Centrodestra

Maggioranza divisa su Bankitalia

Maggioranza divisa su Bankitalia

Domenico Siniscalco e Antonio Fazio

«La prima mossa spetta alla politica, non sarà Fazio a presentarsi con delle proposte. Immagino che al Cicr del 26 agosto si svilupperà un dibattito. Se emergerà la richiesta di dare mandato alla Banca d’ Italia per un progetto di riforma, il governatore si adeguerà prontamente. Non c’ è dubbio che da parte sua ci sia una disponibilità a discutere di questo argomento». Nelle parole del senatore Luigi Grillo, il politico più vicino ad Antonio Fazio, la conferma del copione che comincia con il Cicr e si dipana fino alla ripresa parlamentare passando per il Consiglio dei Ministri del 3 settembre. Nessuno scatto d’ orgoglio da parte del governatore all’ appuntamento della settimana prossima, lascia intendere Grillo. Ma le necessità politiche delle varie forze della maggioranza non sembrano collimare tra loro. Il premier è orientato a lasciare Fazio al suo posto con l’ incarico di gestire una riforma di cui proprio il suo operato ha evidenziato la necessità. Il sottosegretario all’ Economia, Maria Teresa Armosino, riflettendo la posizione intransigente di Domenico Siniscalco, ieri si domandava: «E’ capace l’ istituto, con l’ attuale composizione, di un colpo di reni per autoriformarsi? Se ritiene di poterlo ancora fare si spicci, o dovrà intervenire il governo». Di opinione opposta il consigliere economico del presidente del Consiglio, Renato Brunetta: «Credo che Fazio sia perfettamente in grado di guidare la riforma, la soluzione più corretta è partire da un atto parlamentare di indirizzo». Anche la Lega rimane “Fazista”, il ministro delle Riforme, Roberto Calderoli, dal Cicr si aspetta che «dopo tante azioni politiche dei giornali finalmente ci sarà la possibilità di dare la parola anche alla controparte. Mi sembra che qualcuno individui nel fare fuori Fazio la possibilità d’ impedire la nascita della banca del nord». Quindi, solo nel Cdm del 3 settembre si scoprirà se il “fazismo” dilagante nell’ esecutivo è davvero una realtà: all’ appello mancano Udc e Alleanza Nazionale. Per i centristi ieri ha parlato il ministro per la Funzione Pubblica, Mario Baccini: «Penso che il governo esprimerà una posizione ufficiale dopo aver ascoltato Siniscalco». Mentre per An il viceministro alle Attività Produttive Adolfo Urso è andato oltre: «Il governo, in uno spirito bipartisan, dovrà portare a compimento il ddl sul risparmio inserendo il mandato a termine e definendo regole sulle autorità. Poi il governatore dovrà consentire un avvicendamento entro il prossimo autunno». Ma i distinguo su Fazio spariscono in reazione alla richiesta di dimissioni del governatore da parte Luca Montezemolo. Brunetta parla di «Attacco violento, tanto più che il leader di Confindustria non ha le carte in regola per dare giudizi». Anche il leghista Cota insorge: «Montezemolo avrebbe così tanto da fare con tutti i suoi incarichi e invece preferisce fare politica contro il governo». Contro Montezemolo anche il parroco di Alvito, Antonio Martini: «Esistono leggi e regole che non ha inventato lui…». Anche se di contro il sindaco, Giovanni Ferrante, ammette:«Eravamo orgogliosi del governatore. Ora, francamente, non lo so più». Ad Alvito come nella maggioranza nelle prossime due settimane si scoprirà qual è il prezzo dell’ assoluzione di Fazio.

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