Parlamento

Prodi: con Berlusconi vinco io

Prodi: la Cdl fa delinquenza politica.

Romano Prodi e Silvio Berlusconi

«E’ una buona notizia, così vinco di sicuro». Romano Prodi saluta con un applauso sarcastico la decisione di Silvio Berlusconi di continuare a guidare il centrodestra verso le elezioni 2006. «Se posso permettermi un po’ di ironia, – dice – mi auguro che la presenza di Berlusconi in questa campagna elettorale sia lunga e costante: mi porterà solo vantaggi». E ancora: «La forza politica che alle regionali ha registrato i fallimenti più pesanti è Forza Italia, il partito di Berlusconi. Viene da pensare che il problema, per il centrodestra italiano, sia proprio lui». Il leader del centrosinistra parla al settimanale Duepiù e all’ Infedele, il salotto tv di Gad Lerner spostatosi alla bolognese Fabbrica del progetto prodiano. Rilancia un allarme e una disponibilità. «L’ Italia è in una situazione molto difficile – avverte – e rischia di vivere un anno e più di intenso conflitto politico. E’ per questo che se ci sono idee e prospettive per aiutare il Paese a uscire dalla crisi sono pronto e lavoro qui, insieme alla gente, insieme agli esperti, a quelli che conoscono i problemi per preparare un governo migliore e più efficiente». Pur preoccupato, Prodi non forza su elezioni anticipate: «Non mi considero in campagna elettorale. Non abbiamo fretta. Credo che il giorno delle elezioni debba essere deciso dalla maggioranza parlamentare. Semplicemente siamo pronti, siamo seri e aspettiamo quello che viene. Eravamo pronti prima, siamo pronti adesso, saremo pronti dopo». «Il mio primo consigliere è mia moglie Flavia. – dice a Duepiù – Non mi ha mai accusato di averle sottratto tempo e attenzione con la mia avventura politica. La viviamo insieme. E ci divertiamo come matti». Con Lerner affronta il tema della fecondazione assistita e del referendum: «Questi problemi sono di radicale importanza. I problemi della vita sono i problemi più profondi che abbiamo di fronte. Mi auguro un dibattito, ma soprattutto un approfondimento su questi temi, una presa di responsabilità». Sempre in tv torna sui «poteri paralleli» accusati da Berlusconi di averlo fatto perdere. «Ma perché non l’ ha detto prima delle elezioni? Lo dice solo adesso, quando ha perso. Prima li aveva lui i poteri paralleli, le aveva lui le Regioni». Per Prodi però nemmeno lo strapotere mediatico poteva salvare il Cavaliere: «La televisione in campagna elettorale pesa moltissimo. Ma la gente non ne poteva più. La televisione può aiutare a vendere un buon prodotto ma non può aiutare un prodotto che proprio il mercato non accetta. Per un certo periodo tutte le promesse, gli impegni, aumentati dalla grancassa televisiva, hanno dato un aiuto alla Casa delle Libertà. Poi quando si è visto che non consegnava, allora in quel momento la gente, nonostante la televisione, si è ribellata e non ne ha voluto più sapere. Questo è stato il significato delle elezioni, non che la televisione non conti più». Guerra di tv, guerra di banche. «Se mi compra una banca straniera non mi turba. – dice – Quello che mi turba è che noi si faccia altrettanto con l’ estero. Così si va in malora, bisogna assaltare, non solo chiudere le porte».

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