea. Sempre più a rischio, dichiarano in Regione.

La lunga marcia è finita. La riforma della scuola, annunciata dal premier Berlusconi e dal ministro Moratti il 5 febbraio del 2002, sembra aver chiuso l’ ultimo capitolo. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sul riordino della scuola secondaria superiore e l’ accesso alla professione d’ insegnante. «Ora la scuola italiana avrà contenuti più moderni e insegnanti più giovani e qualificati», è stato il commento del premier. Ma le critiche sono molte. Tre anni e mezzo fa Berlusconi promise 8 miliardi di euro d’ investimenti nell’ istruzione e di soldi la scuola ne ha visti molto pochi. E anche l’ ultimo atto è viziato da una scorrettezza di fondo, secondo molti. Il via libera alla riforma della secondaria superiore è partita dopo che la Moratti, lo scorso 15 settembre, accettò le condizioni poste dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni: il testo del decreto deve essere modificato e la riforma potrà essere operativa solo dopo l’ accordo con i governi regionali e non prima dell’ anno scolastico 2007-2008.

La Finanziaria c’ è, di soli 20 miliardi. Ma la maggior parte di questi che lo stesso Berlusconi ha definito «sacrifici» vanno sacrificati all’ Europa che ci ha «condannati» per aver sforato negli ultimi tre anni il tetto del 3 per cento e ci ha imposto un cartellino rosso per quest’ anno di 11,5 miliardi. Tutti pensavano ad una Finanziaria elettorale ma dal consiglio dei ministri di giovedì scorso non è uscito nemmeno l’ odore dell’ avvicinarsi delle urne.  Continua la guerriglia sulla Finanziaria. Dopo i malumori emersi nel corso del vertice di martedì scorso sul maximendamento per distribuire le risorse a favore della famiglia, ieri il ministro per la Cultura Rocco Buttiglione è uscito alla scoperto minacciando le dimissioni. «I tagli devono rientrare, o il ministro dovrà cambiare», ha detto. Sventata l’ ipotesi, balenata all’ inizio della settimana, di ridurre gli stanziamenti per la famiglia a favore dello spettacolo e della cultura, ieri ha tenuto banco una polemica dal sapore analogo che ha riguardato Comuni e Regioni. Da un incontro, martedì sera, tra il viceministro dell’ Economia Vegas e i responsabili degli enti locali della Cdl è emersa l’ ipotesi di ridurre i tagli ai Comuni (dal 6,7 al 5,2 per cento) compensandoli con maggiori risparmi sulle Regioni (dal 3,5 al 4,9 per cento). Il pacchetto di correzioni, messo a punto dal governo e dagli enti locali della Cdl, prevederebbe anche di allargare la soglia di esclusione dal Patto di Stabilità interno ai Comuni fino a 5 mila abitanti (ora fino a 3.000), il che comporterebbe aggravi di spesa per 150 milioni di euro. «Stiamo valutando l’ ipotesi», ha confermato il Ragioniere generale Mario Canzio.

Via libera: la Camera ha confermato con 310 sì (226 i voti contrari) la fiducia al governo sul decreto legge sulla violenza negli stadi. E’ la quinta “fiducia” ottenuta dal governo Berlusconi-bis e la 32a dall’ inizio della legislatura. L’ assemblea è poi passata all’ esame degli ordini del giorno presentati dall’ opposizione, che sono 218. Ma non sono previsti emendamenti, solo suggerimenti al governo. Oggi il voto finale al decreto legge, che poi passerà al Senato perché va convertito entro il 17 ottobre. I dati di questo inizio stagione sono confortanti: diminuiti nettamente i feriti e il numero di poliziotti impiegati negli stadi. Soddisfatto il mondo dello sport che ha sempre appoggiato l’ iniziativa del ministro Pisanu.

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