Uk: Blair vince per la terza volta

Uk: Blair vince per la terza volta

Uk: Blair vince per la terza volta
Uk: Blair vince per la terza volta

Il primo ministro britannico sembra avviato a festeggiare oggi i suoi 52 anni con un regalo dolce-amaro: la terza vittoria consecutiva alle urne, record senza precedenti per il partito laburista; ma una maggioranza in parlamento gravemente ridotta, appena un terzo di quella che aveva nella passata legislatura. Gli exit-poll diffusi a tarda sera dalla Bbc hanno assegnato al New Labour il 37 per cento dei voti, il 33 per cento ai conservatori, il 22 ai liberal-democratici. Il rilevamento ha un margine di errore di due-tre punti percentuali e va dunque preso con cautela: nelle due elezioni precedenti gli exit-poll indovinarono tutto, ma nel ’92 sbagliarono tutto. Se confermate dai risultati ufficiali, che saranno resi noti stamattina, queste indicazioni darebbero 356 seggi ai laburisti, con una maggioranza di 66 seggi, 209 seggi ai conservatori, 53 ai lib-dem.

Un arretramento di due terzi per il Labour rispetto alle elezioni del 2001, quando ottenne una vittoria a valanga e un maggioranza di 161 deputati: «E’ un pugno sul naso a Blair», sintetizza la Bbc. Il motivo era noto: molti sostenitori laburisti non gli hanno perdonato la guerra in Iraq, in particolare il modo in cui il governo convinse parlamento e opinione pubblica ad approvare l’ intervento militare al fianco degli Stati Uniti, esagerando la minaccia irachena, offuscando i dubbi dei servizi segreti. L’ inquilino di Downing street sperava di essere riuscito a riconquistare l’ appoggio di una parte degli elettori delusi, ma apparentemente non è stato così. Perdere due terzi della maggioranza, se le proiezioni si riveleranno più o meno esatte, è un prezzo

Uk: Blair vince per la terza volta
Uk: Blair vince per la terza volta

pesante da pagare alla guerra. Con un risultato simile, il leader laburista potrebbe diventare ostaggio della corrente che gli è ostile all’ interno del Labour. Politicamente, equivale per lui a una vittoria di Pirro, un’ umiliazione. Diventerebbe più difficile per Blair scegliere autonomamente a che punto del terzo mandato dare le dimissioni, lasciando la premiership al suo erede designato, il ministro delle Finanze Gordon Brown, per ritirarsi dalla politica attiva. L’ autunno scorso, all’ indomani di un lieve disturbo cardiaco, il premier annunciò che, se rieletto, sarebbe andato in pensione «alla fine» del suo terzo mandato, ovvero tra altri quattro anni. Ma il 59 per cento dell’ elettorato, secondo un sondaggio di ieri sul Guardian, vorrebbe vedere Brown al posto di Blair entro due anni.

La terza vittoria di fila, come successe alla Thatcher, potrebbe essergli fatale. Se Blair entra nondimeno nella storia col suo tris, non è detto che l’ avversario, pur sconfitto, ne esca subito. Michael Howard, sempre secondo gli exit-poll, ottiene per i conservatori all’ incirca la medesima percentuale del 2001, ma guadagna lo stesso una quarantina di seggi: una delle sorprese del sistema maggioritario secco. Un’ altra è che Charles Kennedy, 42enne leader dei liberal-democratici, il solo partito che si oppose alla guerra in Iraq e che perciò avrebbe potuto ricevere il voto dei laburisti delusi da Blair, guadagna tre-quattro punti in percentuale ma soltanto una manciata di deputati: lui che sperava di diventare il vincitore morale di queste elezioni. Alla vigilia del voto il columnist Timothy Garton Ash, sul Guardian, auspicava una futura fusione dei lib-dem con i laburisti, sostenendo che sono diventati ormai la stessa cosa, dei «liberali di sinistra»: dopo la magra vittoria laburista, Blair potrebbe averne davvero bisogno. Erano chiamati alle urne 44 milioni di persone, compresi sei milioni di cittadini che hanno votato per posta. L’ astensione è stata alta, ma meno del 2001, quando con il 59 per cento l’ affluenza raggiunse il livello più basso dal 1918. Per replicare il fervore che nel 1997 portò a votare il 71 per cento degli elettori, trascinati dall’ entusiasmo per il primo Blair, serviranno nuovi leader. Il premier ha votato di mattina presto, insieme alla moglie Cherie e ai due figli da poco maggiorenni, Euan e Nick, a Sedgefield, la cittadina nel nord dell’ Inghilterra in cui viene eletto deputato dal 1984. Tra i candidati che lo sfidavano spiccava Reg Kays, padre di un soldato ucciso in Iraq: la guerra, il fantasma che da due anni non smette di tormentare il leader laburista, lo ha inseguito anche lì.

Annunci

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...