Parlamento

Dl Pisanu è legge

Tidosi violenti, sì al decreto Amato via alla tolleranza zero

Dl Pisanu è legge

Via libera: la Camera ha confermato con 310 sì (226 i voti contrari) la fiducia al governo sul decreto legge sulla violenza negli stadi. E’ la quinta “fiducia” ottenuta dal governo Berlusconi-bis e la 32a dall’ inizio della legislatura. L’ assemblea è poi passata all’ esame degli ordini del giorno presentati dall’ opposizione, che sono 218. Ma non sono previsti emendamenti, solo suggerimenti al governo. Oggi il voto finale al decreto legge, che poi passerà al Senato perché va convertito entro il 17 ottobre. I dati di questo inizio stagione sono confortanti: diminuiti nettamente i feriti e il numero di poliziotti impiegati negli stadi. Soddisfatto il mondo dello sport che ha sempre appoggiato l’ iniziativa del ministro Pisanu.

La sparata di Galliani contro gli stadi “obsoleti” ha tutta l’ aria di una manovra diversiva. Dopo anni di incuranza verso il pubblico (ma non si era sempre detto che i veri tifosi sarebbero andati allo stadio sempre e comunque, come avveniva d’ altronde negli anni ‘ 50?), adesso si scopre che la colpa è solo della pioggia e dei seggiolini scomodi. Già, ma gli stadi sono gli stessi, cifre alla mano, di 10-12 anni fa quando ci andavano oltre 10.000 spettatori in più a partita. Ecco alcune domande a Galliani: i club hanno mai abbassato il prezzo dei biglietti? Hanno mai combattuto i violenti, prima di incolpare il decreto Pisanu? Hanno mai programmato il quantum di calcio che il pubblico può sopportare, oppure lo hanno svalutato? Certo con le piste di atletica si vede male: ma c’ erano anche quelle quando la gente andava molto di più alla partita. Gli stadi vuoti non sono forse la conseguenza più che la causa della crisi? Gli stadi sono vuoti perché si gioca troppo, c’ è troppa tv e a costi troppo economici rispetto al calcio dello stadio (ma questo a Galliani interessa poco, no?). Sono vuoti perché si sono presi i soldi maledetti e subito invece di pensare al domani e perché la serie A a 20 non si regge in piedi. E dire che il boom della pay tv dimostra la passione del pubblico è un’ altra inversione di causa-effetto (un po’ interessata), è come dire che la gente segue un funerale perché ama i cimiteri. Una cosa è certa: ricostruire gli stadi, oltreché scandaloso dopo Italia ‘ 90, è un bel business.

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