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Per Syria non è peccato tornare a cantare

Per Syria non è peccato tornare a cantare

Syria

È ciò che ha fatto la ventottenne Cecilia Cipressi, alias Syria, con i 12 brani del suo nuovo cd, il sesto in carriera, che esce oggi con l’etichetta Warner Music Italy.
Syria, nel suo nuovo lavoro troviamo le firme di Jovanotti, Saturnino, Klaus e Peluz, Giorgia, Venuti, Francesco Sarcina delle Vibrazioni, Tiziano Ferro, Francesco Bianconi dei Baustelle, la De Stefano dei Madreblu.

Con chi ha dato il via a «Non è peccato»?
«Lorenzo Jovanotti mi è vicino sin dal 2001, quando scrisse per me “Se tu non sei con me”; poi, a Sanremo, due anni fa, portai la sua “L’amore è”. Lorenzo dice che sono la sua portavoce di quei brani che per vari motivi lui non può o non vuole cantare. Così, capita che tiri fuori dal suo diario,(che io chiamo il “librone”) dei pezzi e me li dia perché mi faccia interprete del suo pensiero. Nel nuovo cd Jovanotti è presente con “Non sono” e “Più di una pasticca”, in cui ho ritrovato il Jovanotti di una volta, più aggressivo e dispettoso. Io volevo un album pop, ricco di colore, e Lorenzo mi ha aiutato a trovare il percorso: per me, è come un fratello».
Lei è molto legata anche a Giorgia?
«Ci conosciamo da anni e cerco di non perdermi mai un suo concerto. Giorgia è il mio mito. Un giorno mi ha detto: “Ho scritto una cosa pensando a te”: era “Luna crescente” che poi abbiamo completato a 4 mani. Lei canta anche nel coro di “Non sono”: è il massimo avere una corista come Giorgia».
Nel nuovo album lei firma anche «Libera»: Syria autrice è al servizio di Syria interprete?
«Tutti i brani nascono da un rapporto stretto con gli autori, da lunghe serate passate assieme ad ascoltare musica, da scambi di confidenze e di sensazioni. Le idee vengono da loro, ma io le ho integrate. “Libera” è mia ed è molto autobiografica. Ho provato anche a scrivere, ma lo scopo di questo lavoro è di esaltare il ruolo dell’interprete, che sento davvero mio, di completarlo attraverso una forte partecipazione alle canzoni scelte».
Oltre a 11 brani inediti, nel cd c’è anche una sua reinterpretazione di «Mi manchi», della Bertè. Artisticamente, si sente vicina a Loredana e a Mia Martini?
«Come sapete, nel ’96, vinsi “Sanremo giovani” con una cover di “Sei bellissima”. Mia Martini, invece, la considero intoccabile, non si può replicare. Sì, come interprete, mi sento molto vicina a Loredana. Mi piace talmente che mi auguro di diventare come lei».

Non è peccato uscì il 13 maggio del 2005 ed è l’ultimo album della cantante ad uscire con la Warner Music Italia, un rapporto durato per cinque anni e tre dischi a partire dal 2000.
Nel disco figurano molti autori importanti scelti dalla cantante sia nel panorama mainstream italiano che nella scena indie che tanto avrebbe segnato il suo percorso musicale negli anni a venire.
Tra i nomi che hanno contribuito a questo album ci sono Francesco Sarcina che cucì su Cecilia il brano Alice nel paese delle meraviglie (che uscì qualche mese prima come ghost track di un album de Le Vibrazioni), e Raffaella DeStefano dei Madreblu. In quel periodo Syria elogiava spesso nelle interviste il disco di una band indipendente, La Moda del lento dei Baustelle e per questo cerco Francesco Bianconi autore e frontman del gruppo per un duetto. Negli anni successivi Bianconi sarebbe diventato un autore di punta del panorama musicale italiano.

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