Giustizia

Ex Cirielli, Castelli fornisce i dati ma slitta la discussione in Aula

Casini lascia l'Udc

PierFerdinando Casini

Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, fornirà alla Camera i dati sulla legge ex Cirielli, detta anche “Salva-Previti” perché taglia drasticamente i tempi di prescrizione di molti reati. In calendario per domani a Montecitorio, la ex Cirielli potrebbe tuttavia slittare a fine mese per permettere alla maggioranza di approfondire meglio la questione.

La notizia che Castelli è intenzionato a fornire i dati arriva nel pomeriggio, dopo l’ennesima richiesta avanzata dal presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, che con una lettera aveva chiesto al guardasigilli che il ministero facesse avere anche a Montecitorio lo studio sull’impatto dell’ex Cirielli sui processi pendenti.

In serata il ministro della Giustizia ha fornito alla Camera i dati in suo possesso ma, in una lettera indirizzata a Casini, avverte che si tratta solo di una “elaborazione statistica su dati parziali”, e che quindi, a suo giudizio, “inidonea a fornire un’esatta valutazione dell’impatto globale della normativa in itinere”.

Una questione sempre più urgente, anche se la discussione è destinata a slittare. Alcune forze politiche (compresa la stessa Udc) avrebbero condizionato il loro voto al contenuto di quei dati. Indipendentemente dal merito della proposta di legge, l’assemblea dei deputati dell’Udc è pronta a respingere, nella riunione di domani mattina, la proposta annunciata dagli alleati della maggioranza di inversione dell’ordine del giorno dell’aula di Montecitorio, che punta a inserire in cima al calendario proprio la ex Cirielli.

 Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, nella maggioranza si sarebbe deciso di approfondire meglio la questione. La riflessione sarebbe giunta proprio da Forza Italia. “Visto che si è messa tanta legna al fuoco, è meglio mettere un po’ di cenere e fare una serena riflessione”, spiega una fonte parlamentare azzurra. L’Udc infatti aveva fatto sapere di nutrire forti dubbi sull’ex Cirielli. An aveva precettato i suoi parlamentari avvertendo via sms tutti i deputati di presentarsi in aula prima delle 12.

E, comunque, a Montecitorio sarà lotta senza quartiere. L’opposizione affila le armi. Emendamenti a raffica (79 quelli formalizzati dall’Unione), ma soprattutto fuoco di sbarramento con sospensive e pregiudiziali di costituzionalità. Magari confidando nel sostegno dei parlamentari dell’Udc.

La richiesta del presidente della Camera di sapere la ricaduta che le nuove norme avranno sui processi pendenti è una manna per l’opposizione. Che punta a stoppare la ex Cirielli (si chiama così, perché il suo primo firmatario originale, Edmondo Cirielli, di An, l’ha sconfessata e voterà contro) “per motivi di opportunità, legati alla necessità – sottolinea il Ds Francesco Bonito – di conoscere i dati sull’impatto della normativa. Non si può legiferare – avverte – senza avere cognizione di causa”. Sulla sospensiva, insomma, qualche speranza il centrosinistra la ripone.

Il ministro Roberto Castelli ha inviato i dati alla Camera, ma è certo che se la sospensiva dovesse passare, per la Cdl lo smacco sarebbe pesante. Anche perché sulle cifre si riaprirà la battaglia, con il rischio di far slittare la ex Cirielli fuori tempo massimo, ossia – stando ai bene informati dei due schieramenti – a dopo l’8 novembre quando in Cassazione si deciderà sulla condanna di Giovanni Acampora per la vicenda Imi-Sir.

Sui dati, infatti, l’opposizione non farà sconti: “A noi risulta che il 40% dei processi finirà prescritto – attacca Bonito – se le cifre del ministro sono diverse è perchè sono sicuramente manipolate. Noi lo inchioderemo alle sue responsabilità istituzionali: se un ministro dice bugie, se ne deve andare”.

Nei giorni scorsi, le associazioni di categoria dei magistrati e degli avvocati avevano lanciato l’ennesimo allarme sugli effetti dirompenti che la Cirielli potrebbe avere sulle cause pendenti. Secondo giudici e penalisti, il drastico taglio dei tempi di prescrizione, accorciati fino alla metà, sortiranno l’effetto di un colpo di spugna mettendo a rischio la conclusione di decine di migliaia di processi.

2 risposte »

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