Economia

Caso Fazio, pressing della Bce

Le intercettazioni della Gdf tra il banchiere di Lodi e il Governatore di Bankitalia

Antonio Fazio

Brusca accelerata sulla riforma di Bankitalia e sul destino del governatore Antonio Fazio. Un passo concreto per stringere i tempi lo ha fatto il governo fissando per la prima data utile, venerdì 26 agosto, la riunione del Cicr. Il tutto mentre da Francoforte le indiscrezioni parlano di un consistente interessamento della Bce: si teme che il discredito internazionale che sta colpendo Fazio e la Banca d’ Italia possa raggiungere l’ Eurotower e, dunque, si lanciano segnali insistenti al governo italiano affinché il caso venga risolto prima della ripresa autunnale, a settembre, dell’ attività della Banca centrale europea. Le prime spiegazioni sul comportamento tenuto nelle Opa bancarie il governatore dovrà darle a Domenico Siniscalco e agli altri ministri convocati per il Cicr. L’ incontro si terrà prima del Consiglio dei ministri previsto per lo stesso giorno. Anche se non sono attese decisioni, è da rimarcare che il dossier-Fazio sarà il primo atto del governo al rientro dalla pausa estiva. A testimoniare l’ urgenza poi anche le voci sulla volontà di Siniscalco di mantenere aperta la riunione del Comitato, in modo da poter programmare un secondo incontro nel giro di qualche giorno. E una soluzione rapida è stata auspicata anche nelle consultazioni informali all’ Eurotower. Alla Bce, però, al momento non hanno preso in considerazione l’ ipotesi – avanzata da alcuni governatori – di un atto formale contro Fazio perché sarebbe un’ ingerenza nei confronti dell’ autonomia italiana. Vista la ristrettezza dei tempi prende quota l’ ipotesi di un provvedimento ad hoc del governo che imponga all’ attenzione del parlamento alcuni elementi di riforma della Banca d’ Italia: ovviamente sarebbe previsto il mandato a termine di otto anni – già preso in considerazione dalle ipotesi di autoriforma a cui starebbero lavorando gli uomini di Fazio – ma soprattutto l’ introduzione della collegialità delle decisioni e il limite di età a settant’ anni non solo per il governatore ma anche per l’ intero direttorio. Più forti ieri le richieste di dimissioni contro il governatore arrivate dagli esponenti politici. Il viceministro alle Attività Produttive, Adolfo Urso per il quale Fazio «dovrebbe agire per preservare l’ immagine della Banca d’ Italia, assumendosi le proprie responsabilità». Ma non è il solo a infrangere l’ atteggiamento “attendista” della Cdl nei confronti di Fazio, Guido Crosetto (Fi), ha dichiarato: «Se è vero che c’ è stata una forzatura da parte del governatore vorrei intanto sapere perché, se il motivo fosse l’ amicizia con Fiorani sarebbe un gravissimo errore di cui assumersi la responsabilità». Dall’ Unione arrivano gli attacchi più duri. Pier Pieluigi Bersani: «la necessità è che tutti, a partire dai vertici delle autorità di garanzia, si assumano le proprie responsabilità». Per il responsabile economico della Margherita, Enrico Letta, l’ unica via percorribile è «l’ azzeramento della situazione esistente per far riprendere credibilità all’ istituzione Bankitalia, gravemente minata». Il Verde Paolo Cento considera le dimissioni «un atto dovuto non più rinviabile», mentre Antonio Di Pietro dichiara: «Fazio si deve dimettere».

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